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credits: LAT Photo USA

La cinquantesima edizione della 24 ore di Daytona ha offerto diversi spunti interessanti e momenti di grande spettacolo, unottimo anniversario per la storica maratona della Florida.

A farsi notare più di chiunque altro sono stati sicuramente AJ Allmendinger e Allan McNish. Il neo-acquisto del Penske Racing ha cominciato nel migliore dei modi la stagione che potrebbe dare una svolta alla sua carriera, fornendo un contributo determinante alla vittoria della Riley/Ford del Michael Shank Racing. “Dinger” ha dato vita ad un bellissimo duello con uno dei più forti piloti di endurance al mondo: Allan McNish. I due si sono incontrati in pista sia durante la notte che nelle ultime ore di gara e non si sono certo tirati indietro, arrivando anche a scambiarsi qualche sportellata sul banking di Daytona dopo 22 ore di gara.  Allmendinger ha anche contenuto ottimamente, nell’ultima ora e spiccioli di gara, il ritorno di Dalziel, compagno di squadra di McNish. (more…)

La settimana scorsa abbiamo parlato della Can-Am e del ritorno sulle scene nel 2012 anche se come monomarca. Una delle vetture più rapresentative di quel periodo con Chapparall,Lola,Shadow e McLaren è sicuramente la Porsce 917..un vero e proprio mostro, una delle auto più belle della storia del Motorsport

 

E’ tutto vero…la CAN-AM torna a far sentire il suo ruggito in America! Non parliamo di auto storiche, ma di un vero e proprio campionato organizzato con il patrocino dell’ALMS e dello sponsor Tequila Patron da anni impegnato nel motorsport.

Le auto ricorderanno nella forma le gloriose auto di fine anni 60, inizio 70 con gli standar di sicurezza moderni in un misto di linee tra McLaren, Lola, Shadow e Porsche.

Grosso motore 8cilindri in alluminio, grandi freni in acciaio, cambio ad H si fonderanno assieme alle moderne iniezione elettronica ed acceleratore fly by wire con controllo di trazione. Le date del campionato

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La Porsche mai nata… la Lmp2000

Pubblicato: 21 settembre 2011 da lemans2003 in ACO, AUDI, back to the future, LE MANS
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Mentre si fa un gran parlare del ritorno di Porsche nell’endurance a partire dal 2014 Motorsport Rants ha deciso di tornare indietro di circa 10 anni e di parlarvi del progetto della Porsche lmp2000, una barchetta che avrebbe dovuto rappresentare la casa di Stoccarda nelle corse di durata e alla 24 ore di Le Mans del nuovo millennio. Dopo la sedicesima vittoria nella classica francese, nel luglio del 1998 in casa Porsche si decise di accantonare  i progetti gt1 e  lmp1-98 , ritenuti ormai meno competitivi rispetto a quelli di Toyota, Nissan, Mercedes e Bmw, per concentrarsi sulla realizzazione di una lmp1 barchetta che avrebbe dovuto debuttare già nel 1999. Il prototipo battezzato lmp1-99, per mantenere un rapporto con i modelli precedenti sarebbe stato motorizzato con l’ormai storico 6 cilindri boxer che tanti successi aveva dato in passato alla casa di Stoccarda. I problemi derivati dalla scelta del 6 cilindri furono però evidenti sin dalle prime simulazioni al computer. Il peso del motore completo era di circa 230 kg e non permetteva una buona distrubuzione dei pesi e pertanto l’aerodinamica ne risultava profondamente penalizzata. Nei primi mesi del 1999, impossibilitata a rivedere il progetto in poco tempo, Porsche decise di rinunciare alla Le Mans di quell’anno e al progetto lmp1 a 6 cilindri. Nei mesi successivi di quell’anno, alcuni tecnici di Porsche AG trovarono un vecchio motore v10 3500cc costruito nel 1992 per la squadra di F1 Footwork e per il Mondiale Sport. Il motore venne portato a 5500cc, il regime di rotazione ridotto e venne eliminato il sistema di valvole pneumatiche per renderlo più affidabile e più adatto alle competizioni di durata. Il primo telaio, realizzato in collaborazione con la Lola, fu termintato nell’estate del 1999 e a settembre dello stesso anno sulla pista privata di Weissach l’auto, guidata da Allan Mcnish e da Bob Wollek, effettuò i suoi primi test che dimostrarono immediatamente l’ottimo potenziale dell’auto. Nonostante questi riscontri iniziali il 21 novembre 1999 la Porsche annunciò a sorpresa l’interruzione del progetto Lmp2000 e il suo ritiro a tempo indeterminato dalle competizioni di durata. La motivazione ufficiale della soppressione del progetto del nuovo prototipo non è mai stata rivelata ufficialmente da Porsche, ma pare che la scelta fu fatta per evitare un conflitto con l’Audi, che con la R8 si stava preparando per un programma sportivo a lungo termine.

