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Credits: Getty Images For NASCAR

Il team di Richard “The King” Petty ha ingaggiato l’ex crew chief di Denny Hamlin, che dirigerà il team della Ford Fusion #43 già a Talladega questo fine settimana.

L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato stampa appena diffuso dal Richard Petty Motorsports, che ha deciso di prendere al volo l’occasione di ingaggiare un un nome di alto livello per prendere il posto di Greg Irwin e tentare di migliorare le prestazioni della leggendaria #43. (more…)

credits: Getty Images For NASCAR

Sono parecchi i piloti che possono far bene sull’ovale da tre quarti di miglio di Richmond, Virginia, ma su tutti spiccano quelli delle due punte del Joe Gibbs Racing: Denny Hamlin cercherà di bissare il successo di Kansas City, mentre Kyle Busch proverà a dare un segnale di risveglio in una stagione cominciata decisamente in sordina. (more…)

Video Segnalazioni – Il discorso alla nazione di Richard Petty

Pubblicato: 27 febbraio 2012 da Giannazzo in nascar
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Certo che gli americani per certe cose sono proprio fenomenali. Mentre aspettate la 500 miglia di Daytona,  in partenza alle 18:00 italiane di oggi, meteo permettendo, godetevi il “discorso del Re”, tenuto da “The King” Richard Petty sullo stile del noto e bellissimo film “The King’s Speech”.

un ringraziamento all’utente NascarAllOut per il video :-)

Stay  Tuned!

 

L’ultima puntata di Top Gear ha riservato una piacevole sorpresa ai tifosi della NASCAR. Richard Hammond ha realizzato un servizio al Texas Motor Speedway, durante la gara della Sprint Cup dello scorso novembre, cimentandosi anche al volante di una Chevrolet della Richard Petty Driving Experience. Nel servizio compaiono anche Juan Pablo Montoya, Jimmie Johnson, Jeff Gordon e Kyle Petty.

Il link dopo il salto… (more…)

fonte immagine: profilo twitter del Richard Petty Motorsports

Mancano 47 giorni alla Great American Race e per la NASCAR è in arrivo il classico test pre-stagionale sul Daytona International Speedway. I piloti della Sprint Cup scenderanno in pista giovedì 12, venerdì 13 e sabato 14 gennaio e le prove di quest’anno avranno un’importanza particolare, perché serviranno agli organizzatori per capire se le modifiche apportate al regolamento durante l’inverno potranno davvero limitare il ricorso al tandem drafting. (more…)

Daytona, 1979. La prima 500 miglia NASCAR trasmessa interamente in diretta su suolo americano si trasforma in un evento epocale. Una quantità di neve esagerata tiene mezza America in casa, incollata alla televisione da quei matti che girano in tondo in Florida e cosa ti succede all’ultimo giro? Donnie Allison e Cale Yarborough, in testa con considerevole vantaggio, si toccano e finiscono per prati in curva 3, lanciandosi in una rissa da saloon che vede coinvolto anche Bobby, fratello di Donnie, mentre Richard “The King” Petty va a vincere di misura su Darrell Waltrip. Risultato: milioni di americani folgorati!

Per dirla con Dick Berggren: “Nessuno se ne è reso conto allora, ma quella è stata la gara che ha messo in moto tutto quanto. E’ stata la prima gara da “distributore dell’acqua”, la prima volta che la gente al lunedì si è fermata davanti ai distributori d’acqua a parlare della gara vista in TV il giorno prima. Ci è voluto parecchio, anni forse, per capire quanto importante sia stata”.

Eccovi il filmato integrale della Daytona 500 del 1979, grazie all’utente OldShoolNascar: (more…)

Credit: Jason Smith/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Dover

Gestione & adattamento – In due parole, un concentrato di NASCAR. Il Monster Mile ha messo molto bene in evidenza la grande difficoltà di adattare le vetture al variare delle condizioni meteo, delle temperature, della quantità di carburante e del livello di gommatura del tracciato. Per guadagnare posizioni in pista era essenziale cambiare solo le gomme di sinistra in buona parte dei pit-stops e non tutte le auto sono riuscite a compensare al meglio questo accorgimento, mentre alcuni piloti, come Jimmie Johnson, sono andati addirittura più forte con la sostituzione di due soli pneumatici, probabilmente grazie ad un pizzico di sottosterzo in più che bilanciava il comportamento generale della stock-car.

