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Credit: Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

Dopo le sorprese riservateci dalla Camping World Truck Series e dalla Nationwide Series, ci aspetta un atro vincitore inatteso nella 500 miglia di Daytona? Possibile? Quasi probabile.

IL CIRCUITO

Daytona rappresenta per le stock-cars il centro del mondo, con le sue 2,5 miglia di asfalto costruite vicino alla spiaggia di Daytona Beach, per volerer di Bill France, che hanno l’inizio ufficiale dell’epopea della NASCAR e, non a caso, occupano un posto molto speciale nel cuore degli appassionati di motori americani.

Le storie che circondano il superspeedway inaugurato nel 1959, ma ben presente nelle idee del fondatore Bill France già dal ’53, sono moltissime: una di queste racconta che France, a corto di fondi per terminare il circuito, si rivolse alla Coca-cola per ottenere un sostegno economico, che gli fu negato. Big Bill passò allora all’attacco presso la Pepsi-Cola, riuscendo a completare l’opera. Proprio in vistù di quell’accordo, fino al 2008 a Daytona non si è venduta nemmeno una bottiglia di Coca-Cola. (more…)

Credit: Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

Tony Stewart non ha ancora avuto tempo di godersi del tutto la storica vittoria conseguita domenica all’HOmestead-MIami Speedway, dove ha vinto l’ultima gara della Sprint Cup 2011, acciuffando anche il suo terzo titolo in un duello con Carl Edwards, che lo ha visto rimontare due volte dalle retrovie e compiere un numero impressionante di sorpassi.

Ripensando ad una stagione in cui ha avuto accesso alla Chase For The Cup senza brillare particolarmente, per poi stupire tutti centrando il primo posto sia a Chicago che a Loudon, Tony Stewart ha identificato nella vittoria di Martinsville, la terza nelle prime 7 gare della Chase, il momento cruciale del percorso che lo ha incoronato campione: “Penso che la svolta per me sia stata la vittoria di Martinsville. Credo che che sia stato il momento in cui ho capito che io e il team potevamo farcela e che nessuno avrebbe dovuto sottovalutarci”(more…)

Credit: By Chris Graythen, Getty Images

Dopo due lunghe soste ai box per riparare un buco nel frontale della Chevrolet #14, dopo aver rimontato complessivamente 118 posizioni in pista e dopo che tre temporali hanno investito l’Homestead Miami Speedway, Tony Stewart è riuscito nell’impresa di vincere la Ford 400 e la Sprint Cup.

Il pilota di Columbus, Indiana, ha terminato la stagione con lo stesso numero di punti di Carl Edwards, ma si è aggiudicato il campionato in virtù delle 5 vittorie stagionali contro l’unico successo di Carl Edwards, ottenuto a Las Vegas a marzo. E’ la prima volta nella storia della NASCAR che il primo e il secondo della generale concludono a pari merito. (more…)

Daytona, 1979. La prima 500 miglia NASCAR trasmessa interamente in diretta su suolo americano si trasforma in un evento epocale. Una quantità di neve esagerata tiene mezza America in casa, incollata alla televisione da quei matti che girano in tondo in Florida e cosa ti succede all’ultimo giro? Donnie Allison e Cale Yarborough, in testa con considerevole vantaggio, si toccano e finiscono per prati in curva 3, lanciandosi in una rissa da saloon che vede coinvolto anche Bobby, fratello di Donnie, mentre Richard “The King” Petty va a vincere di misura su Darrell Waltrip. Risultato: milioni di americani folgorati!

Per dirla con Dick Berggren: “Nessuno se ne è reso conto allora, ma quella è stata la gara che ha messo in moto tutto quanto. E’ stata la prima gara da “distributore dell’acqua”, la prima volta che la gente al lunedì si è fermata davanti ai distributori d’acqua a parlare della gara vista in TV il giorno prima. Ci è voluto parecchio, anni forse, per capire quanto importante sia stata”.

Eccovi il filmato integrale della Daytona 500 del 1979, grazie all’utente OldShoolNascar: (more…)

Quella 2011 è una stagione di quelle movimentate, tra le più movimentate degli anni recenti, dal 2003 a questa parte. Lo testimoniano gli undici vincitori in 16 gare, i 13 piloti diversi al comando in media per ogni gara, le 8 gare con un margine di meno di un secondo tra il vincitore e il piazzato, i 42 diversi piloti che hanno condotto almeno un giro in testa e i 30 diversi piloti che hanno ottenuto almeno una top-10.

In questa incertezza arriva una prova critica per le ambizioni di molti, sullo storico tracciato di Daytona, che rappresenta per le stock-cars il centro del mondo. 2,5 miglia di asfalto costruite vicino alla spiaggia di Daytona Beach, per volerer di Bill France, che rappresentano l’inizio ufficiale dell’epopea della NASCAR e, non a caso, occupano con un evento una delle festività più importanti dell’anno negli Stati Uniti: il giorno dell’indipendenza, che celebra l’approvazione della dichiarazione d’indipendenza dal Regno Unito, siglata nel 1776.

Le storie che circondano il superspeedway inaugurato nel 1959, ma ben presente nelle idee del fondatore Bill France già dal ’53, sono moltissime: una di queste racconta che France, a corto di fondi per terminare il circuito, si rivolse alla Coca-cola per ottenere un sostegno economico, che gli fu negato. Big Bill passò allora all’attacco presso la Pepsi-Cola, riuscendo a completare l’opera. Proprio in vistù di quell’accordo, fino al 2008 a Daytona non si è venduta nemmeno una bottiglia di Coca-Cola.