IndyCar: Mid-Ohio preview.

Pubblicato: 4 agosto 2011 da peppe1981 in Indycar
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L’IndyCar fa tappa a Lexington,Ohio, dove domenica prossima il Mid-Ohio Sports Car Course ospiterà l’undicesimo round (di diciassette) di questo combattutto 2011.

Il circuito,l’entry list e la situazione di campionato Mid-Ohio è un circuito stradale,classico appuntamento dell’ex Cart tra il 1980 e il 2003.Dopo una pausa di tre anni e una serie di lavori di ammodernamento e messa in sicurezza,a partire dal 2007 il tracciato ha ospitato l’IndyCar.La pista,originariamente di 3.86 km,ne misura oggi 3.62,la distanza è di 85 giri per un chilometraggio totale di 309 km circa.
Nel passato qui i nostri hanno ottenuto grandi risultati:Zanardi ha vinto nel 1996 e 1997,Teo Fabi nel 1983 e 1989 (quest’ultima fu la prima ed unica affermazione nel programma IndyCar di Porsche).
In tempi più recenti,dal ritorno nel 2007, in quattro edizioni abbiamo avuto 3 successi per il Chip Ganassi Racing (2 per Dixon,1 per Franchitti) ed una vittoria per la Penske con Ryan Briscoe.
Lo scorso anno qui Francesco Dracone fece il suo esordio nella categoria,vi lasciamo la curiosità di vedere come si comportò (a fine articolo troverete il link della gara).
Per quanto riguarda il parco partenti di quest’anno le vetture in pista saliranno a 27:rispetto ad Edmonton non avremo Paul Tracy,ma si aggiungeranno Ed Carpenter per il team di Sarah Fisher e il debuttante Martin Plowman per il Sam Schmidt Motorsports.
In campionato comanda Franchitti con 388 punti,Power e Dixon inseguono staccati rispettivamente di 38 e 106 punti (ricordiamo che il vincitore prende 50 lunghezze-esclusi eventuali punti bonus per pole e maggior numero di giri condotti in testa- ).

Le decisioni dei commissari sportivi Dopo l’ultimo appuntamento di Edmonton è stato reso noto che Mike Conway, Ryan Hunter-Reay, Alex Tagliani sono stati posti in probation fino al 31 dicembre 2011:Conway per contatti evitabili con Ryan Briscoe a Toronto e Oriol Servia a Edmonton; Hunter-Reay per avere urtato Briscoe a Barber e Takuma Sato a Edmonton; Tagliani per avere speronato Will Power a Toronto e Graham Rahal a Edmonton.Continua quindi la nuova linea di maggior rigore inaugurata dopo i fatti di Toronto.

Assaggi di 2012 A Mid-Ohio nei 2 giorni successivi alla gara il Bryan Herta Autosport con Dan Wheldon al volante porterà al debutto in pista il nuovo motore Honda con specifiche 2012 (2.2 litri V6 turbo alimentatazione a bioetanolo) con il quale i giapponesi a partire dal prossimo anno sfideranno gli altri motoristi Chevrolet e Lotus.

