Intervista esclusiva a Bob Pockrass – la NASCAR vista con gli occhi di un giornalista

Pubblicato: 6 settembre 2011 da Giannazzo in nascar
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fonte immagine: profilo facebook di Bob PockrassBob Pockrass, 42 anni, nativo di Indianapolis, è uno dei giornalisti più stimati e popolari dell’ambiente della NASCAR. I suoi articoli per SceneDaily.com sono ricchi di approfondimenti e analizzano i fatti da punti di vista diversi ed interessanti, anche quando ciò significa muovere delle critiche.

Abbiamo intervistato Bob per saperne di più sul giornalismo automobilistico americano e in particolare su quello legato alla NASCAR.

Domanda – Come è cominciata la tua carriera di giornalista nel mondo della NASCAR?

Risposta – Dopo essermi laureato alla Indiana University nel 1991, ho cominciato a lavorare come giornalista sportivo per il The News-Journal di Daytona Beach, Florida. Avendo già scritto di gare a ruote scoperte al college, ho aiutato con la copertura della NASCAR e di corse su short-tracks per il quotidiano. Mi sono unito allo staff del magazine NASCAR Scene nel 2003. L’azienda ha poi lanciato SceneDaily.com, il sito per cui principalmente scrivo al momento visto che Scene ha chiuso e si è fuso con NASCAR Illustrated (un mensile) alla fine della stagione 2009.

D – Cosa pensi che la NASCAR rappresenti per l’appassionato di motori americano? La Indycar del 2012 rappresenterà una minaccia per la supremazia della NASCAR?

R – La NASCAR rappresenta un collegamento al desiderio delle persone di guidare la propria auto il più veloce possibile. La Indycar è così diversa dalla NASCR che non rappresenta una minaccia per quanto riguarda il sottrarre tifosi. Ma Indycar e NASCAR competono per i dollari delle sponsorizzazioni. Ragion per cui la NASCAR deve continuare a lavorare sodo per attrarre più tifose e coinvolgere di più gli attuali fans, per mostrare agli sponsor che la NASCAR vale i loro investimenti.

D – C’è un momento nella tua carriera di giornalista NASCAR che sei particolarmente orgoglioso di aver raccontato?

R – Mi piace dare alla gente le informazioni di cui hanno bisogno quotidianamente, aiutarli a capire questo sport. E’ il lavoro di tutti i giorni ciò di cui vado più fiero.

D – Sei un appassionato di motorsport? Segui serie più europee come la Formula 1 o la Intercontinental Le Mans Series?

R – Mi piace guardare le gare automobilistiche ma non sono un fanatico. Seguo tutte le serie motoristiche per quanto riguarda il modo che hanno di operare, che caratteristiche hanno per attrarre fans e quali piloti potrebbero un giorno sbarcare in NASCAR.

D – Sei mai stato ad una gara in Europa?

R – Non sono mai stato ad una gara nel vecchio continente. Sono stato a gare della NASCAR a Città del Messico e a Montreal, ma quelli sono stati gli unici eventi che ho seguito al di fuori degli Stati Uniti.

D – I fans della NASCAR in Europa stanno aumentando. Pensi che ci siano le potenzialità per consolidare questa base?

R – C’è la possibilità che la NASCAR possa creare una serie sotto la propria egida in Europa, così come fa in Messico e Canada. Ma non penso che possa esserci una gara NASCAR oltreoceano a causa del calendario fittissimo.

D – Sappiamo che i piloti della NASCAR sono più “raggiungibili” per i media rispetto ai loro colleghi europei. Puoi descriverci il tuo rapporto con i piloti?

R – Mi piace pensare di avere una buona relazione con i piloti. Il mio lavoro non è essere loro amico ma piuttosto di trattarli con rispetto e correttezza. Non posso paragonare il fornire una copertura alle gare NASCAR con il lavoro su serie europee perché non ho mai scritto di queste ultime. Penso che molto dipenda dal pilota e dalla sua personalità – Se un pilota vuole avere un buon rapporto con i media, l’avrà. Se non lo vuole, non l’avrà. Direi che due terzi dei piloti della NASCAR vogliono un buo rapporto con i media.

D – Pensi che la NASCAR sia sulla strada giusta per attrarre gli utenti Internet? Avremo uno streming a livello di quello della MLB prima o poi?

