Truck Series – Kevin Harvick concede il bis nella VFW 200

Pubblicato: 21 agosto 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Todd Warshaw/Getty Images

Kevin Harvick, al volante dello Chevrolet Silverado #2 del suo team, si è imposto nella VFW 200, disputatasi sul Michigan International Speedway, in un finale in regime di green-white-checkered, dopo una gara costellata da diversi incidenti nelle fasi finali.

Per il 35enne californiano si tratta della seconda vittoria consecutiva nella categoria, dopo quella ottenuta ottenuta a Pocono appena 15 giorni fa, l’undicesima della carriera nella Camping World Truck Series, che lo rende l’unico pilota ad aver vinto in tutte e tre le maggiori serie della NASCAR sull’ovale del Michigan.

Dopo una prima parte di gara molto combattuta (13 cambi al vertice in totale) ma relativamente “pulita”, solo due le gialle nei primi 77 giri dei 100 previsti, in cui a farla da padroni sono stati soprattutto Matt Crafton all’inizio e Mark Martin poi, una gialla per detriti al giro 78 ha dato il via ad una serie di altre cinque interruzioni, che hanno tolto di scena diversi protagonisti, lasciando campo libero a Kevin Harvick.

In occasione del restart al giro 83, con Mark Martin in prima posizione, Johnny Sauter ha cercato di prendere il comando, ma ha dovuto desistere dopo una lotta con il veterano dell’Arkansas, per l’occasione al volante dello Chevrolet Silverado #32, finendo poi con l’andare in testacoda mentre era ai ferri corti con Miguel Paludo e andando a sbattere contro il muretto interno del backstretch e inducendo i commissari a sventolare nuovamente la bandiera gialla.

Al successivo restart, giro 90, Parker Klingerman non è riuscito a recuperare da un sovrasterzo improvviso mentre era all’interno di Mark Martin e ha finito con il centrarlo e causando un incidente in cui sono rimasti coinvolti, oltre allo stesso Kingerman e a Martin, anche il leader della generale Austin Dillon e Matt Crafton.

Credit: Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Harvick è così passato in testa per il restart del giro 96, subito neutralizzato da un’altra gialla, questa volta per i detriti lasciati in pista da Joey Coulter, portando la gara ai supplementari. L’ultimo restart ha visto Harvick bruciare Timothy Peters e andare a vincere, seguito dallo stesso Peters e Miguel Paludo, mentre Nelson Piquet Jr., in quel momento in quarta piazza, è andato in testacoda all’ultimo giro nel tentativo di sorpassare il connazionale e ha colpito violentemente le barriere all’interno del circuito, mettendo la parola fine alla gara.

Al quarto posto è quindi arrivato James Buescher, mentre David Starr, Jason White, Ron Hornaday, Brendan Gaughan, Colin Braun e Cole Whitt hanno completato la top-10.

L’italiano Max Papis è rimasto vittima di un incidente nelle primissime fasi di gara, quando Cole Whitt è finito in sovrasterzo proprio nella sua fiancata. Il calvario per Max fino alla 19esima posizione finale.

“Essendone i proprietari,” ha detto Kevin Harvick riguardo al suo team. “Abbiamo visto le cose dall’inizio alla fine, da quando le costruzioni erano solo un pezzo di terra fino a quello in cui si sono evolute ora. Le ultimo settimane sono quello che ci aspettiamo dal team, non può essere altrettanto divertente quando non si vince. E’ gratificante, ma in un modo diverso (essere un owner). Ma quando guidi, è gratificante il doppio, solo per quell’istinto competitivo che è alimentato dal pilota che c’è in me. Non è quello di domenica, ma qualsiasi trofeo possa portare a casa va bene.”

Mark Martin, in testa per 33 giri e rimasto con un pugno di mosche in 14esima posizione, l’ha presa con filosofia:

“Ti buttano fuori quando sei all’esterno, cosa ci puoi fare? Ero all’esterno, l’interno è difficile, bisogna saperlo. Succede anche in Cup. Mi è già successo più di una volta quest’anno. […]E’ stato il divertimento più grande che abbia vissuto in molto, moto tempo.”

In classifica generale è arrivato un altro cambio al vertice. Johnny Sauter, con il 13esimo posto del Michigan, ritorna in vetta, con 5 punti di vantaggio su james Buescher, mentre Austin Dillon, 22esimo al traguardo, precipita a 8 lunghezze, in terza posizione. Quarto a 12 punti c’è Timothy Peters, seguito da Cole Whitt e Matt Crafton.

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