N.B.:per le parti successive della gara accedi al video da youtube cliccando appunto sulla sritta “youtube” presente nel menu sottostante il video,troverai i segmenti successivi accanto al video stesso tra i correlati.

La cronaca della gara la lasciamo ad altri. Da dire che la vittoria Peugeot è stata ineccepibile. La squadra francese è stata superiore sin dalle qualifiche con Audi subito costretta ad inseguire. La differenza a favore dei galletti era evidente vista da bordo pista per quanto riguarda frenata, inserimento in curva ed aggressione  dei cordoli. A fine gara poi si è scoperto che l’Audi ha anche sofferto di problemi ai freni con temperature che aumentavano causa sporco raccolto in pista. Una piccola soddisfazione per Peugeot dopo l’ennesima disfatta in quel di Le Mans.

Noi di motorsportrants abbiamo vissuto tutto il weekend imolese assieme ad altri amici appassionati di motorsport e proviamo a stilare un po’ di pro ed un po’ di contro tenendo presente che tutto alla fine ha contribuito a rendere indimenticabile questo fine settimana.

PRO

Paddock. Come succede già a Le Mans anche ad Imola c’è stata la possibilità per noi tifosi di poter camminare tra i retro box e le hospitality. Abbiamo potuto vedere i meccanici al lavoro, i piloti entrare ed uscire dai breafing tecnici, Fisichella scappare appena i tifosi si avvicinavano, Claudio Berro rimasto seduto a parlare per 4 ore 4 all’hospitality Lotus senza dare segni di cedimento, le verifiche tecniche, il poter avvicinare i piloti per una foto o un autografo.Le conigliette di palyboy, anche se alcune non molto in forma. Molti ci hanno anche sopportato (vero ragazza dell’hospitality BMW?) vedendoci passare spesso avanti indietro, specialmente nei giorni di venerdi e sabato con pochi tifosi.

LA PISTA. Non ci saranno le tribune megagalattiche di Abu Dhabi o le vie di comunicazione a 4 corsie della Malesia, ma ragazzi…quale tracciato moderno ha una curva in salita come la Tosa tra i vigneti con una collina come tribuna? Quale e quanti possono dire di avere una discesa e subito una risalita come le acque Minerali dove si vede ancora lottare il pilota con la vettura per mantenere la traiettoria ideale? Ogni curva ad Imola ha una storia da raccontare. Dall’incidente di Ayrton e Roland, all’uscita di Pista di Patrese nel 1983, al botto di Villeneuve…Sei li, chiudi gli occhi e riesci a vederle queste cose. Di fronte alla maestosa collina della Tosa chiudi gli occhi e ti pare di sentire e vedere  ancora il pubblico ed il tifo dei bei vecchi tempi.

I BIGLIETTI Accessibilissimi e per nulla cari. Cosi si fa anche per attirare in pubblico negli autodromi italiani che sta via via scomparendo.

TRIBUNA SOPRA I BOX. Ti da la possibilità di essere proprio sopra le piazzole di soste delle vetture sia in qualifica che in gara. Avere la possibilità di vedere così da vicino le vetture non è così semplice in altri tracciati. Un valore aggiunto.

GARA Parco vetture e piloti di prim’ordine, non c’è nulla da dire, ma solo vedere ed apprezzare.

