Sprint Cup Preview – Si fa tappa ad Atlanta per la penultima gara di regular season

Pubblicato: 3 settembre 2011 da Giannazzo in nascar
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Todd Warshaw/Getty Images

Il circuito

L’Atlanta Motor Speedway è situato ad Hampton, una trentina di chilometri a sud di Atlanta, capitale della Georgia, il nono stato più popoloso degli Stati Uniti, l’ultimo degli stati confederati ad essere annesso all’Unione nel 1870.

Presente nel calendario della Sprint Cup fin dal 1960, quando a imporsi nella gara inaugurale fu Fireball Roberts, il quadri-ovale di Atlanta ha ospitato due eventi a stagione fino al 2010. Da questa stagione, in ragione di un netto calo degli spettatori, vi si disputa un solo appuntamento, il penultimo prima della Chase for The Cup, in occasione della festività del Labor Day.

Il circuito ha assunto la caratteristica forma a “D” dopo la ristrutturazione del 1997, in occasione della quale fu praticamente ricostruito, invertendo anche frontstrech e backstretch. Le curve hanno un inclinazione di ben 24 gradi, mentre i rettilinei hanno un banking di 5 gradi e la lunghezza complessiva è di 1,54 miglia. Il rettilineo principale misura 2332 piedi (710 metri) ed è praticamente una semicurva, mentre il backstretch è lungo 1800 piedi (548 metri).
Nonostante le molte sconnessioni, dovute all’usura del manto d’asfalto, le velocità di percorrenza sono elevatissimi, soprattutto a gomme nuove, quando si può fare un giro praticamente senza alzare il piede dall’acceleratore. In entrata di curva, soprattuto la prima, si possono oltrepassare facilmente le 200 miglia orarie, facendo attenzione a non scomporre la vettura con un ingresso troppo brusco, così come è necessario non uscire con troppo sovrasterzo, quando il muretto esterno si avvicina in modo impressionante.

Il quadri-ovale della Georgia detiene il record per la velocità in qualifica più elevata tra le piste dove si corre senza restrictor plates, grazia alla prestazione monstre di Geoffrey Bodine, che nel 1997, con asfalto nuovo, ha girato in 28.074 secondi, pari a 197,479 miglia orarie.

L’albo d’oro di Atlanta è zeppo di grandi nomi, guidati da Dale Earnhardt Sr. con 9 successi e da Cale Yarborough con 7. Tra i piloti in attività, Jeff Gordon può contare su 4 vittorie, mentre Kurt Busch, Carl Edwards, Jimmie Johnson e Tony Stewart sono fermi a 3. Le ultime gare disputate sul tracciato sono andate a Kurt Busch e Tony Stewart nel 2010, ancora Kurt Busch e Kasey Kahne nel 2009, Kyle Busch e Carl Edwards nel 2008. Jimmie Johnson ha colto una doppietta nel 2007.

59 delle 103 gare disputate sul circuito sono state vinte partendo dalla top-5.

Il setup

La criticità dell’Atlanta Motor Speedway risiede nel degrado delle gomme. Per essere veloci occorre un’ottima aerodinamica e un gran motore, ma i tempi decadono anche di 3 secondi nel corso di un run in verde, ragion per cui sta al pilota cercare il maggior grip possibile, esplorando le molteplici traiettorie permesse dalla sede stradale ampia. E’ molto importante anche avere un setup adattabile a diverse condizioni dell’asfalto, perché la temperatura dell’aria si abbassa durante la gara, regalando ai piloti più grip e una maggior velocità con il trascorrere dei giri. La sensibilità della pista alle temperature rende anche molto difficile avere un assetto realmente ottimale, cosa che rende ancora più importante il lavoro del pilota nel cercare di scovare aderenza in ogni situazione.

La strategia

Il divario prestazionale tra gomme nuove e usate dovrebbe rendere difficili eventuali azzardi strategici, ma con la Chase in ballo non si può escludere che qualcuno cerchi di guadagnare posizioni in pista cambiando solo 2 gomme nel finale. Se poi la gara dovesse svolgersi con poche interruzioni, diventerebbe fondamentale la gestione del carburante, che ha già regalato una bellissima vittoria a Ron Hornaday nella Truck Series. A monte ovviamente deve esserci una gran pazienza, per migliorare la propria macchina in attesa che le temperature calino e la bandiera a scacchi si avvicini.

Credit: Kevin C. Cox/Getty Images

I favoriti

Tony Stewart, il vincitore del 2010, pare fuori discussione, ma mai dare per morto il volpone dell’Indiana, storicamente a suo agio sulle piste scivolose e tre volte vittorioso ad Atlanta. Il miglior driver rating sul circuito, 110.1, appartiene a Jimmie Johnson, che può vantare una posizione media al traguardo di 10.4 e una posizione media in gara di 7.5. Tra i favoriti d’obbligo ci sono anche Carl Edwards, che potrebbe tornare sui suoi livelli ad Atlanta, e l’immancabile “Wonder Boy” Jeff Gordon, 4 vittorie, 14 top-5 e 23 top-10 sul tracciato. Tra i primi dieci della generale quello meno a suo agio sull’Atlanta Motor Speedway dovrebbe essere Kevin Harvick, mentre se la gara dovesse decidersi sul consumo di benzina, il primo nome sulla bocca di tutti è quello di Brad Keselowski.

Tra gli outsiders, nelle libere sono andati molto bene in run da almeno 10 giri sia Martin Truex Jr. che Jamie McMurray, già ottimi a Bristol, così come Dale Earnhardt Jr., che ad Atlanta ha vinto nel 2004. Se le Ford dovessero essere in palla, occhio anche a Matt Kenseth e ad AJ Allmendinger.

Una citazione infine per il favorito delle qualifiche, Ryan Newman, che detiene il record di partenze dal palo con 7 pole-positions, a pari-merito con Buddy Baker.

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