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Dillon festeggia sul Nashville Superspeedway, Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Austin Dillon ha avuto la meglio su Johnny Sauter nella Deep Clean 200, a Nashville, Tennessee, ed ha conquistato lo speciale trofeo destinato al vincitore del dodicesimo appuntamento del calendario della Camping World Truck Series: una chitarra Gibson decorata da Sam Bass. Per il 21enne di Lewisville, North Carolina, si tratta del terzo successo in carriera, il primo di questa stagione.

La vittoria per Dillon, che era partito dalla pole position, è arrivata anche grazie ad un’ottima strategia, che lo ha visto cambiare soltato due gomme in occasione dell’ultima sosta. Il pilota dello Chevrolet Silverado #3 ha atteso che il marcato sovrasterzo rendesse Johnny Sauter più lento, nonostante avesse quattro gomme nuove, e lo ha infilato in curva 4 quando mancavano 23 giri al traguardo, per poi involarsi verso la bandiera a scacchi. (more…)

Crafton e Dillon fianco a fianco, Jason Smith/Getty Images

E’ andata a Matt Crafton la Coca-cola 200, undicesima prova del calendario della Camping World Truck Series, svoltasi sull’Iowa Speedway nella notte tra sabato e domenica. Il trentacinquenne di Tulare, California, si è imposto dopo un bel duello con Austin Dillon nelle fasi finali della gara, rompendo una striscia negativa che lo vedeva lontano dalla victory lane da 79 gare consecutive.

Crafton ha conseguito la sua prima vittoria del 2011, la seconda in carriera su 258 gare disputate nella Truck Series, cogliendo al contempo la sesta top-10 della stagione.

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Dopo un’interruzione con esposizione di bandiera rossa, avvenuta al giro 107 dopo qualche giro in gialla e dovuta ad una gran botta rifilata al muro da Justin Marks, finito contro il muretto interno abbastanza duramente da danneggiarlo e rimediare un bello shock, la gara ha visto solo un’altra interruzione e gli ultimi 40 giri si sono svolti in regime di bandiera verde. In particolare, negli ultimi 10 giri, il duello tra Crafton e Dillon stava permettendo a David Mayhew, Johnny Sauter e Joey Coulter di rimettersi in gioco, ma Crafton è riuscito a tenere a bada l’avversario e a precederlo sul traguardo.

Alle loro spalle si sono classificati Mayhew, Sauter, Coulter, Cole Whitt, James Buescher, Nelson Piquet Jr., David Starr e Todd Bodine.

Serata da dimenticare per Max Papis, partito dalla diciassettesima posizione e mai in corsa per un buon piazzamento. L’italiano si è dovuto accontentare di un ventesimo posto ed è rimasto coinvolto nell’incidente che ha spedito Justin Markson a muro, scaturito da un’involontaria toccata di Dakoda Armstrong ai danni di Max.

Ecco le dichiarazioni di Matt Crafton:

“L’ho visto alle mie spalle e ho pensato, ‘Oh cavolo, dovrò faticare con questo.’ Sapevo che aveva un truck veloce sapevo che dovevo salvaguardare il mio per lottare con lui alla fine. Questa vittoria è una gran cosa per il team. Nelle ultime quattro settimane, tutto quello che poteva andare storto lo ha fatto, e ora eccoci che alla quinta settimana vinciamo la gara. Voglio ringraziare i ragazzi per tutto quello che hanno fatto e per aver creduto in me quando tutto andava storto.”

Il secondo piazzato, Austin Dillon, si è detto al contempo divertito e deluso:

“Siamo stati i più veloci tutta la sera, ma loro hanno fatto la mossa giusta alla fine. E’ stata una serata positiva per i punti, ma abbiamo regalato la vittoria alla fine. Fa male quando ti capita.”