Classifica “corta” – Il nuovo sistema di punteggio e un’annata particolarmente equilibrata, per non parlare delle difficoltà iniziali del cinque volte campione Jimmie Johnson, stanno producendo una Chase For The Cup dalla classifica decisamente corta, con ben nove dei dodici partecipanti racchiusi in 19 punti e solo un pilota, Denny Hamlin, decisamente tagliato fuori dopo tre eventi da un deficit di 68 punti. La NASCAR ne sta guadagnando, come testimoniano i ratings televisivi in rialzo, ma resta da vedere come potrebbe reagire la Junior Nation ad un eventuale uscita del pilota di Kannapolis dalla rosa dei possibili vincitori del titolo. La Chase infatti sta diventando una competizione ad eliminazione dal fondo, con piloti che, in seguito a uno due risultati deludenti, perdono troppo terreno, e Dale Earnhardt Jr. è ad un passo dall’essere tagliato fuori dalla corsa al titolo. In ogni caso l’obiettivo del rinnovato sistema di attribuzione dei punti è stato centrato, pur se qualche aggiustamento potrebbe non guastare, magari attribuendo ai 12 qualificati anche i punti bonus per acquisiti con i giri in testa, oltre che quelli ottenuti con le vittorie, in modo da valorizzare maggiormente la regular season. (more…)

Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Il CIRCUITO

L’ovale di Richmond, 0,75 miglia in totale, è un altro dei punti fermi del calendario della Nascar, situato com’è nel mercato fondamentale del sud-est degli States, ed è sempre stato teatro di gare spettacolari e combattute.

Inaugurato nel 1946 come ovale sterrato da mezzo miglio, il Richmond International Speedway ha ospitato la sua prima gara sanzionata dalla NASCAR nel 1953. In quell’occasione fu Lee Petty ad imporsi. Nel 1988, dopo la gara di febbraio, parte del circuito fu ricostruita, portandolo all’attuale lunghezza di tre quarti di miglio. (more…)

Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto al Glen

Marcos Ambrose – Una vittoria di prepotenza, basata su un passo superiore e ottenuta grazie anche ad un pizzico di fortuna, il lungo di Kyle Busch in restart, che non guasta mai. Il 34enne australiano, uno dei migliori piloti del nuovissimo continente, ha portato a compimento un percorso cominciato nel 2006, quando ha lasciato la V8 Supercars per ricominciare da capo in quella che oggi è la Camping World Truck Series. Marcos è il quinto pilota a debuttare in victory lane in questa pazza stagione e con una vittoria su ovale potrebbe anche trasformare il suo attuale 22esimo posto in una Wild Card. Resta però da trovare la consistenza, una dote irrinunciabile nella NASCAR. Ambrose è il quarto “non-americano” a vincere una gara nella massima serie per stock cars americane, dopo Mario Andretti, nato in Italia e vincitore della Daytona 500 del 1967, Earl Ross, canadese, e Juan Pablo Montoya, colombiano. (more…)

Quella 2011 è una stagione di quelle movimentate, tra le più movimentate degli anni recenti, dal 2003 a questa parte. Lo testimoniano gli undici vincitori in 16 gare, i 13 piloti diversi al comando in media per ogni gara, le 8 gare con un margine di meno di un secondo tra il vincitore e il piazzato, i 42 diversi piloti che hanno condotto almeno un giro in testa e i 30 diversi piloti che hanno ottenuto almeno una top-10.

In questa incertezza arriva una prova critica per le ambizioni di molti, sullo storico tracciato di Daytona, che rappresenta per le stock-cars il centro del mondo. 2,5 miglia di asfalto costruite vicino alla spiaggia di Daytona Beach, per volerer di Bill France, che rappresentano l’inizio ufficiale dell’epopea della NASCAR e, non a caso, occupano con un evento una delle festività più importanti dell’anno negli Stati Uniti: il giorno dell’indipendenza, che celebra l’approvazione della dichiarazione d’indipendenza dal Regno Unito, siglata nel 1776.

Le storie che circondano il superspeedway inaugurato nel 1959, ma ben presente nelle idee del fondatore Bill France già dal ’53, sono moltissime: una di queste racconta che France, a corto di fondi per terminare il circuito, si rivolse alla Coca-cola per ottenere un sostegno economico, che gli fu negato. Big Bill passò allora all’attacco presso la Pepsi-Cola, riuscendo a completare l’opera. Proprio in vistù di quell’accordo, fino al 2008 a Daytona non si è venduta nemmeno una bottiglia di Coca-Cola.