CONTRO

SCELTA DELLA DATA. Non è stato il massimo scegliere il primo week end di Luglio come data per la gara. Specialmente quando nello stesso giorno c’è il gran premio d’Italia di moto gp, il mare a pochi km con  le vacanze dopo un anno di lavoro e  la notte rosa in tutta la riviera adriatica. Venerdi il pubblico era quasi assente forse complice anche il brutto tempo ed il temporale che sembrava finire ogni 10minuti ed invece è durato un paio di orette. Il sabato c’è stato un leggero aumento ma l’impressione è che si trattasse per lo più di parenti ed amici dei piloti e teams che più che di tifosi nonostante Autosprint regalasse 200 ingressi. La domenica il pubblico è aumentato sensibilmente ma purtroppo non quanto un evento del genere richiederebbe. Le tribune erano sconsolatamente vuote. Bisogna tornare a portare i tifosi negli autodromi, ricreare la passione verso anche il motorsport che non sia solo Ferrari F1 e Valentino Rossi. Non posso credere che in Italia siano tutti lobotomizzati che ascoltano solo Meda e Mazzoni. Uno spettacolo di gara del genere va vissuto dal vivo. Le vetture sono bellissime e il parco piloti di prima qualità anche se lo speaker ha parlato solo di Fisichella per tutto il tempo.

ALTOPARLANTI. Appello all’autodromo. Sistemate gli altoparlanti! Non è possibile seguire una gara endurance senza l’ausilio del commento dello speaker. Che poi lo speaker non fosse tanto ferrato quello è un’altra cosa (oltre che poco professionale),  ma non puoi essere alla Tosa o alle acque minerali e non capire che sta succedendo. Anche in alcune tribune nel rettifilo principale non funzionavano.

TRIBUNE. La tribuna sopra i box sarà anche bella per i tifosi ma certo ci vien difficile capire come si siano spesi tutti quei soldi per il rinnovamento progettato da Tilke ed aver ottenuto una roba del genere che già sta perdendo i pezzi. La tribuna davanti ai box poi è inagibile perchè pericolante…eppure i bagni sotto erano aperti…ma, vai a capirli.

ORGANIZZAZIONE. Da ringraziare come detto prima per il paddock aperto e i biglietti poco costosi ma sicuramente ci sono un po’ di cose da sistemare. Non è possibile che ci fosse solo un punto di ristoro in tutto il tracciato! 1 solo! Un venditore solo di panini, piadine e bibite fresche. Per il resto il nulla. Solo uno nel paddock e poi il nulla assoluto dalla Tosa alla Rivazza. Il povero tifoso sotto il sole cocente di Luglio ha faticato molto senza  una bibita fresca Ed un gelato che lo potesse rinfrescare. Qualche cestino e bagno chimico in più sarebbero stati molto utili. La cosa che più ha lasciato con l’amaro in bocca molti tifosi è stata però la pit walk (costo 20euro). Dovevano essere 30 minuti di camminata nella corsia box per osservare le vetture da vicino, invece si è trasformata nel solito casino italiano. Hanno aperto la pit walk alle 11 giuste pretendendo di controllare i biglietti uno ad uno ed quando tutti sono riusciti ad entrare praticamente mancavano solo 15minuti alla fine e si sono ritrovati ad uscire subito. Costretti a passare per una porticina minuscola lo staff ci ha invitato di spingere, accalcarci o salire sopra la persona che ci stava davanti per uscire in tempo. Da pazzi! Ma controllare i biglietti 15 minuti prima dell’apertura per dare a tutti la possibilità di dare un senso a quei 20 euro spesi è tanto difficile?

Tirando le somme non posso però non dirimi che soddisfatto perchè alla fine i pro hanno avuto la meglio sui contro e perchè il gruppo di amici con cui ho vissuto questa avventura è stato sicuramente fantastico. C’è la necessità comunque di riportare la gente in autodromo. C’è la necessità di ricreare la passione. E se questo non viene dai media, deve venire da noi tifosi. La frase più bella l’ho sentita da un tifoso domenica sera in parco chiuso mentre si era a 10cm dalla r18 e dalla 458 italia. Mi diceva prima di quest’anno era andato solo a vedere le F1. Ingabbiato nella tribuna di competenza e basta, niente di più. Poi quest’anno ha sperimentato Le Mans ed ha scoperto un mondo diverso. Un mondo dove il tifoso è ancora preso in considerazione, dove puoi avvicinare un pilota, vedere una vettura da vicino, cambiare tribuna, vedere auto da sogno che nulla hanno da invidiare alle monoposto. Ecco, questo dovrebbe essere il motorsport. Non hospitality per pochi eletti milionari con la puzza sotto il naso e con i veri appassionati segregati distanti, dove i piloti devono essere costretti per regolamento a fare un autografo. Pensateci. Ultima considerazione la faccio per la ristrutturazione di Tilke.

