Sprint Cup – Stewart Haas sugli scudi, Kyle Busch delude e perde subito al leadership

Pubblicato: 20 luglio 2011 da Giannazzo in nascar
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I meccanici di Ryan Newman al lavoro a Loudon, Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Loudon

Stewart Haas – Il giovane team di Tony Stewart ritrova il bandolo della matassa con l’arrivo della stagione estiva e porta a casa una fantastica doppietta, la prima dalla fondazione della squadra, che è un vero toccasana per le ambizioni di Ryan Newman. Il duo dello Stewart-Haas Racing ha fatto miracoli, mettendosi dietro anche i piloti dell’Hendrick Motorsports, che fornisce loro vetture e motori. Se, come al solito, Tony migliorerà le proprie prestazioni nel mese di agosto, probabilmente potremmo vedere sia lui che Ryan Newman giocarsi le proprie carte nella Chase. Ed è dai tempi di Alan Kulwicki che un pilota/owner non vince il titolo.

Jimmie Johnson – L’uomo di El Cajon merita decisamente maggiori riconoscimenti per i successi conseguiti negli ultimi anni. sono ancora troppi a dare tutti i meriti al team Hendrick e all’opera di Chad Knaus e Johnson lo ha dimostrato pienamente in gara a Loudon. Il percorso che lo ha portato dalla 28esima posizione in griglia alla quinta sotto la bandiera a scacchi è stato un continuo saliscendi. il pilota della Chevy #48 ha guadagnato posizioni in pista, per poi perderle ai box in seguito ad errori della crew, che ormai lo affliggono dalla scorsa stagione. Il team ha scelto, durante l’inverno, di dotarsi di una crew “allargata”, ovvero di una serie di meccanici che si allenano durante tutta la settimana, per poi venire selezionati per la gara in base ad un test, che decide le sorti di ognuno. La scelta si è rivelata controproducente, perché mette pressione ai ragazzi della crew ancora prima della gara e mette sotto una pressione ancora maggiore quelli che vengono selezionati, che sanno di non potersi permettere alcun errore. Che sia ora di invertire la rotta? Non si può sempre ricorrere ai meccanici altrui…

Kasey Kahne – La settima top-10 della stagione della stagione, la seconda nelle ultime 4 gare, ha riportato Kasey Kahne in 14esima posizione nella generale, una situazione che potrebbe anche, con un po’ di fortuna ed una vittoria, catapultarlo nella Chase. Mica male per uno che corre per un team che rischia di chiudere i battenti e che sa che occuperò un altro sedile il prossimo anno. A Loudon il pilota di Enumclaw, Washington, è stato anche in testa e ha fatto vedere ottime cose, decisamente meglio di quel Mark Martin destinato a lasciargli il posto, che è solo l’ombra del mastino che nel 2009 vinceva 5 gare e faceva secondo nella Chase.

Bobby Labonte – Dopo l’ottimo risultato di Daytona, la vecchia volpe ottiene un’altra top-10 per il JTG Daugherty Racing, centrando la settima piazza sul New Hampshire Motor Speedway. “Abbiamo risentito della posizione in pista per tutto il giorno,” ha detto il 47enne di Corpus Christi, Texas. “Che cambiassimo due o quattro gomme non cambiava, non eravamo più veloci di molti avversari, si trattava solo di posizione in pista. Alla fine abbiamo montato quattro gomme nuove a 81 giri dalla fine e li abbiamo fatti tutti. Dopo 10 giri, c’erano tre o quattro piloti che potevano passarmi, come la #42 e altri. Dopo un po’ di giri sulle stesse gomme, la mia macchina era passabile. Quando avevo pista libera e potevo girare sui miei tempi potevo andare forte quanto volevo e fare buoni tempi. Ma quando provavo a spingere distruggevo le gomme.”

Jeff Gordon – Il pilota della Chevrolet #24 ha superato una giornata veramente complicata mostrando un calma glaciale e un passo che lo candidano prepotentemente alla vittoria per la gara autunnale sul circuito del New Hampshire. Il californiano è stato afflitto da problemi elettrici, che impedivano alla batteria della sua auto di ricaricarsi e lo hanno costretto ad un lunga sosta per sostituire le batterie stesse e lo hanno relegato tra i doppiati. Gordon ha approfittato del Lucky Dog per riportarsi a pieni giri e ha rimontato posizioni su posizioni fino a entrare nella top-10, pur dovendo necessariamente prestare molta cautela nell’utilizzo dei freni perché obbligato, per non esaurire anzitempo le batterie, a spegnere le ventole che raffreddano i dischi freno. Stava assaporando una top-5 quando, all’ultimo giro, la gomma anteriore destra si è sgonfiata, probabilmente a causa del troppo calore generato proprio dai freni, obbligandolo a tagliare il traguardo in undicesima posizione. Di quello che lo aspetta da qui alla Chase, Gordon ha detto: “Bisogna avere una macchina veloce, e oggi ce l’avevamo. Abbiamo dimostrato che possiamo mettere in pista macchine veloci su queste piste da un miglio, soprattutto quelle più piatte e dobbiamo fare lo stesso su quelle da un miglio e mezzo, per le quali ci stiamo arrivando a dobbiamo fare ancora un poco meglio.”