Il circuito è un triovale gigante, con curve da 31 gradi i banking, un backstretch da 3.000 piedi inclinato di 2 gradi e un frontstretch da 3.800 piedi inclinato di 18 gradi. Si percorre con l’acceleratore piantato a fondo corsa per tutta la sua lunghezza, anche a causa dei restrictor plates che vengono utilizzati, come da regolamento, per limitare la potenza delle vetture. La scia è sempre stata determinante e ora, dopo la riasflatatura avvenuta nell’inverno tra il 2010 e il 2011, è diventato indispensabile trovare un partner con cui fare coppia e formare il cosiddetto tandem-draft.

Le ultime sette gare sul circuito hanno visto imporsi sette piloti diversi, l’ultimo dei quali è il giovanissimo Trevor Bayne, che a febbraio ha riportato in victory lane il team Wood Brother. La classifca assoluta delle vitorie a Daytona vede in testa Richard Petty, con 10 successi, seguito da Cale Yarborough con 9 e David Pearson con 8. Il pilota in attività più vincente è invece Jeff Gordon, 6 volte sul gradino più alto del podio, seguito da Jimmie Johnson, fermo a quota 4.

Fare pronostici è decisamente inutile, perché la Coke Zero 400 sarà davvero quella che gli americani definiscono una “anybody’s race”, una corsa che potrebbe vincere chiunque. Sarà sicuramente un punto di snodo per la stagione di diversi piloti, soprattutto quelli che hanno una classifica piuttosto deludente e che sono costretti a puntare ad un posto da Wild Card per la Chase for The Cup. La tensione e la necessità di un risultato potrebbero portare anche ad una gara nervosa e punteggiata da diverse bandiere gialle, specie nel finale.

Potrebbe essere un’occasione per recuperare posizioni per Regan Smith e Brad Keselowski, entrambi con una vittoria ma fuori dalla top-20. Potrebbe essere la gara chiave per Tony Stewart e Jamie McMurray, entrambi alla disperata ricerca di un successo ed entrambi pluri-vincitori sul superspeedway di Daytona. Attenzione anche a piloti come Grag Biffle e Denny Hamlin, nonchè al tandem uscito vincitore da Talladega, quello formato da Jimmie Johnson e Dale Earnhardt Jr.

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Kyle Busch in lotta con Coulter sul Kansas Speedway, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Hall of Fame, annunciata la classe del 2012 – la NASCAR ha annunciato le prossime leggende delle gare per stock-car che verranno introdotte nella hall of fame il prossimo 20 gennaio 2012, con una cerimonia che si terrà a Charlotte, North Carolina. I cinque nomi sono: Cale Yarborough, Darrel Waltrip, Dale Inman, Richie Evans e Glen Wood. L’annuncio è stato dato dal CEO Brian France, dopo la riunione finale dei 55 membri della commissione giudicante. Yarborough ha raccolto l’85% di voti positivi, Waltrip l’82%, Inman il 78%, Evans il 50% e Wood il 44%. Cale Yarborough è stato il primo pilota a vincere 3 titoli consecutivi, tra il 1976 e il 1978, totalizzando 83 vittorie in 31 anni di carriera. Darrel Waltrip è stato tre volte campione di quella che oggi è la Sprint Cup (1981,82,85), tutti e tre guidando per Junior Johnson, totalizzando 84 vittorie in carriera, 59 pole-positions e vincendo la Daytona 500 del 1989. Dale Inman è stato lo storico crew-chief di Richard Petty e del Petty Enterprise e, nell’arco di 30 anni, ha vinto 193 gare e 8 campionati, di cui 7 con Petty e 1 con Terry Labonte. Richie Evans è stato il pilota di maggior successo nella categoria Modified, con 9 titoli in 13 anni, di cui 8 di fila tra il 1978 e il 1985. Glen Wood ha contribuito a fondare il team Wood Brothers con i fratelli Leonard e Delano, guidando le vetture della squadra che ad oggi ha conquistato 98 vittorie, compresa la 500 miglia di Daytona del 2011

Kyle Busch in lotta con Coulter sul Kansas Speedway, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Kyle Busch penalizzato di 6 punti – Come anticipato, la Toyota #18 del Joe Gibbs Racing, guidata da Kyle Busch fino al terzo gradino del podio di Pocono, era risultata troppo bassa all’anteriore sinistro, per circa 1/16 di pollice oltre la tolleranza già indicata dalla NASCAR. Gli organizzatori sono solitamente molto fiscali in materia di verifiche post-gara ed hanno comminato una sanzione di 25000$ al crew-chief Dave Rogers, nonché una penalizzazione di 6 punti sia a Kyle Busch nella classifica Piloti che a Joe Gibbs nella classifica Owners. Il team ha detto di aver individuato il problema che ha condotto all’infrazione e di accettare la sanzione imposta.