In classifica ora Johnny Sauter precede Dillon di 22 punti, mentre Whitt scende al terzo posto, staccato di 26 lunghezze. Stabilmente quarto è James Buescher, mentre Crafton guadagna 3 posizioni portandosi in quinta piazza, a 44 punti dalla vetta.

Kyle Busch festeggia con un burnout, Credit: Chris Graythen/Getty Images

Ha fatto quello che ha voluto, il fuoriclasse del Nevada, nella prima delle tre gare che affronterà in Kentucky questo fine settimana, ed è andato a cogliere il quinto successo della stagione, il ventinovesimo nella Truck Series e il numero 98 in NASCAR, nella UNOH 225, decimo appuntamento della Camping World Truck Series.

Partito dal fondo dello schieramento per aver saltato il Driver Meeting e la presentazione al pubblico dei piloti, Busch si è fatto largo tra gli avversari molto rapidamente, andando a prendersi la leadership al giro 61 su 150, gestendo al meglio la propria strategia e sfruttando la sua indiscussa velocità in restart.

Ad opporre resistenza al ventiseienne di Las Vegas ci ha provato Johnny Sauter, che ha anche scavalcato Busch al giro 103, salvo poi ritirarsi a causa della rottura dell’assale posteriore durante una sosta in regime di bandiera verde al giro 124. Nello stesso round di soste, Nelson Piquet Jr., che stava ben figurando, è andato lungo rispetto alla sua piazzola ed è rimasto attardato, per poi finire coinvolto nell’incidente che ha portato la gara a concludersi in regime di green-white-checkered, insieme a Miguel Paludo, Steve Arpin, Tim Peters e Ryan Sieg.

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In occasione di quest’ultimo restart non c’è stata storia e Busch ha allungato deciso, lasciando tutti gli altri a lottare all’ultimo sorpasso per la seconda piazza. Da questa lotta è emerso Parker Klingerman, che è riuscito a riavvicinarsi al Toyota Tundra #18 nel corso dell’ultimo giro, senza però impensierire Busch, che ha tagliato il traguardo da vincitore.

Detto di Kingerman, che ha agguantato il secondo posto, al terzo è giunto Brendan Gaughan, davanti a Todd Bodine, Jason White, che era secondo al restart finale, Elliott Sadler, Joey Coulter, David Starr, James Buescher e Travis Kvapil. Undicesimo il nostro Max Papis, che ha dichiarato tramite Twitter di essere soddisfatto del risultato, dopo essere scattato dalla ventiduesima posizione.

“Abbiamo finito con l’avere un truck molto buono, che ci portato nella prima metà dello schieramento e a abbiamo solo continuato a lavorarci,” Ha detto Busch. “Più tardi, alla fine della gara, il truck è diventato sottosterzante e gli altri mi rimontavano ed erano molto più veloci di me. Le gialle sono capitate alla perfezione. Abbiamo fatto due restart molto buoni con piloti che erano un po’ ansiosi e hanno fatto patinare le gomme. Avevamo solo bisogno di non far patinare le nostre. Ha funzionato bene per noi.”

in classifica generale Sauter resta al comando con 23 punti di vantaggio su Whitt. Al terzo posto sale Dillon, vittima di un curioso inconveniente che ha fatto sì che il suo cofano motore si sollevasse in piena velocità e ventiseiesimo al traguardo. Guadagnano invece 3 posizioni Kingerman e Buescher, che sono rispettivamente quarto e quinto, mentre Hornaday scende di tre posizioni, al sesto posto.

