Sprint Cup – Keselowski sempre più convincente, che batosta per le Ford

Pubblicato: 26 agosto 2011 da Giannazzo in nascar
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Todd Warshaw/Getty Images

Cosa non abbiamo visto al Michigan International Speedway

Kyle Busch – Certo che Rowdy è un tipo che si fa notare! O lo si ama o lo si odia, ma rimanere indifferenti è molto difficile. Reduce da un 2010 così così, Busch quest’anno ha ritrovato il passo e ha cavato dalla sua Toyota prestazioni eccellenti anche quando le cose sembravano mettersi molto male. Con la vittoria nella Pure Michigan 400, il 26enne di Las Vegas è rimasto solo in vetta alla classifica e sarà molto difficile levarlo da lì, specie se si considera che è l’unico pilota ad aver vinto 4 gare in una stagione dove l’equilibrio regna sovrano. La prova del nove potrebbe essere proprio l’appuntamento di Bristo, dove Busch parte favoritissimo, ma deve evitare di portarsi in Cup le conseguenze degli alterchi avuti in Truck Series. Buttare via un’occasione d’oro come questa, magari per una sportellata di troppo con Kevin Harvick, sarebbe un peccato colossale anche per un ragazzo che ha davanti molti anni ai vertici di questo sport.

Clint Bowyer – Bella prestazione di Clint Bowyer, una prova di sostanza che si é conclusa con l’ottavo posto e la nona top-10 stagionale. Il pilota della Chevy #33 é entrato nella parte nobile della classifica a metà gara per non uscirne più, unico del team RCR a far vedere un po’ di muscoli sul tracciato del Michigan. Il risultato, per quanto buono, non serve piú di tanto ad alimentare le speranze di playoff del 33enne del Kansas, che si ritrova 1esimo, senza vittorie e con 24 punti da recuperare a Tony Stewart. Decisamente troppi, se si considera che anche una vittoria potrebbe non bastare se un un altro dei piloti già vittoriosi ma fuori dalla top-10, come Denny Hamlin, dovesse imporsi in una delle prossime gare.

Cartacce – Con l’estremo equilibrio tra le varie vetture e l’elevatissimo livello di competitività raggiunto dalla Sprint Cup, anche le cartacce possono costituire un fattore determinante per l’esito di una gara. Le auto viaggiano su un filo molto sottile alla ricerca della massima resa, ed anche le prese d’aria per il raffreddamento del motore sono ridotte al minimo indispensabile. Al Michigan International Speedway abbiamo visto diversi piloti, Da Johnson a Biffle a Gordon, raccogliere qualche cartaccia che ha finito con l’occludere le prese d’aria. Jeff Gordon ha avuto questo problema nelle fasi conclusive della gara e potrebbe dovere buona parte del suo “stallo” finale proprio al sottosterzo e alle alte temperature che ne sono conseguite. Abbiamo visto anche molti numeri da circo per cercare di rimuovere i detriti senza rientrare ai box, con piloti che si sono fatti sorpassare di proposito, per accodarsi all’altra vettura e cercare di sfruttare le turbolenze generate dal posteriore dell’avversario per staccare le cartacce dal proprio paraurti.

Hendrick Motorsports – Doveva essere una gara favorevole alle Ford e al loro motore FR9, ed invece è stata una giornata più che positiva per il team di Rick Hendrick, che ha piazzato Johnson al secondo posto, Martin al quarto, Gordon al sesto ed Earnhardt Jr. al 14esimo. E poteva andare anche meglio, soprattutto per Gordon ed Earnhardt. La Chase si avvicina e sembra che i ragazzi di Hendrick abbiano trovato la quadra sugli ovali “intermedi” e potremmo averne una conferma non tanto ad Atlanta, circuito dal banking molto elevato, quanto a Chicago, prima prova della Chase for the Cup.

Brad Keselowski – Se due indizi non fanno una prova, cosa ne pensate di tre? Le ultime prestazioni di Brad Keselowski sono state entusiasmanti, con un primo, un secondo ed un terzo posto che lo hanno proiettato in dodicesima posizione in classifica generale e gli hanno praticamente consegnato una delle due wild card per la Chase. Sarà difficile che riesca a rientrare nella top-10, a meno di un ritiro di Stewart o Earnhardt, perchè 52 punti sono tanti, ma la stagione della Dodge #2 sta prendendo una piega interessantissima e Keselowski sta diventando una vera minaccia, favorito dalla giovane età, che potrebbe fargli sentire meno la pressione nelle ultime gare. Il bello è che il ragazzo non è mica appagato, pur riconoscendo l’eccezionalità di queste settimane. “Avrei voluto averne un po’ di più per infastidire la #48 e la #18 alla fine, ma sono riuscito solo a stare a guardare, sperando che qualcuno facesse un errore” ha detto Keselowski. “Non avrei potuto fare niente di più da parte mia. Comunque una gara divertente, sono orgoglioso del risultato. Le ultime settimane sono state più belle di quanto avrei potuto sperare.”