Brian Keselowski trova uno sponso per la gara in Michigan – Brian Keselowski, il fratello più grande di Brad Keselowski, classe 1981, sarà alla guida della Chevrolet #92 del K-Automotive Motorsports al Michigan International Speedway, grazie principalmente al ritorno tra gli sponsor della Melling Engine Parts, che si è detta, per bocca del CEO dell’azienda, entusiasta di aiutare un team con radici nel Michigan. La famiglia Keselowski risiede a Rochester Hills, proprio nel Michigan, ed il contratto di sponsorizzazione con Melling sarà valido per una sola gara.

Biffle e la Croce Rossa – Livrea particolare per Greg Biffle in Michigan. La Ford #16 del Roush Fenway Racing sarà sponsorizzata dalla Croce Rossa Americana, in onore del decimo anniversario dello Spirit of America Blood Drive, evento che si tiene ogni anno presso il Michigan International Speedway e che ha raccolto, nell’ultimo decennio, oltre 7500 unità di sangue, potenzialmente in grado di salvare la vita di oltre 22000 persone. (more…)

Kyle Busch e Kevin Harvick hanno ricevuto un buffetto dalla NASCAR, fonte knoxnews.com

Kyle Busch e Kevin Harvick – la NASCAR ha comminato una sanzione pecuniaria di 25.000$ sia a Kevin Harvick che a Kyle Busch e ha messo entrambi in probation per la “lite” che li ha visti protagonisti sabato a Darlington, in particolare per l’episodio avvenuto in pit-road, quando Harvick ha cercato il confronto fisico con il rivale e Kyle Busch ha spedito la #29 contro il muretto interno della pit-lane. La probation è una specie di cartellino giallo, che invita caldamente i due a non ripetere simili azioni e si estenderà per le prossime quattro settimane, in tutte le serie sanzionate dalla NASCAR e anche nell’All-Star Race.

Mika Salo pronto al grande salto – Anche Mika Salo sembra orientato a fare il suo debutto ufficiale nella NASCAR, in particolare nella Camping World Truck Series. La prima del quarantaquattrenne finlandese dovrebbe essere durante  il mese di luglio, periodo in cui i Trucks corrono 4 volte, rispettivamente in Kentucky, Iowa, Tennessee e Indiana.

Bayne ancora out – Non ci sarà nemmeno a Dover, il fresco vincitore dell’ultima Daytona 500. Le sue condizioni fisiche sembrano migliorate e il Roush Fenway Racing conta di schierarlo per il team Wood Brothers Racing nella All-Star Race di Charlotte. Al Monster Mile sarà invece sostituito da Kevin Swindell, che ha al suo attivo tre apparizioni in Nationwide Series per il team Baker Curb Racing

Tom German lascia il team Penske – Tom German, bersaglio principale degli sfoghi via radio di Kurt Busch a Richmond, lascerà a fine mese il team Penske per frequentare la Sloan School of Management al MIT. German era stato oggetto delle ire del più grande dei fratelli Busch perché reo, secondo il pilota del Nevada, di non ascoltare i feedback del pilota.

lavori in corso al Phoenix International Raceway, fonte nascarmedia.com

Test sul nuovo asfalto a Phonenix – La NASCAR ha messo in calendario per il 4 e 5 ottobre dei test sul rinnovato circuito di Phoenix, per consentire ai team, ai piloti e alla Goodyear di raccogliere dati sul nuovo asfalto e sulla nuova configurazione dell’ovale dell’Arizona.