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Kyle Busch in lotta con Coulter sul Kansas Speedway, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Hall of Fame, annunciata la classe del 2012 – la NASCAR ha annunciato le prossime leggende delle gare per stock-car che verranno introdotte nella hall of fame il prossimo 20 gennaio 2012, con una cerimonia che si terrà a Charlotte, North Carolina. I cinque nomi sono: Cale Yarborough, Darrel Waltrip, Dale Inman, Richie Evans e Glen Wood. L’annuncio è stato dato dal CEO Brian France, dopo la riunione finale dei 55 membri della commissione giudicante. Yarborough ha raccolto l’85% di voti positivi, Waltrip l’82%, Inman il 78%, Evans il 50% e Wood il 44%. Cale Yarborough è stato il primo pilota a vincere 3 titoli consecutivi, tra il 1976 e il 1978, totalizzando 83 vittorie in 31 anni di carriera. Darrel Waltrip è stato tre volte campione di quella che oggi è la Sprint Cup (1981,82,85), tutti e tre guidando per Junior Johnson, totalizzando 84 vittorie in carriera, 59 pole-positions e vincendo la Daytona 500 del 1989. Dale Inman è stato lo storico crew-chief di Richard Petty e del Petty Enterprise e, nell’arco di 30 anni, ha vinto 193 gare e 8 campionati, di cui 7 con Petty e 1 con Terry Labonte. Richie Evans è stato il pilota di maggior successo nella categoria Modified, con 9 titoli in 13 anni, di cui 8 di fila tra il 1978 e il 1985. Glen Wood ha contribuito a fondare il team Wood Brothers con i fratelli Leonard e Delano, guidando le vetture della squadra che ad oggi ha conquistato 98 vittorie, compresa la 500 miglia di Daytona del 2011

Kyle Busch in lotta con Coulter sul Kansas Speedway, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Kyle Busch penalizzato di 6 punti – Come anticipato, la Toyota #18 del Joe Gibbs Racing, guidata da Kyle Busch fino al terzo gradino del podio di Pocono, era risultata troppo bassa all’anteriore sinistro, per circa 1/16 di pollice oltre la tolleranza già indicata dalla NASCAR. Gli organizzatori sono solitamente molto fiscali in materia di verifiche post-gara ed hanno comminato una sanzione di 25000$ al crew-chief Dave Rogers, nonché una penalizzazione di 6 punti sia a Kyle Busch nella classifica Piloti che a Joe Gibbs nella classifica Owners. Il team ha detto di aver individuato il problema che ha condotto all’infrazione e di accettare la sanzione imposta.

Brian Keselowski trova uno sponso per la gara in Michigan – Brian Keselowski, il fratello più grande di Brad Keselowski, classe 1981, sarà alla guida della Chevrolet #92 del K-Automotive Motorsports al Michigan International Speedway, grazie principalmente al ritorno tra gli sponsor della Melling Engine Parts, che si è detta, per bocca del CEO dell’azienda, entusiasta di aiutare un team con radici nel Michigan. La famiglia Keselowski risiede a Rochester Hills, proprio nel Michigan, ed il contratto di sponsorizzazione con Melling sarà valido per una sola gara.

Biffle e la Croce Rossa – Livrea particolare per Greg Biffle in Michigan. La Ford #16 del Roush Fenway Racing sarà sponsorizzata dalla Croce Rossa Americana, in onore del decimo anniversario dello Spirit of America Blood Drive, evento che si tiene ogni anno presso il Michigan International Speedway e che ha raccolto, nell’ultimo decennio, oltre 7500 unità di sangue, potenzialmente in grado di salvare la vita di oltre 22000 persone. (more…)

Hornaday festeggia la vittoria sul traguardo del Texas Motor Speedway, Credit: Chris Graythen/Getty Images

Ron Hornaday Jr. ha conquistato inetremis la vittoria nella Winstar World Casino 400k, grazie ad una penalità comminata a Johnny Sauter per aver cambiato linea prima della linea del traguardo in occasione dell’ultimo restart, in regime di green-white checkered finish. Una manovra che ha ricordato quella compiuta a Daytona in Sprint Cup da David Ragan e che aveva già suscitato clamore e polemiche.