John Harrelson/Getty Images for NASCAR

Cosa non abbiamo visto al Michigan International Speedway

Tony Stewart – Ci aspettavamo decisamente di più dal buon Tony, in questa fase estiva del campionato, ed invece abbiamo visto solo discreti risultati, peggiori di quelli del suo compagno di squadra Ryan Newman, che ha vinto a Loudon, a luglio. In Michigan Stewart ha lamentato un continuo passare dal sottosterzo al sovrasterzo e viceversa, nel tentativo di trovare un equilibrio per la propria vettura e nel dopo gara si è lasciato andare ad un commento decisamente deluso. “Sarò completamente onesto” ha detto il due volte campione della categoria. “Stiamo sprecando uno di quei 12 posti al momento. A questo punto, se andiamo così male, non importa se entriamo nella Chase o meno perchè occuperemmo un posto che qualcun altro, in grado di lottare per il campionato, potrebbe provare a prendere perché il nostro materiale è veramente pessimo al momento.” Il rischio di non vedere Tony nella Chase è relativamente basso, ma è un peccato sapere che “Smoke” non si sente competitivo.

Roush Fenway Racing & Ford – Ahi ahi, sentiranno parecchio mal di schiena dalle parti di Concord, North Carolina, negli uffici del Roush Fenway Racing. La batosta presa sulla pista di casa Ford fa male ed è arrivata, tra l’altro, dopo un buon inizio di gara. Biffle e Kenseth hanno letteralmente dominato, conducendo per 101 giri totali, ma alla fine il team è rimasto con un pugno di mosche. Il migliore al traguardo è stato Kenseth, decimo, che si è lamentato di non aver trovato il bilanciamento che aveva a giugno ed ha patito le gomme usate all’ultimo restart, quando si è trovato subito alle calcagna i rivali con coperture fresche. Biffle ha detto che probabilmente ha perso il filo degli aggiustamenti al setup a causa di un treno di gomme dal comportamento anomale, mentre Edwards è stato afflitto da problemi al motore, che andava a 7 cilindri, probabilmente a causa di un problema elettrico, che lo hanno relegato in 36 esima posizione. Ragan invece è rimasto imbottigliato all’ultimo restart, quando si è fermato a cambiare due gomme. Se a questo aggiungiamo i guai di Marcos Ambrose, che si è ritrovato un buco nel paraurti anteriore ed è stato mandato in testacoda da Kevin Harvick in pit-lane, dritto contro il muretto box, si capisce come mai in Ford vogliano voltare pagina al più presto. Sperando che la pagina di Bristol sia più piacevole.

Denny Hamlin – Mentre Kyle Busch andava a prendersi la quarta vittoria stagionale, il compagno di squadra Denny Hamlin viveva l’ennesimo momento negativo di un’annata ricca ombre, più che di luci, per la Toyota #11 del Joe Gibbs Racing. Anch’egli in balia di un setup altalenante tra il sottosterzo e il sovrasterzo, Hamlin è finito a muro mentre cercava di entrare in curva con un minimo di velocità in più. Le speranza di entrare nella Chase, per il 30enne della Virginia, restano ancorate ad una Wild Card, che potrebbe arrivare sia in virtù degli scarsi risultati che stanno ottenendo gli altri contendenti, Keselowski a parte, sia grazie ai prossimi circuiti, che sarebbero favorevoli ad un Hamlin in condizione. Il nodo resta quindi proprio la condizione, visto che lo stesso Denny ha ammesso che, se vuole arrivare ai playoffs, deve lavorare sodo e rimettere in carreggiata la sua stagione.

Kurt Busch – Anche per Kurt prestazione diametralmente opposta rispetto a quella del compagno di squadra. Alla costanza di rendimento di Keselowski, Busch ha contrapposto una vettura molto veloce sulla breve distanza, ma decisamente ingovernabile su run appena più lunghi di una quindicina di giri. Anche lui ha lamentato un cambio netto di comportamento della sua auto, che potrebbe anche essere dovuto alle nuvole che andavano e venivano sopra il circuito, ed ha finito con l’andare a muro a 3 giri dal termine, mentre era poco fuori la top-10, a causa dello scoppio di un pneumatico. La Chase non è a rischio ma il più grande dei fratelli Busch ultimamente pare un po’ disorientato quando si tratta di adeguare la propria Dodge alle condizioni del tracciato.

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