Ufficializzati i primi test per l’iniezione elettronica – E’ arrivato il via libera per l’utilizzo in alcuni test dell’iniezione elettronica con centralina McLaren. Il nuovo sistema potrà essere utilizzato in Kentucky, dove ci sarà una giornata aggiuntiva di prove a causa della novità del tracciato. Successivamente potrà essere testato sicuramente a Phoenix in ottobre. Saranno programmati anche un test su una pista con restrictor-plates e su un ovale da 1.5 miglia, presumibilmente Charlotte.

il Monster Mile, fonte nascarmedia.com

Prossima fermata a Dover, Delaware, per la FedEx 400 benefiting Autism Speaks

Il Dover International Speedway, affettuosamente soprannominato “Monster Mile” per la sua durezza nei confronti di piloti e mezzi, è un catino di un miglio preciso costruito nel Delaware, sulla costa centro-orientale degli Stati Uniti. Oltre alla lunghezza, che lo colloca a metà strada tra uno short-track e un superspeedway, la caratteristica principale dell’ovale di Dover è la superficie. Dalla metà degli anni ‘90 infatti, il manto stradale è di cemento, peculiarità condivisa con Bristol e Nashville.

Inaugurato nel 1969 con una vittoria del solito Richard Petty sulla distanza di 300 miglia, il complesso di Dover ha ospitato gare di 500 miglia dal 1971 fino al 1997, anno in cui la distanza è stata ridotta a 400 miglia, in ossequio al volere degli organizzatori, che hanno deciso di riservare le gare più lunghe agli ovali più lunghi e veloci. I rettilinei sono inclinati di 9 gradi, mentre il banking delle curve è di ben 24 gradi.

La configurazione del tracciato, che permette veocità di punta di oltre 175 mph, e la superficie del manto stradale favoriscono gare spettacolari e contatti ravvicinati, che potrebbero contribuire ad alzare ulteriormente i toni di alcune rivalità attualmente in corso tra i piloti della Sprint Cup Series. La pazienza sarà quindi un fattore importantissimo della gara di domenica, insieme alla gestione delle gomme, messe a dura prova dal fondo, e delle strategie, che hanno già giocato un ruolo fondamentale a Darlington. Ci possiamo aspettare, in caso di prolungati periodi di bandiera verde, soste ogni 74/76 giri a seconda del consumo di carburante dei vari teams.

Ben 50 delle 82 gare disputate nel Delaware hanno visto il vincitore provenire dalle prime cinque posizioni in griglia, ragion per cui anche il risultato delle prove di qualificazione dovrebbe dare un’indicazione piuttosto precisa dei valori in campo.

Scorrendo le statistiche del circuito scopriamo che Bobby Allison e Richard Petty condividono il record per il maggior numero di vittorie a Dover, sette a testa, davanti a Jimmie Johnson, miglior pilota in attività con 6 successi sul Monster Mile. Jeff Gordon e Mark Martin, con 4 affermazioni, sono i piloti attivi più vincenti dopo il 5 volte campione. Rick Hendrick guida invece la classifica degli owners con 12 successi, davanti a Jack Roush con 8.

Johnson parte con i favori del pronostico a Dover, fonte nascarmedia.com

Le statistiche sembrano dare come netto favorito per la gara proprio Johnson, vincitore di 3 delle ultime 4 prove a Dover, detentore del miglior driver rating sul circuito con 116,3 e autore del 25% dei giri in testa nelle ultime 12 corse sul tracciato. Un altro da tenere d’occhio sarà Kyle Busch, vincitore di uno dei due appuntamenti di Dover del 2010, anche grazie ad un errore di Johnson, che può vantare ottimi numeri in un’annata che potrebbe essere determinante per la sua carriera. Anche Greg Biffle si trova molto bene al Monster Mile, fatto testimoniato dall’ottima posizione media al traguardo nelle ultime 12 uscite (6,7) e dalla pazzesca posizione media in corsa (8,0). Due sorprese, anche se è difficile parlare di sorpresa per quanto riguarda il primo nome, potrebbero essere Carl Edwards e Jeff Burton. Il primo, pur faticando all’inizio ad adattarsi al circuito, dal 2006 ad oggi non ha mai chiuso più in basso dell’undicesimo posto, mentre il pilota del team di Richard Childress ha collezionato due secondi posti nelle due gare del 2010 e potrebbe usare Dover come trampolino per rilanciare la propria stagione.

Stay Tuned!

