Williams,che ti succede?

Pubblicato: 28 luglio 2011 da peppe1981 in formula 1
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Ultimo podio: Gp di Singapore 2008 (quello del crash-gate).
Ultima vittoria:Gp del Brasile 2004 (ad ottobre saranno 7 anni).
Ultima volta in cui un suo pilota ha lottato per il mondiale:2003.
Ultimi titoli vinti:1997.
Il team di sir Frank si è incamminato in un periodo di crisi che lo ha progressivamente allontanato dalla lotta per il vertice e che quest’anno stà trovando il suo apice.
Al giro di boa del campionato i punti raccolti sono solo 4,in pratica dietro il glorioso team di Grove (9 mondiali costruttori,7 piloti,113 vittorie,125 poles) ci sono solo le scuderie entrate lo scorso anno.
Team molto meno blasonati (e,senza offesa per loro,definibili di seconda fascia) come Sauber,Force India e Toro Rosso sono distanti in classifica.
Ciò a danno non solo del risultato inteso in senso strettamente sportivo,ma anche economico per almeno 2 ragioni:in primis peggiore è il piazzamento nei costruttori,minore sarà la parte dei proventi FIA cui la squadra avrà diritto (con conseguenze negative quindi anche per la prossima stagione),in secundis dato che la Williams si è quotata in borsa è presumibile che la stagione fallimentare si ripercuota a danno del titolo,già oggi fortemente deprezzatosi rispetto alla sua collocazione.
A livello di organigramma la crisi di performance e risultati ha portato alle dimissioni del direttore tecnico Sam Michael e del capo aerodinamico Jon Tomlinson (il primo di fatto lascerà solo dopo il Gp di Corea) e all’assunzione di Mike Coughlan come ingegnere capo.
Il progettista ex-Mclaren,protagonista della spy-story, ha finito,infatti,di scontare la pena a suo tempo inflittagli dalla FIA.
La rivoluzione in atto non sembra però aver avuto effetti benefici nell’immediato,visto che la monoposto non sembra progredire,anzi si brancola un pò nel buio, prova ne sia che in Germania si è rinunciato al Kers in cerca di un miglior bilanciamento generale, che non è stato, però, trovato, portando il team a ritornare sulla sua decisione per l’Ungheria, reintroducendo il dispositivo.
Come Heidfeld per la Lotus Renault,con la sua lunghissima esperienza Barrichello doveva essere il faro della squadra,ma, esattamente come nel caso del tedesco, il buon Rubens sta in buona parte deludendo queste aspettative.
Certo tutti i punti in classifica sono suoi,ma il bottino resta misero,in più dovrebbe preoccupare il brasiliano il trend che si stà prospettando in qualifica,dove il rookie Maldonado lo ha battuto 6 volte su 10 (5 volte nelle ultime 6 gare).
Il venezuelano a dire il vero ha finora aiutato il team più con i soldi delle sponsorizzazioni che con i risultati (visto che ne è ancora a secco),ma la sensazione è che stia crescendo. Peccato l’incidente a Montecarlo con Hamilton che lo ha privato di un buon piazzamento.
Visto comunque l’andazzo generale della coppia aumenta il rimpianto di chi non ha digerito l’appiedamento di Hulkenberg,forse con un pò più di coraggio lo si poteva tenere in squadra,se non altro è l’ultimo che ha regalato la pole alla Williams.
Fa specie che un team di questo blasone debba rivolgersi ad un pilota pagante (per quanto campione Gp2 e di buone prospettive).
Si tratta però della spia di quello che a mio modesto avviso è il vero problema della crisi Williams,che è economica prima che tecnica.
L’inizio della parabola discendente è la separazione dalla BmW:Frank Williams e Patrick Head orgogliosamente hanno voluto mantenere la loro autonomia di costruttori indipendenti,il tempo gli ha dato ragione se consideriamo la fine che ha fatto il team bavarese.
Il problema,però,è che a questo smarcamento da un socio ingombrante non ha fatto seguito la capacità di reggere in maniera autosufficiente la sfida,in primo luogo al livello di budget.
Niente costruttori alle spalle,niente miliardari (in euro) alla Dieter Mateschitz,scarsa appetibilità o capacità di attrazione di grandi sponsor,ecco che le cose si sono fatte difficili.
Di qui la necessità di accontentarsi di forniture di motori clienti (Toyota,Cosworth),non necessariamente malvagie dal punto di vista tecnico,ma da pagare in soldoni (già pochi di per sè) o che magari ti espongono a dover sottostare ai voleri altrui (tipo schierare Nakajima per due anni).
Di qui la necessità di vendere le vetture storiche per far quadrare i conti,di qui l’impossibilità di garantire una vettura competitiva a Rosberg (e quindi di trattenerlo),di qui il bisogno di rivolgersi ad un pilota con la valigia,di qui la collocazione del titolo in borsa come fonte di finanziamento.
Credo che tutti gli appassionati si augurino che la tendenza sia ribaltata e che la Williams torni piano piano alle posizioni che le competono.
In questo senso positivo è l’accordo di fornitura di motori per i prossimi 2 anni con la Renault,sperando che si possano rinverdire i fasti di una gloriosa accoppiata capace di conquistare quattro titoli piloti e cinque costruttori nel periodo 1989 – 1997.

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