R – La NASCAR sta facendo un discreto lavoro con il web e i social media. Non sono sicuro riguardo a quando arriverà lo streaming. La televisione e i diritti televisivi sono quelli che fanno sopravvivere le piste e contribuiscono molto au premi. La NASCAR dovrebbe assicurarsi di avere abbastanza introiti dallo streaming, che provengano dai diritti ceduti a qualche provider o dalle vendite di spazi pubblicitari per compensare quello che potrebbe essere l’abbassamento dei diritti televisivi. E’ diverso dal baseball. C’è una sola gara NASCAR per volta. Ci possono essere anche 10 partite di baseball in contemporanea. Di conseguenza lo streaming di un singolo evento non ha sul baseball la stessa influenza che avrebbe per la NASCAR.

D – Ti piacciono le ultime novità regolamentari della NASCAR? Costituiscono un passo in avanti?

R – Le nuove regole riguardo ai punteggi stanno creando incertezza nella corsa alla Chase perché gli scenari per le Wild Cards sono eccitanti, con molti piloti in corsa per i due posti. Mi piacerebbe comunque che fossero dati più punti, in generale, per la vittoria.

Riportiamo anche il testo integrale dell’intervista in inglese, per chi volesse leggerla in lingua originale.

Q – How did you start your career as a NASCAR journalist?

A – After graduating from Indiana University in 1991, I began working as a sports writer for The News-Journal in Daytona Beach, Florida. Having already covered some open-wheel racing while in college, I helped with the NASCAR coverage as well as short-track coverage for the newspaper. I joined the staff of NASCAR Scene magazine in 2003. The company launched SceneDaily.com, and that is primarily what I write for today as Scene ceased publication and merged with NASCAR Illustrated magazine (a monthly) following the 2009 season.

Q – What do you think NASCAR represents for the american motorsport fans? Is the 2012 Indycar championship a possible threat to NASCAR “supremacy”?

A -NASCAR represents a link to people’s desire to drive their own cars as fast as possible. IndyCar racing is so different than NASCAR racing that it isn’t a threat as far as attracting fans. But IndyCar and NASCAR do compete for sponsorship dollars. So NASCAR needs to continue to work on attracting more fans and engaging its current fan base to show sponsors that NASCAR is worth the investment.

Q – In you career as a NASCAR journalist, is there a moment you are particularly proud to have written about?

A – I enjoy giving people the information they need daily, helping them understand the sport. It’s the daily work that I’m most proud of.

Q – re you a motorsport fan? Do you follow more european-centered series such as Formula 1 or Intercontinental Le Mans Championship?

A – I enjoy watching motorsports but I am not a fanatic. I follow all forms of racing in terms of how they operate, what attracts them to fans and who might end up in NASCAR.

Q – Have you ever attended a race in europe?

A – I have never attended a race in Europe. I have been to the NASCAR races in Mexico City and Montreal but those are the only races I’ve covered outside the United States.

Q – NASCAR european fanbase is growing, do you think there’s potential for consolidating this fanbase?

A – There is potential that NASCAR could sanction races for a series in Europe, much like it does in Canada and Mexico. But I do not see NASCAR having a race overseas because its schedule is so tight already.

Q – We know that NASCAR drivers are more available for the media than their european colleagues. Can you describe How’s your relationship with the drivers?

A – I’d like to think I have a good relationship with drivers. My job isn’t to be their friend but rather treat them with respect and fairness. I can’t compare covering NASCAR to covering European series because I have never covered a European series. I think it mostly depends on the driver and the driver’s personality – if the driver wants to have a good relationship with the media, the driver will. If the driver doesn’t want that relationship, the driver won’t have it. I would say two-thirds of the NASCAR drivers want to have a good relationship with the media.

Q – Do you think NASCAR is on the right track to reach the internet people? Will we have an MLB-like video streaming service sooner or later?

A – NASCAR is doing a decent job using the Internet and social media. I am not sure when video streaming will come. Television and media rights are what keep the tracks afloat and are big contributors to the race purse. NASCAR would need to make sure it is generating enough revenue in streaming races, either by a rights fee through a provider or advertising sales in order to compensate for what likely would be lower TV rights fees overall. This is different than baseball. There is only one NASCAR race going on at a time.There can be 10 baseball games at once. So the streaming of a live event doesn’t have as much impact on baseball’s television numbers as it would in NASCAR.

Q – Do you like the new rules NASCAR put in place this year? Are they a step forward?

A – The new rules as far as the points are creating drama leading up to the Chase because the wild-card scenarios are exciting with lots of drivers vying for the wild card. I would still like to see more points, in general, for a win.

Stay Tuned!

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