Il circuito è un triovale gigante, con curve da 31 gradi i banking, un backstretch da 3.000 piedi inclinato di 2 gradi e un frontstretch da 3.800 piedi inclinato di 18 gradi. Si percorre con l’acceleratore piantato a fondo corsa per tutta la sua lunghezza, anche a causa dei restrictor plates che vengono utilizzati, come da regolamento, per limitare la potenza delle vetture. La scia è sempre stata determinante e ora, dopo la riasflatatura avvenuta nell’inverno tra il 2010 e il 2011, è diventato indispensabile trovare un partner con cui fare coppia e formare il cosiddetto tandem-draft.

Le ultime sette gare sul circuito hanno visto imporsi sette piloti diversi, l’ultimo dei quali è il giovanissimo Trevor Bayne, che a febbraio ha riportato in victory lane il team Wood Brother. La classifca assoluta delle vitorie a Daytona vede in testa Richard Petty, con 10 successi, seguito da Cale Yarborough con 9 e David Pearson con 8. Il pilota in attività più vincente è invece Jeff Gordon, 6 volte sul gradino più alto del podio, seguito da Jimmie Johnson, fermo a quota 4.

Fare pronostici è decisamente inutile, perché la Coke Zero 400 sarà davvero quella che gli americani definiscono una “anybody’s race”, una corsa che potrebbe vincere chiunque. Sarà sicuramente un punto di snodo per la stagione di diversi piloti, soprattutto quelli che hanno una classifica piuttosto deludente e che sono costretti a puntare ad un posto da Wild Card per la Chase for The Cup. La tensione e la necessità di un risultato potrebbero portare anche ad una gara nervosa e punteggiata da diverse bandiere gialle, specie nel finale.

Potrebbe essere un’occasione per recuperare posizioni per Regan Smith e Brad Keselowski, entrambi con una vittoria ma fuori dalla top-20. Potrebbe essere la gara chiave per Tony Stewart e Jamie McMurray, entrambi alla disperata ricerca di un successo ed entrambi pluri-vincitori sul superspeedway di Daytona. Attenzione anche a piloti come Grag Biffle e Denny Hamlin, nonchè al tandem uscito vincitore da Talladega, quello formato da Jimmie Johnson e Dale Earnhardt Jr.

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Kyle Busch in lotta con Coulter sul Kansas Speedway, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Hall of Fame, annunciata la classe del 2012 – la NASCAR ha annunciato le prossime leggende delle gare per stock-car che verranno introdotte nella hall of fame il prossimo 20 gennaio 2012, con una cerimonia che si terrà a Charlotte, North Carolina. I cinque nomi sono: Cale Yarborough, Darrel Waltrip, Dale Inman, Richie Evans e Glen Wood. L’annuncio è stato dato dal CEO Brian France, dopo la riunione finale dei 55 membri della commissione giudicante. Yarborough ha raccolto l’85% di voti positivi, Waltrip l’82%, Inman il 78%, Evans il 50% e Wood il 44%. Cale Yarborough è stato il primo pilota a vincere 3 titoli consecutivi, tra il 1976 e il 1978, totalizzando 83 vittorie in 31 anni di carriera. Darrel Waltrip è stato tre volte campione di quella che oggi è la Sprint Cup (1981,82,85), tutti e tre guidando per Junior Johnson, totalizzando 84 vittorie in carriera, 59 pole-positions e vincendo la Daytona 500 del 1989. Dale Inman è stato lo storico crew-chief di Richard Petty e del Petty Enterprise e, nell’arco di 30 anni, ha vinto 193 gare e 8 campionati, di cui 7 con Petty e 1 con Terry Labonte. Richie Evans è stato il pilota di maggior successo nella categoria Modified, con 9 titoli in 13 anni, di cui 8 di fila tra il 1978 e il 1985. Glen Wood ha contribuito a fondare il team Wood Brothers con i fratelli Leonard e Delano, guidando le vetture della squadra che ad oggi ha conquistato 98 vittorie, compresa la 500 miglia di Daytona del 2011

Kyle Busch in lotta con Coulter sul Kansas Speedway, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Kyle Busch penalizzato di 6 punti – Come anticipato, la Toyota #18 del Joe Gibbs Racing, guidata da Kyle Busch fino al terzo gradino del podio di Pocono, era risultata troppo bassa all’anteriore sinistro, per circa 1/16 di pollice oltre la tolleranza già indicata dalla NASCAR. Gli organizzatori sono solitamente molto fiscali in materia di verifiche post-gara ed hanno comminato una sanzione di 25000$ al crew-chief Dave Rogers, nonché una penalizzazione di 6 punti sia a Kyle Busch nella classifica Piloti che a Joe Gibbs nella classifica Owners. Il team ha detto di aver individuato il problema che ha condotto all’infrazione e di accettare la sanzione imposta.

Brian Keselowski trova uno sponso per la gara in Michigan – Brian Keselowski, il fratello più grande di Brad Keselowski, classe 1981, sarà alla guida della Chevrolet #92 del K-Automotive Motorsports al Michigan International Speedway, grazie principalmente al ritorno tra gli sponsor della Melling Engine Parts, che si è detta, per bocca del CEO dell’azienda, entusiasta di aiutare un team con radici nel Michigan. La famiglia Keselowski risiede a Rochester Hills, proprio nel Michigan, ed il contratto di sponsorizzazione con Melling sarà valido per una sola gara.

Biffle e la Croce Rossa – Livrea particolare per Greg Biffle in Michigan. La Ford #16 del Roush Fenway Racing sarà sponsorizzata dalla Croce Rossa Americana, in onore del decimo anniversario dello Spirit of America Blood Drive, evento che si tiene ogni anno presso il Michigan International Speedway e che ha raccolto, nell’ultimo decennio, oltre 7500 unità di sangue, potenzialmente in grado di salvare la vita di oltre 22000 persone. (more…)