Sauter si era dimostrato decisamente il più forte su Texas Motor Speedway, in una gara costellata da ben 10 bandiere gialle, conducendo le danze per 3 volte per un totale di 56 giri. Il pilota del truck Chevrolet #13 era in testa anche al momento dell’ultima ripartenza, ma si è mosso decisamente per chiudere la traiettoria al rivale prima di transitare sotto la bandiera verde, cosa che ha fatto scattare praticamente in automatico la bandiera nera. Sauter è stato relegato all’ultimo posto tra i piloti a pieni giri, il ventiduesimo.

Hornaday, quattro volte campione della categoria, ha conquistato così la sua vittoria numero 48, la prima in stagione e la quarta in Texas, precedendo nel’ordine di arrivo il rookie Parker Kingerman, alla prima top-5 in stagione, David Mayhew, Brian Ickler, Joey Coulter, Ricky Carmichael, Ryan Sieg, Miguel Paludo, James Buescher e Justin Lofton, che ha chiuso la top ten.

“Buon modo per arraffare una vittoria” ha detto Hornaday. “penso che avessimo un truck da terzo o quinto posto al massiomo, ma le cose hanno girato nel nostro verso, In quel restart lui era il leader, ma ci ha ostacolato. Appena è scesa la bandiera verde, è andato a occupare la mia linea, e io ho urlato ‘E’ nella mia corsia!”

Max Papis, scattato dalla ventunesima posizione, ha litigato per tutta la gara con il suo Toyota Tundra, senza venire definitivamente a capo dell’assetto, ma ha tratto il possibile da una serata complicata, incamerando i 29 punti del quindicesimo posto e risalendo di una posizione in classifica, fino all’undicesima piazza.

gara costellata di bandiere gialle in Texas, Credit: Robert Laberge/Getty Images

La classifica di campionato vede Sauter sempre al comando, nonostante tutto, con venti punti su Whitt, fermato da problemi di motore in Texas. Al terzo posto sale Hornaday, staccato di 33 lunghezze dalla vetta, mentre Dillon, coinvolto in due incidenti venerdì, scende al quarto posto.

La prossima tappa del calendario della Camping World Truck Series sarà sul Kentucky Speedway il 7 luglio.

Kurt Busch in pole position per la 5-Hour Energy 500

Busch aspetta di vedere se il suo tempo reggerà gli assalti dei migliori delle prove libere, Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images

Seconda pole consecutiva per il maggiore dei fratelli Busch e la Dodge #22 del team Penske. Obbligato a schierarsi in qualifica con l’auto di riserva, in seguito ad un incidente in cui era incappato venerdì, Busch è sceso in pista per quarantaquattresimo, resistendo poi all’assalto dei piloti più veloci delle libere. Si tratta della quattordicesima pole in carriera per lui, stabilita staccando un giro alla velocità media di 171.579 miglia orarie, appena più rapido di Paul Menard e Jeff Gordon. Non si è qualificato per la gara Mike Skinner, sulla Toyota Big Red #60 del Germain Racing, che ha perso il controllo della sua stock-car in curva 1.

Le qualifiche si sono svolte con un meteo incerto e qualche goccia di pioggia di tanto in tanto. Le temperature più basse hanno reso la pista più veloce rispetto alle prove libere, per cui piloti e teams hanno dovuto in parte improvvisare il setting delle vetture e non sono mancati i controlli al limite.

“Se si fosse messo a piovere partiremmo ultimi e per fortuna il tempo ha retto e siamo in pole position. Prendere una macchina di riserva e scoprire che è un’auto da pole! Questo è qualcosa che non sarebbe successo tempo fa. Sarebbe stato ‘ok, dovrai faticare per tutto il weekend, non è la nostra macchina migliore’. E’ fantastico avere un migliore controllo qualità nel team” ha detto alla stampa Kurt Busch.

