Sprint Cup – Grande prova di maturità per Keselowski, ultima spiaggia per Montoya?

Pubblicato: 10 agosto 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Jared C. Tilton/Getty Images

La Chase si avvicina e la Good Sam RV Insurance 500 ci ha mostrato alcune sorprese positive, ma ha anche visto le ambizioni di alcuni piloti subire una decisa frenata.

Cosa abbiamo visto a Pocono

Brad Keselowski – Avviso ai naviganti: il ragazzotto del Michigan non sa solo risparmiare carburante, riesce anche a reggere la pressione di uno come Kyle Busch e a conquistare due vittorie in una stagione in cui elementi del calibro di Jimmie Johnson hanno vinto una volta sola. Se ci aggiungiamo che il buon Brad ha corso con una frattura da avulsione alla caviglia e che con il trionfo della Pennsylvania abbiamo concrete possibilità di avere anche la Charger #2 nella Chase, possiamo farci un quadro più chiaro dell’ottimo momento che il pilota del team Penske sta attraversando.

Joe Gibbs Racing & Kyle Busch – Non hanno concretizzato molto, a parte il secondo posto del solito Kyle Busch, ma i ragazzi del Joe Gibbs Racing hanno portato dei missili sul “Tricky Triangle”. Tutti e tre i piloti della scuderia sono stati in testa alla corsa e hanno fatto bella mostra di un passo invidiabile, il migliore del lotto. Kyle poi, per non farsi mancare nulla, ha pensato bene di recuperare da un testacoda nelle fasi iniziali di gara.

Jimmie Johnson & Kurt Busch – La tensione sale e, udite udite, pare farsi sentire anche dalle parti di Jimmie Johnson, di solito esente da qualsiasi turbamento. Al cinque volte campione non è andato a genio il comportamento di Kurt Busch nel duello che i due hanno sostenuto negli ultimissimi giri di gara a Pocono. Johnson ha dapprima affiancato la Dodge #22 in pista, per poi attederla in pit lane e andare a cantarle al pilota di Las Vegas, reo a suo dire di essere andato sopra le righe ne difendere la propria posizione. Busch dal canto suo ha comprensibilmente replicato che prima sportellata l’aveva ricevuta, non data, e che in fondo non si capisce perché non si possa dar vita ad una bella lotta per i fans senza prenderla sul personale. “Cavolo, ho avuto a che fare con lui per 10 o 15 giri,” ha detto Johnson. “E ho avuto l’opportunità di fargli una scorrettezza o di colpirlo e non l’ho mai fatto. Poi in uscita di curva 2 lui dice che ho sterzato a sinistra verso di lui e non l’ho fatto. Lui mi è venuto contro in uscita di curva e lì è cominciato tutto. Non andrò a toccare gli altri per passarli. Non fa per me. Ci ho provato per un sacco di giri a passarlo in modo pulito, e appena l’ho affiancato abbiamo avuto quel problema uscendo da curva 2. Continuerò a mettere a memoria queste cose. Me le ricorderò. Ci sono un altro paio di persone che continuano a sfidare la sorte.” Busch ha invece commentato così: “Stavo lottando duramente con Jimmie alla fine. Stavo correndo, dando tutto. Vuoi lottare, lottiamo! Non so perchè avrei dovuto farmi da parte a cinque giri dalla fine. Ho lottato duramente. Ho lottato intelligentemente. Ho lottato in modo pulito e ora lui arriva e vuole litigare. Hey, in uscita di curva mi ha colpito sulla sinistra, così l’ho colpito sulla destra. E’ pulito come sempre, pulito come no mai. Perchè non possiamo sfidarci in questo modo e mettere su uno show per i fans e non prendercela? Non lo so.”

Greg Biffle – Note positive per Greg Biffle, che porta a casa un ottavo posto in una giornata che poteva andare molto peggio, considerando la penalità rimediata per aver cambiato fila in restart mentre era staccato, lontano dal gruppo. La top-10 di Pocono tiene il pilota dello stato di Washington in corsa per la Chase, ma a questo punto urge puntare dritti alla vittoria. Il resto potrebbe non bastare. “So che non si può cambiare fila prima del traguardo,” ha detto Biffle. “ma io non ero nemmeno in gara a quel punto. Ero qualcosa come 20 auto più indietro del gruppo, che cercavo di recuperare. […] Cercavo solo di rientrare, e credo che la regola valga anche se sei così indietro. Anche quando non hai nessuno intorno, non puoi cambiare linea o spostarti da un lato all’altro.”

Cosa non abbiamo visto a Pocono

Denny Hamlin – Nonostante una prima parte di gara da protagonista e la bellezza di 65 giri al comando, Hamlin è rimasto con un pugno di mosche ed un 15esimo posto finale che sa più di occasione sprecata che di gara interlocutoria, anche perchè la sua attuale Wild Card, il pilota del JOe Gibbs racing è undicesimo in classifica e può contare su una vittoria, potrebbe svanire qualora Menard o Ragan mettessero a segno una vittoria. Più difficile che qualcun altro possa vincere due gare sulle prossime cinque, ma è altrettanto complicato che Hamlin possa rimontare velocemente 23 e 24 punti a Earnhardt Jr. e Stewart. A Pocono il problema principale è venuto da un problema durante un pit stop, che gli ha fatto perdere moltissime posizioni nel finale, posizioni che non è riuscito a riprendersi.

Joey Logano – Partito dalla pole e colto dalla pioggia mentre era in prima posizione, Joey Logano era uno di quelli che speravano che la gara fosse annullata. La ripresa delle ostilità ha invece causato qualche guaio alla Toyota Camry #20, che ha perso in prestazioni, probabilmente in virtù del fatto che la pioggia aveva lavato via parte della gommatura della pista, e ha avuto anche un colpo di sfortuna dovuto ad una foratura nel finale. “Slicedbread” torna a casa con un 26esimo posto finale decisamente deludente ed una posizione di classifica al margine estremo della top-20. Decisamente non è il suo anno.

Juan Pablo Montoya – Montoya è uno che l’anno l’aveva cominciato molto bene. Ora invece si trova all’ultimissima spiaggia. O vince al Glen o saluti alla Chase. A Pocono, oltre ad una scarsa competitività, è arrivato anche un incidente con Kasey Kahne quando mancavano 20 giri al traguardo a complicare le cose. Il colombiano del team di Chip Ganassi è scivolato a 4 punti dalla top-20 e ora anche una vittoria su stradale potrebbe non bastare.

Kevin Harvick – Nelle ultime gare “The Closer” si è un po’ perso, probabilmente sperimentando soluzioni estreme in vista della Chase. Le Chevrolet del team di Richard Childress sono sempre veloci, come testimoniano gli ultimi risultati di Paul Menard, ma Harvick è alla terza gara fuori dalla top-10 e in Pennsylvania non è mai stato competitivo, sempre alle prese con una vettura troppo sovrasterzante. Che abbia spostato troppo presto l’attenzione sull’autunno?

Stay Tuned!

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