Stp sulla livrea della Dodge di Richard Petty nel 1972

STP - Il leggendario marchi STP è di ritorno nella Sprint Cup, dopo un’assenza che durava dal 2006. La nota azienda produttrice di lubrificanti per auto sarà, nei prossimi anni, title-sponsor di diverse gare del calendario della Nationwide Series e della massima categoria, la Sprint Cup, a cominciare dalla STP 400 del 5 giugno, in Kansas. Sarà inoltre presente sulla carrozzeria della Ford #43 del Richard Petty Motorsport, pilotata da A.J. Allmendinger. The King è legato all’azienda del Missouri fin dal 1972, quando per primo portò in pista il Petty Blue associato al Day-Glo Red, rendendo l’abbinamento inconfondibile a suon di vittorie. La storica livrea di Petty tornerà sull’auto di Allmendinger proprio a partire dalla gara del 5 giugno sul Kansas Speedway.

Il contratto di Biffle - il quarantunenne pilota della Ford #16 sarebbe sul punto di annunciare il prolungamento del suo contratto con il Roush Fenway Racing, probabilmente già in occasione della gara di Talladega. L’accordo fra le parti, a detta del pilota, era certo al 90% già all’inizio di Aprile e i termini raggiunti non sono per il momento noti, ma anche lo sponsor storico di Biffle, 3M, dovrebbe prolungare per altri 3 anni.

Vickers e il futuro – il 2012 è piuttosto incerto per Brian Vickers, almeno per ora. Il pilota della Carolina del Nord, rientrato a tempo pieno al volante della Toyota #83 del team Red Bull dopo un 2010 trascorso in gran parte a curarsi per rimuovere dei coaguli di sangue che hanno rischiato di porre fine alla sua carriera, non ha ancora rinnovato il suo contratto. Brian si è detto felice del suo rapporto con i bibitari austriaci,aggiungendo che si sente in perfetta sintonia col marchio e che ,per il momento, è concentrato al massimo sul riportare alla vittoria il team. Sulla scelta di Vickers potrebbe influire in qualche modo anche l’identità del pilota destinato a sostituire Kasey Kahne sulla Camry #4 nel 2012, quando il ventinovenne di Enumclaw farà vela verso l’Hendrick Motorsport.

Prossima fermata Talladega, Alabama

Il Talladega Superspeedway è un gigante adagiato nelle campagne dell’Alabama, costruito negli anni 60 (prima gara nel 1969) dove sorgeva un vecchio aeroporto abbandonato, per volere della famiglia France, intenzionata a realizzare qualcosa di ancor più impressionante di Daytona. Obiettivo decisamente centrato:  2.66 miglia di lunghezza, con banking di 33 gradi nelle curve e una sede stradale che consente di affiancare “comodamente” anche quattro vetture non possono portare altro che guai… e tifosi in delirio.

La pista è sede da sempre di gare spettacolari, sul filo delle 200 miglia orarie, decise da millimetri o da spettacolari incidenti, come quello generato nell’aprile del 2009 dal contatto tra Brad Keselowski e Carl Edwards a pochi metri dal traguardo, con l’auto di quest’ultimo che decollava per finire nelle reti di contenimento.

Azzardare pronostici a Talladega è da pazzi, ma possiamo provare a individuare alcuni punti fermi.

Ci saranno moltissimi cambi al vertice: il record, stabilito nel 2010, è addirittura di 88 e ha visto coinvolti la bellezza di 29 piloti. Anche se il record non dovesse cadere, sarà comunque una gara davvero apertissima. Può vincere chiunque, specie se consideriamo che solo 13 corse su 83 sono state vinte dalla pole position, l’ultima delle quali nel 2007 a opera di Jeff Gordon.

anche a Talladega sarà il gioco delle coppie a farla da padrone, fonte nascarmedia.com

Ci saranno i tandem: come già visto a Daytona, per andar forte i piloti dovranno cercarsi un partner, perché due auto incollate, paraurti contro paraurti, sono nettamente più veloci del gruppo. I piloti cominciano a dimostrarsi meno entusiasti di questo modo di correre, poiché preferirebbero fare affidamento solo sulle proprie capacità di giudizio, piuttosto che mettersi nelle mani di chi li spinge. L’asfalto un po’ più vecchio del superspeedway dell’Alabama, riasfaltato nel 2006, potrebbe creare qualche problema in più ai concorrenti, magari impedendo che si veda fin dal primo giro il balletto delle coppie. Alcune polemiche stanno affiorando anche in merito alle comunicazioni via radio, dato che si è diffusa la pratica di mettere in contatto tutti con tutti (o quasi), per poter meglio coordinare il bump-drafting. Jeff Gordon, per esempio, vorrebbe limitare l’accesso al proprio canale per potersi meglio concentrare sulla gestione della gara col proprio crew chief.