Ecco lo schieramento per la gara di Pocono:

1. Kurt Busch, Penske Racing No. 22 Dodge
2. Paul Menard, Richard Childress Racing No. 27 Chevrolet
3. Jeff Gordon, Hendrick Motorsports No. 24 Chevrolet
4. Denny Hamlin, Joe Gibbs Racing No. 11 Toyota
5. Regan Smith, Furniture Row Racing No. 78 Chevrolet
6. Carl Edwards, Roush Fenway Racing No. 99 Ford
7. Marcos Ambrose, Richard Petty Motorsports No. 9 Ford
8. Ryan Newman, Stewart-Haas Racing No. 39 Chevrolet
9. David Reutimann, Michael Waltrip Racing No. 00 Toyota
10. Mark Martin, Hendrick Motorsports No. 5 Chevrolet
11. David Ragan, Roush Fenway Racing No. 6 Ford
12. Clint Bowyer, Richard Childress Racing No. 33 Chevrolet
13. Jamie McMurray, Earnhardt Ganassi Racing No. 1 Chevrolet
14. Jimmie Johnson, Hendrick Motorsports No. 48 Chevrolet
15. Tony Stewart, Stewart-Haas Racing No. 14 Chevrolet
16. Juan Pablo Montoya, Earnhardt Ganassi Racing No. 42 Chevrolet
17. Kasey Kahne, Red Bull Racing No. 4 Toyota
18. Bobby Labonte, JTG Daugherty Racing No. 47 Toyota
19. Joey Logano, Joe Gibbs Racing No. 20 Toyota
20. Brad Keselowski, Penske Racing No. 2 Dodge
21. Dale Earnhardt Jr., Hendrick Motorsports No. 88 Chevrolet
22. J.J. Yeley, Whitney Motorsports No. 46 Chevrolet
23. Brian Vickers, Red Bull Racing No. 83 Toyota
24. Andy Lally, TRG Motorsports No. 71 Ford
25. Landon Cassill, Phoenix Racing No. 51 Chevrolet
26. Sam Hornish Jr., Front Row Motorsports No. 38 Ford
27. Matt Kenseth, Roush Fenway Racing No. 17 Ford
28. AJ Allmendinger, Richard Petty Motorsports No. 43 Ford
29. Joe Nemechek, Nemco Motorsports No. 87 Toyota
30. David Gilliland, Front Row Motorsports No. 34 Ford
31. Martin Truex Jr., Michael Waltrip Racing No. 56 Toyota
32. Kevin Harvick, Richard Childress Racing No. 29 Chevrolet
33. Jeff Burton, Richard Childress Racing No. 31 Chevrolet
34. Kyle Busch, Joe Gibbs Racing No. 18 Toyota
35. Casey Mears, Germain Racing No. 13 Toyota
36. Michael McDowell, HP Racing No. 66 Toyota
37. Greg Biffle, Roush Fenway Racing No. 16 Ford
38. Tony Raines, Front Row Motorsports No. 37 Ford
39. Scott Riggs, Whitney Motorsports No. 81 Chevrolet
40. Dave Blaney, Tommy Baldwin Racing No. 36 Chevrolet
41. Mike Bliss, FAS Lane Racing No. 32 Ford
42. Scott Wimmer, Robby Gordon Motorsports No. 7 Dodge
43. T.J. Bell, Make Motorsports No. 50 Toyota

Did Not Qualify: Mike Skinner, Germain Racing No. 60 Toyota

Bowyer taglia il traguardo per primo sulla pista di casa, Credit: Jamie Squire/Getty Images for NASCAR

Camping World – Bowyer profeta in patria

Clint Bowyer, nativo di Emporia, Kansas, 87 miglia di distanza dallo Speedway, ha colto il suo primo successo casalingo nella Camping World Truck Series alla guida del truck Chevrolet #2 del Kevin Harvick Inc., dominando letteralmente la gara e precedendo sotto la bandiera a scacchi Johnny Sauter, Todd Bodine e James Buescher.

Al quinto posto ha chiuso il truck #22 di Joey Coulter, dopo una splendida battaglia negli ultimi dieci giri con Kyle Busch,giunto poi sesto, che li ha visti affiancati per diversi giri. Coulter ha poi prevalso all’ultimo giro. Brendan Gaughan, Nelson Piquet Jr., Brad Sweet eTravis Kvapil Hannover completato la top-10.

