Sprint Cup – Kyle Busch cala il poker nella Pure Michigan 400

Pubblicato: 22 agosto 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Quarto sigillo stagionale per Kyle Busch, che ha vinto d’autorità la Pure Michigan 400, 23esima prova della Sprint Cup, resistendo brillantemente all’assalto di Jimmie Johnson in un finale in regime di green-white-checkered e aumentando così il proprio vantaggio in classifica generale.

Busch è il primo pilota a raggiungere quota 4 successi nel 2011 e questa per lui è la 23esima vittoria in carriera, con cui raggiunge il fratello Kurt e Ricky Rudd nella classifica dei pluri-vincitori di tutti i tempi. Kyle è anche il primo ad assiurarsi matematicamente un posto nella Chase for The Cup, che raggiungerà comunque, fosse anche con una Wild Card.

Credit: Jamie Squire/Getty Images

Davanti ad un pubblico di circa 81.000 persone, in netto calo rispetto ai 105.000 spettatori del 2010, la gara si è protratta per 3 giri oltre i 200 previsti, è stata interrotta da 5 bandiere gialle, di cui solo due nei primi 100 giri, ed ha visto 10 piloti alternarsi al comando per un totale di 20 cambi al vertice.

Greg Biffle è partito dalla pole position, dominando ben più di metà di gara insieme al compagno di squadra Matt Kenseth, mentre alle spalle del duo Roush Fenway Racing si sono fatti notare Mark Martin, velocissimo a gomme finite, Jeff Gordon, che è parso decisamente molto in palla, Jimmie Johnson, in rimonta dopo un pit stop in cui è arrivato alla sua piazzola decisamente di traverso, Brad Keselowski, costantissimo, e soprattutto Kyle Busch, sempre sornione nelle primissime posizioni e decisamente a suo agio nei lunghi run in verde.

A 32 giri dalla bandiera a scacchi, il rallentamento in pista di Dave Blaney e la conseguente bandiera gialla, hanno fatto un grosso favore a Jimmie Johnson, che in quel momento si trovava in pit-lane per la su ultima sosta. Il pilota della Chevrolet Impala #48 si è ritrovato in testa alla gara quando tutti gli avversari si sono fermati per i loro pit-.stop in regime di gialla, ed ha approfittato del flusso d’aria pulita per avvantaggiarsi molto al successivo restart, mentre alle sue spalle Kyle Busch ha dovuto sbarazzarsi di un Brad Keselowski tutt’altro che intenzionato ad alzare il piede prima di potersi lanciare all’inseguimento del cinque volte campione.

Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Il sorpasso è avvenuto a tredici giri dalla fine, quando Johnson, che cercava di sfruttare al massimo il groove esterno per controbilanciare un forte sovrasterzo, nulla ha potuto contro l’uomo di Las Vegas, che si è involato immediatamente, lasciando la #48 a difendersi dal rientro della Dodge Charger #2 del Team Penske. Jeff Gordon, che sembrava avere tutte le carte in regola per tornare ancora in victory lane, è invece rimasto “imbottigliato” intorno alla quinta posizione, patendo evidentemente una certa difficoltà nel sorpassare, che non aveva mostrato nelle scorse gare.

Quando mancavano appena tre giri Kuth Busch, in lotta soprattutto con la propria vettura per restare nella top-10, è andato bruscamente a muro, trascinando con sé Jamie McMurray, e ha portato la gara ai supplementari. Molti crew chiefs hanno sentito qualche brivido freddo, perchè tutti avevano rifornito al limite dei giri di un run completo ed un eventuale secondo tentativo di green-white-checkered avrebbe messo in netta crisi molti equipaggi.

A partire dalla decima posizione, diversi piloti tra cui Dale Earnhardt Jr. si sono fermati a rifornire per avvantaggiarsi in caso di ulteriore interruzione, mentre al restart Jimmie Johnson è riuscito per un attimo a mettersi davanti a Kyle Busch, che però ha immediatamente reagito, affiancando la #48 e sfruttando quello che in gergo viene definito side-drafting (scia “laterale”) per tornare al comando e andare a vincere davanti a Johnson, un fantastico Keselowski, Martin, Newman, Gordon, Kahne, Bowyer, Stewart e Kenseth.

Giornata nera per il Roush Fenway Racing: Edwards è stato costretto al ritiro da un problema di motore ed è stato classificato 36esimo. Biffle ha chiuso in 20esima piazza lamentando un set di gomme poco performanti mentre Kenseth ha patito un cattivo restart nel finale.

Denny Hamlin, alla disperata ricerca di una vittoria, è finito a muro, chiudendo 35esimo e mettendo a rischio la sua Wild Card.

“Al restart (il penultimo, ndr), penso di essere ripartito quarto,” ha detto Busch. “E Jimmie era andato, tipo in 3 giri. Mi sono detto ‘Oh cavolo!’. Non pensavo assolutamente di riuscire a riprenderlo. La nostra auto andava bene nei long run. Mi sentivo a mio agio andando del mio passo, cercando di avvicinarmi a lui. Quando gli sono arrivato a tre macchine di distanza mi sono bloccato. Mi dicevo ‘Eddai! Vai alto, vai basso!’ Le ho provate tutte per prendere velocità. Alla fine mi è riuscito e ho passato Jimmie. Una volta davanti ho scelto il groove alto. Era lì che volevo stare. Ho fatto dei bei tempi con quella line e siamo stati più veloci di lui e siamo riusciti a distanziarlo un po’.”

“Una volta davanti, con aria pulita, il bilanciamento della macchina era un po’ sovrasterzante,” ha detto Johnson. “Ho staccato Kyle, ma avevo sovrasterzo e sapevo che sarebbe tornato a farsi sotto a un certo punto. Sono deluso per non aver vinto ma è stata un gran bella prova da parte del team, specie se consideriamo da dove siamo partiti e dove abbiamo concluso.”

In classifica generale Kyle Busch resta da solo in vetta, con 10 punti di vantaggio su Johnson e 39 sulla coppia Harvick/Edwards. Kenseth è quinto a 40 lunghezze, mentre Gordon e Newman, sesto e settimo, scavalcano Kurt Busch. Earnhardt e Stewart mantengono il proprio posto in top-10 e 24 punti di vantaggio su Clint Bowyer.

Keselowski sale in 12esima posizione e detiene la prima wild card, mentre Hamlin precipita in 14esima ed ha un cuscinetto di 18 punti su Paul Menard e di 31 su David Ragan.

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