Passi per le tribune sopra i box, ma la parte che ha sempre fatto discutere è la semicurva nel rettifilo di partenza. Bellissimo da vedere in qualifica con le vetture al massimo della velocità fin dalla Rivazza, ma forse veramente pericoloso in gara, specialmente in una categoria come l’endurance con vetture di differenza di velocità cosi elevata che spesso portava ad avere anche quattro vetture affiancate. Appena i soldi torneranno nelle casse dell’autodromo forse la tribuna vicino a quella semicurva meriterebbe di essere allontanata un po’ per la sicurezza.

Vi lascio con un grande quesito. Rivedremo l’anno prossimo il mondiale endurance in Italia? Io spero di si, però bisogna cominciare a riempire gli autodromi, perchè il motorsport non è solo Valentino Rossi o Fernando Alonso

PICS OF THE WEEK – LE MANS SPECIAL

Pubblicato: 9 giugno 2011 da depaillerontyrrellp34 in ACO, formula 1, Indycar, LE MANS, pic of the week
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Graham Hill…l’unico a vincere 2 campionati del mondo di f1,5 gp montecarlo,1indy 500 e a le mans…un signore..ma che si sapeva anche divertire ;-)

la Riley-Porsche di Bergmeister, in pole per la 40 ore con un tempo record, fonte grand-am.com

Dieci Daytona Prototypes in 9 decimi nelle qualifiche, 15 (tutti quelli che hanno fatto segnare un tempo!) in 1 secondo e mezzo. Lo schieramento di partenza per la 24 ore di Daytona di domani è assolutamente compatto ed equilibrato, almeno dal punto di vista della prestazione assoluta.

La pole position è andata alla Riley-Porsche del Flying Lizard, guidata da Jorg Bergmeister, che ha preceduto di un soffio, 34 millesimi la Dallara-Chevrolet del Suntrust Racing del nostro Max Angelelli. 1:40.099 il tempo del tedesco, nuovo record per i veicoli di punta della Grand-am sul circuito della florida, quasi mezzo secondo più rapido del precedente record, stabilito nel 2009. Il bolognese, vista sfumare la pole sul filo di lana, si è detto comunque contento della vettura, che secondo lui avrebbe meritato la pole.

Sotto il record precedente hanno girato in parecchi, 8 per la precisione. Terzi e quinti si sono piazzati i due equipaggi di Chip Ganassi, con Pruett, Rojas, Hand e Rahal ad aprire la seconda fila. Max Papis, con la riley #9 dell’Action Express scatterà dalla dodicesima posizione, davanti alla gemella #5 di Donohue / Frisselle / Law / Rice.

la porsche #67 del team TRG in azione, fonte endurance-info.com

Tra le GT la pole è andata alla Porsche TRG di Dominik Farnbacher, dopo il declassamento di Andy Lally sull’altra Porsche TRG, la #67, in seguito ad posizionamento irregolare dell’alettone posteriore che ha relegato il pilota americano e i suoi compagni ad una partenza dal fondo. Anche in questo caso è stato abbassato il record della pista: Farnbacher ha fermato i cronometri sull’ 1:48.781. Sarà lotta serrata anche in GT dunque, sebbene con distacchi più ampi sul giro singolo rispetto alla classe maggiore. Ma si sa che per le GT sarà fondamentale soprattuto uscire indenni dalle continue fasi di doppiaggio e mantenere un passo sostenuto guardando continuamente negli specchietti. Per il momento comunque le rivali principali delle Porsche sembrano essere le Camaro dell’Autohaus Motorsport e dello Stevenson Motorsport.