Il nostro Max Papis, autore di un’ottima strategia nelle fasi iniziali di gara, che gli aveva consentito di transitare nelle zone alte della classifica, ha poi perso terreno in un paio di restart ed é rimasto coinvolto in un incidente con Shane Sieg, che lo ha relegato in ventiduesima posizione finale. Papis ha dato una bussatina al posteriore del Silverado #93 in fase di sorpasso e Sieg ha restituito il favore in modo maldestro al giro successivo, mandando a muro se stesso e il Tundra #9 di Max.

La classifica vede Sauter ampliare a 12 punti il proprio margine su Whitt, quindicesimo in Kansas, e a 30 quello su Dillon, dodicesimo ieri.

Nel dopo-gara sono scoppiate scintille tra Richard Childress e l’immancabile Kyle Busch. Secondo quanto riportato da Speed, Childress avrebbe aggredito con un pugno al volto Busch, reo a suo dire di non aver rispettato un precedente “invito” a stare lontano dalle vetture del suo team, andando a tamponare Coulter nel giro successivo alla bandiera a scacchi. Busch avrebbe invece inteso la toccata come un “complimento” per il bel duello precedente. La faccenda é attualmente sotto inchiesta da parte dei commissari. Di parola il vecchio Richard, eh?

Allgaier parcheggia immediatamente dopo la vittoria, Credit: Jonathan Daniel/Getty Images for NASCAR

Nationwide – Allgaier passa Edwards all’ultimo giro

A Chicago invece è andata in scen la STP 300, quattordicesima prova del calendario della Nationwide Series. La gara è stata combattutissima e caratterizzata da lunghi run in verde, con l’ultimo restarst dato a 57 giri dalla fine, e si è risolta a favore di Justin Allgaier, davanti a Carl Edwards, in modo a dir poco rocambolesco, con il secondo che finiva la benzina lungo il backstretch dell’ultima tornata e Allgaier che, scavalcato Edwards, finiva immediatamente anch’egli il carburante. Entrambi sono arrivati per forza d’inerzia sotto la bandiera a scacchi, che ha segnato la seconda affermazione in carriera nella Nationwide Series per il ventiquattrenne dell’Illinois, vincitore sul tracciato di casa come Clint Bowyer. Al terzo posto si è piazzato il rientrante Trevor Bayne, che si è rammaricato di non aver cominciato a spingere prima nel finale. Il leader della classifca, Elliot Sadler, dopo essere stato in corsa per la vittoria negli ultimi 50 giri e aver dato luogo a una lotta serrata con Carl Edwards, si è dovuto fermare per un problema alla ruota anteriore destra a 7 giri dal termine, rimediando un undicesimo posto che gli è costato la leadership della generale. (more…)

97esimo burnout per Busch, fonte nascarmedia.com

Kyle Busch sale a quota 97 – Vittoria sudata per Kyle Busch nella settima prova della Camping World Truck Series. Il pilota del nevada ha dovuto fare i conti con un mezzo molto sovrasterzante e con un testacoda in solitaria, prima di affrontare Clint Bowyer in uno shootout negli ultimi venti giri. Busch ha superato lo Chevrolet Silverado #2 di Bowyer quando mancavano solamente 7 giri alla fine, per poi resistere, anche grazie ad una fase di doppiaggio, al rientro del pilota del Kansas, compromesso anche da una leggera toccata a muro. Busch porta a quota 97 il suo bottino di vittorie nelle tre serie NASCAR. Al terzo posto è giunto il primo dei piloti in lizza per il campionato Trucks, il diciannovenne Cole Whitt, che si è anche portato in testa alla classifica generale con un solo punto di vantaggio su Johnny Sauter e 3 su Ron Hornaday. (more…)