Sprint Cup Preview – La NASCAR fa tappa a Indianapolis per la prestigiosa Brickyard 400

Pubblicato: 31 luglio 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Tom Pennington/Getty Images for NASCAR

L’Indianapolis Motor Speedway è uno di quei circuiti che non hanno assolutamente bisogno di presentazioni, incastonato com’è nella storia dell’automobilismo fin dal 1909, insieme alla sua striscia di mattoni, la Brickyard, reminiscenza di un passato pionieristico baciata da tutti quelli che hanno la fortuna di posare piede sull’asfalto dello Speedway, con la S maiuscola.

Descriverne la storia, soffermandosi soltanto sugli aspetti e gli avvenimenti principali, richiederebbe comunque di scrivere un libro, per cui rimanderò gli interessati ad una ricerca più approfondita sul web o a una delle tante letture cartacee che affiancano storie meravigliose ad altrettanto meravigliose immagini di piloti come Jim Clark, Mario Andretti, Al Unser, A.J. Foyt e mille altri che meriterebbero di essere elencati.

Da sempre sede della 500 miglia di Indianapolis, l’ovale di Indianapolis si presenta come un rettangolo con gli spigoli arrotondati. I due lati più lunghi del rettangolo sono il frontstretch e il backstretch, lunghi entrambi 3300 piedi, poco più di un chilometro. Le quattro curve sono inclinate di 9°12′ e sono il terreno ideale per le monoposto della Indycar. Alle vetture della Sprint Cup, dotate di molto meno carico aerodinamico, le curve di Indianapolis richiedono frenate decise, un assetto molto a posto per lasciar coricare la vettura e non perdere troppa velocità nei brevissimi rettilinei che rappresentano i lati brevi del rettangolo, e un’ottima motricità in uscita per lanciarsi il più velocemente possibile nei rettilinei.

Presente in calendario dal 1994, la Brickyard 400, ha attratto inizialmente molto pubblico, anche 300.000 spettatori, che sono andati diminuendo anche in virtù delle gare non molto spettacolari prodotte dalla conformazione del circuito, che rende difficili i sorpassi perché non si possono percorrere le curve con vetture affiancate, almeno senza rischiare di fare danni. Avere aria pulita è assolutamente determinante, visto che chi segue risente di un forte sottosterzo di natura aerodinamica che rende molto difficile non perdere terreno in curva. Anche in questo caso il consumo di carburante potrebbe essere determinante, così come effettuare soste ai box perfette per non perdere posizioni difficili da recuperare, o seguire strategie particolari per guadagnare posizioni in pista.

Dal 2012, nel tentativo di attirare più spettatori sul circuito, alla gara della Sprint Cup verranno affiancati anche un appuntamento della Nationwide Series e uno della Rolex Series della Grand-Am, che si disputerà sul circuito stradale, ricavato all’interno dell’ovale per ospitare la Formula 1 nel 2000.

La storia dei vincitori a Indianapolis vuole che spesso chi si impone nella Brickyard 400 vinca anche il campionato, cosa che è accaduta 3 volte a Jimmie Johnson negli ultimi 5 anni e in precedenza anche a Jeff Gordon, due volte, Dale Jarrett, Bobby Labonte e Tony Stewart. Gordon è in vetta alla classifica dei pluri-vincitori con 4 successi, seguito da Jimmie Johnson con 3, mentre Dale Jarrett e Tony Stewart sono appaiati a quota 2. Nel 2010 il successo è andato a Jamie McMurray, che ha portato a casa una corsa dominata dal compagno di squadra Juan Pablo Montoya.

I favoriti per la gara di stasera sono sicuramente Jimmie Johnson e Tony Stewart, che si sono spartiti 5 delle ultime 6 edizioni. Il secondo può anche vantare il miglior driver rating sullo storico tracciato dell’Indiana, con 109,3, nonchè una posizione media al traguardo di 8,3, e non deve assolutamente lasciarsi scappare un’occasione come questa per proiettarsi più vicino alla Chase. Da non sottovalutare, ovviamente, Jeff Gordon, che ha in palmares 13 top-10, di cui 9 top-5 in 17 partenze a Indianapolis. Possiamo aspettarci grandi cose o grandi disastri, o entrambi, da Juan Pablo Montoya, che partirà sicuramente col coltello tra i denti per agguantare quella vittoria che gli è sfuggita già due volte. Tra le Ford, quello più a suo agio sembra Greg Biffle ma occhio alla sorpresa Ragan, mentre tra le Toyota la sorpresa potrebbe essere proprio Kasey Kahne, il palla nelle libere e secondo in griglia. Pericolosissimo anche il duo Dodge: Kurt Busch e Brad Keselowski potrebbero proseguire l’ottimo momento di forma sui circuiti veloci. Avrà vita dura Denny Hamlin, costretto a partire dal fondo dello schieramento per aver sostituito il motore dopo le qualifiche.

Stay Tuned!

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