Per la classifica completa delle prove cronometrate vi rimando qui

Per una accuratissima descrizione dei vari equipaggi in campo invece vi rimando a due precisissimi articoli di endurance info.com: Prototipi e GT.

Vi segnalo anche un bellissimo articolo a firma Max Papis su Autosprint di questa settimana, in cui Mad Max ci racconta quale spirito, veramente old school, regna alla 24 ore della florida e come il nuovo asfalto di Daytona renderà necessario procedere per tutta la gara al 90% delle possibilità di mezzo e pilota, spostando il focus ancora di più verso la prestazione continuata, una vera sfida per i piloti, che compieranno e subiranno sorpassi a raffica per tutta la durata della gara.

Potete trovare l’articolo QUI, direttamente dal sito di Max

Per una descrizione di un giro sul tracciato della Florida vi rimando a questa descrizione del detentore del record ufficioso della pista per le DP

La gara scatterà domani alle 3 e 30 del pomeriggio (le 21.30 nostrane se non mi sbaglio) e Speed trasmetterà 14 ore di diretta divise in due blocchi da 7. Per noi non resta che tenere d’occhio i nostri siti di streaming preferiti e/o il real time, fatto molto bene peraltro, su grand-am.com . Per una diretta radiofonica in streaming invece andate su radio-lemans

Scott Pruett al volante della Favoritissima Riley-BMW 01 del team Ganassi. Fonte: nascarmedia.com

L’inizio della stagione motoristica europea coincide di solito con i test di Formula 1 e con l’attesa per la presentazione delle monoposto. Quest’anno le varie scuderie andranno più o meno tutte al risparmio e i test saranno contingentati, per cui perché non godersi un po’ di azione dalla Florida?

lo storico arrivo in parata di tre Ferrari a Daytona, nel mitico mondiale marche del 1967, fonte motorsportblog.it

Sì perché a gennaio c’è la 24 ore di Daytona, storica gara del Campionato Mondiale Sport Prototipi, ormai da qualche anno dedicata ai prototipi della Grand-am, i Daytona Prototypes. Questa versione endurance della NASCAR, pur con vetture tutto sommato tozze e un po’ sgraziate, regala sempre gare molto combattute e impegna i piloti in una guida senza aiuti elettronici, con un’aerodinamica limitata e tanto acceleratore. Il parco partenti della principale gara della stagione poi, è sempre di tutto rispetto e catalizza la presenza di un gran numero di piloti di punta da tutte le serie americane.

Quest’anno l’equipaggio (more…)

 

Giovanardi davanti a tutti a Vallelunga, foto da http://www.superstars.it

 

Domenica ho sentito un’intervista a Giovanardi, prima della gara 1 di Vallelunga della Superstars e nel rispondere all’ingenua domanda dell’inviato riguardo alla strategia che avrebbe adottato in gara, ha detto qualcosa che potrebbe essere sintetizzato in “Io strategie non è che ne abbia mai avute molte, vado a tutta e poi si vede”.

Ecco, è un po’ quello che voglio sentire da un pilota, fatte salve le dovute eccezioni. Credo fermamente che lo pensino un po’ tutti quelli che si siedono dietro un volante da corsa, anche i robottini della F1, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, specie quando hai un ingegnere noioso che ti ricorda ogni 2 minuti che dovresti premere questo o quel bottone, o che “Fernando is faster than you”.

Ma torniamo alle Superstars: mi ricordano da matti una serie per vetture silhouette (quindi molto diverse nel regolamento) di qualche anno fa,  il V8Star, che mi teneva incollato al televisore su Telenova, e un pilota italiano che ci correva e che ho avuto modo di sentire diverse volte, anche dal vivo: Gianni Giudici. (more…)