Cosa non abbiamo visto a Loudon

Kyle Busch – La leadership in classifica svanisce subito per il ventiseienne di Las Vegas, che a Loudon ha mostrato un difetto che lo affligge abbastanza spesso e che rappresenta uno di quei dettagli su cui lavorare sodo se vuole alzare al cielo la Sprint Cup. A volte Busch tende a fare un uso superiore dei freni rispetto ai colleghi, almeno in situazioni in cui potrebbe avere un minimo di pazienza e stabilizzare il setup prima, probabilmente perché tende a spremere il 100% dalla macchina fin dalla bandiera verde. Domenica si è trovato a muro per lo scoppio di un pneumatico, dovuto anche nel suo caso al surriscaldamento prodotto dai freni. Meglio in questa occasione che a Settembre. A quelli che hanno voluto vedere un’influenza sulla sua uscita di scena nel contatto con Dale Jr. avuto poco prima della foratura, Busch ha risposto: “Ci sono contatti con tutti là fuori. Troppo calore dei freni attraverso il cerchione ed è scoppiata la gomma. Nient’altro.”

Dale Earnhardt Jr – Nonostante il quindicesimo posto rimediato in gara, dopo una penalità ai box perché la sua crew non aveva rimosso un pneumatico prima che lui ripartisse dalla piazzola, il fine settimana dell’uomo di Kannapolis non può essere considerato positivo, perché il nono posto in classifica generale lo lascia a 7 punti di vantaggio sull’undicesimo classificato. Earnhardt ha lamentato una difficoltà generale nell’interpretare le gomme che Goodyear ha portato in pista rispetto allo scorso anno, dicendo che per la gara di settembre proveranno a ripartire da zero con il setup, ispirandosi a quanto fatto dal team di Jeff Gordon per rendere competitiva la #24. Sperando che nel frattempo la Chase non sia sfuggita tra le dita di Dale Jr.

Brad Keselowski – Ultimamente ci aveva abituato a prestazioni decisamente ottime, Brad Keselowski. A Loudon invece è andata decisamente male, a causa dello scoppio di un pneumatico, che ha proiettato a muro il 27enne del Michigan, relegandolo in 35esima posizione all’arrivo. Partito dalla quinta posizione, Brad si è lamentato del crescente sottosterzo fin dai primissimi giri di gara. Nonostante i tentativi di modifica del setup, la situazione non è migliorata e la Dodge #2 è finita a muro al giro 144, costringendo il pilota a riportare la vettura in garage per le riparazioni, costate 43 giri. Per Keselowski si tratta del primo piazzamento fuori dai migliori 25 nelle ultime 11 gare, che pone uno stop alla sua rincorsa ad un posto da Wild Card. Il pilota del team Penske si trova al momento 23esimo in classifica, staccato di 25 punti da quella 20esima piazza che gli consentirebbe di sperare.

Richard Childress Racing – Jeff Burton 16esimo, Clint Bowyer 17esimo, Kevin Harvick 21esimo e Paul Menard 24esimo. Decisamente una giornata no per il team Richard Childress, che, vuoi per sfortuna, vuoi per errori di strategia o semplicemente per scarse prestazioni sul tracciato, non ha raccolto praticamente nulla. Se per Kevin Harvick si può trattare di una semplice battuta d’arresto, per tutti gli altri è un’occasione sprecata. Soprattutto per Jeff Burton, che ha più di 50 punti di distacco dalla ventesima posizione in classifica e vede allontanarsi, ormai quasi definitivamente, le speranze di raddrizzare la stagione. Discorso diverso per Clint Bowyer, a cui una vittoria potrebbe bastare per entrare nella Chase come Wild Card o, con un po’ di fortuna, addirittura per entrare nella top-10, da cui però è staccato di 28 punti. in tutto questo, il team non vince dal 29 maggio, data dell’ultima affermazione di Kevin Harvick, a Charlotte.

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