Ci saranno restrictor plates ancora più piccoli: un sessantaquattresimo di pollice in meno rispetto alla 500 miglia di Daytona di febbraio. La cosa non dovrebbe comportare alcun problema e ridurre in modo molto leggero le velocità, che potrebbero attestarsi al massimo intorno alle 197 miglia orarie.

Talladega potrebbe essere considerata una depandance di casa Earnhardt. Dale Sr. è stato il pilota più vincente in assoluto in Alabama, con 10 successi, seguito da Jeff Gordon, il miglior pilota in attività con 6 affermazioni, e da Dale Jr., fermo a quota 5. Proprio Junior potrebbe essere un serissimo candidato alla vittoria di domenica, poiché ha il secondo miglior driver rating (dietro ad Hamlin) e ha condotto almeno un giro in testa in 20 delle sue 22 presenze in Alabama. Il pilota di Kannapolis si sente anche particolarmente in dovere di ben figurare davanti ai suoi tifosi, che accorrono sempre in gran numero quando la Sprint Cup fa tappa sul circuito di Talladega. Una vittoria della Chevrolet #88 del team Hendrick fermerebbe a quota 100 la striscia di gare senza vittorie di Dale Earnhardt Jr.

Un altro pilota senza dubbio a suo agio sui superspeedway è Kevin Harvick, che proprio qui, nel 2010, ha interrotto la sua personale sequenza di 112 gare lontano dalla victory lane. Oltre ad Harvick, tutto il team di Richard Childress (11 vittorie a Talladega, migliori in assoluto, seguiti dal team Hendrick con 10) dovrebbe mettersi in evidenza, dopo aver collezionato i primi posti in entrambe le gare dell’anno scorso, con la #29 in primavera e con la #33 di Bowyer in autunno. Potrebbe invece essere una giornata in cui giocare in difesa per il Roush Fenway Racing, per cui quella dell’Alabama è una delle peggiori piste in assoluto, ma non ci scommetterei, viste le prestazioni riscontrate a Daytona. A tal proposito siamo curiosi di vedere come se la caverà il vincitore della Great American Race, Trevor Bayne, in leggera crescita dall’ultimo appuntamento in Texas.

Tra i piloti quasi all’ultima spiaggia, come Logano, Burton e McMurray, potrebbe ben figurare soprattutto McMurray, in grande spolvero nel 2010 con i restrictor plates, ma nemmeno Joey Logano ha brutte carte ed entrambi potrebbero sfruttare la “wild card” rappresentata da Talladega per rientrare clamorosamente nei giochi con una vittoria, sempre ammesso che non cedano al nervosismo e non vengano coinvolti nell’immancabile “Big One”, ovvero l’incidente di massa che molti spettatori aspettano con ansia ogni volta che si accendono i motori da queste parti.

il cielo minaccioso di venerdì a Talladega

A questo punto non ci resta che augurarci che il rischio uragano, ventilato per venerdì e sabato, non si concretizzi e che la gara possa svolgersi regolarmente, per quanto regolare possa essere una gara sul Talladega Superspeedway.

Stay tuned!


il buco che tanto penare ha causato nel 2010, fonte http://www.news-journalonline.com

E’ partito il conto alla rovescia per la prossima 500 miglia di Daytona, letteralmente, lo trovate qui. L’edizione 2011 sarà la numero 53 della Great American Race e come avevamo anticipato, si svolgerà su una pista riasfaltata dopo i numerosi problemi, leggasi buchi, verificatisi nell’edizione 2010.

E’ incredibile come gli americani riescano a trasformare più o meno qualsiasi cosa in un evento, perfino la stesura di un manto d’asfalto, mentre da noi si lascia marcire l’Anello Alta Velocità di Monza col sorriso sulle labbra. C’è addirittura una sezione del sito ufficiale dello speedway dedicata, con una webcam perennemente puntata sugli operai al lavoro dalle parti di curva 1, eccola. Si parla di 50000 tonnellate d’asfalto per 13 ettari e rotti.

Sentiremo parlare parecchio di questa ripavimentazione, specie con l’approssimarsi della data fatidica della 500 miglia, perché l’asfalto e i suoi avvallamenti sono stati una caratteristica peculiare del superspeedway della florida negli ultimi anni. (more…)