f1- indycar: da un estremo all’altro.

Pubblicato: 18 luglio 2011 da peppe1981 in formula 1, Indycar
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In medio stat virtus dicevano i latini e probabilmente non avevano tutti i torti.
Agli appassionati di monoposto non sarà sfuggito che le due principali categorie, F1 e IndyCar,nell’ultimo periodo si sono caratterizzate per un approccio del tutto opposto nel giudicare contatti ed incidenti in pista.

Formula 1. La tendenza generale degli ultimi anni è stata improntata ad un rigore disciplinare finanche eccessivo, che ha finito per tradursi in interventi sanzionatori che sono andati a colpire situazioni che un tempo sarebbero state giudicate semplicemente “di gara”. Questo approccio ha finito per penalizzare, per non dire “castrare”, i piloti più aggressivi e le condotte di gare più audaci,a tutto svantaggio dello spettacolo e dei sorpassi, già rari di per sè per i noti motivi soprattutto legati all’aerodinamica,alla conformazione dei circuiti,alla brevità degli spazi di frenata e all’influenza delle strategie di gara.
Quest’anno, complici la reintroduzione del Kers, la comparsa del Drs e le particolari caratteristiche delle gomme Pirelli, i duelli, i corpo a corpo e i sorpassi sono sicuramente aumentati (in maniera “artificiale” secondo qualcuno,ma questo è un argomento che richiederebbe una discussione a parte). A fronte di ciò l’atteggiamento del collegio giudicante è divenuto, se possibile, ancor più severo.
In questi primi nove gp ricordiamo tra le altre la penalizzazioni di Alonso a Sepang,quelle di Hamilton sempre a Sepang e Monaco,quella di Schumacher a Silverstone.
In particolare il pilota inglese è diventato un abituale frequentatore della Direzione Corsa, che lo ha richiamato svariate volte provocandone l’amaro sfogo nel dopo-gp di Monaco.

IndyCar. Il recente appuntamento di Toronto ha chiarito come in Indycar il metro di giudizio sia all’estremo opposto.
Il collegio giudicante, presieduto dal grande Al Unser Jr,ha sorvolato su contatti ed incidenti non comminando nessuna sanzione e permettendo ciò che alcuni commentatori hanno giudicato come una sorta di Far West. I numerosissimi corpo corpo sono stati favoriti dalla natura del tracciato (un cittadino lungo solo 2.8 km),dalla vicinanza delle prestazioni e dalla nuova regola introdotta quest’anno che prevede restart con vetture disposte per file di due,anzichè in fila indiana.
Diverse sono state le toccate e i tamponamenti (Sato su Patrick,Castroneves su Tagliani, Tracy su Meira,Conway su Briscoe,Tagliani su Power,Patrick su Jakes che coinvolge Tagliani la cui monoposto decolla verso il muro,Andretti su Servia innescando una carambola che coinvolge pure Wilson, Hinchcliffe, Kimball e Conway).
Ma l’episodio più controverso per le sue implicazioni di classifica ha visto coinvolti Franchitti e Power con lo scozzese che in un tentativo di sorpasso ha toccato l’australiano spedendolo in testa coda,eliminandolo di fatto dalla lotta per la vittoria della gara (Power ritrovatosi nel gruppone si è dovuto poi ritirare tamponato da Tagliani).
Il pilota di casa Penske a caldo ha puntato il dito contro l’alfiere di Chip Ganassi accusandolo di guidare sempre sporco e di farla sempre franca non essendo mai penalizzato come meriterebbe.Il campione in carica,pur dispiaciuto dell’accaduto,ha spiegato,invece,che essendo lui ben visibile all’interno,l’incidente sarebbe stato evitato se Power non gli avesse chiuso bruscamente la porta.
Riporto il video degli highlights della gara per chi l’avesse persa:

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