Sprint Cup – Richmond: Qualcuno può fermare il dominio del Joe Gibbs Racing?

Pubblicato: 10 settembre 2011 da Giannazzo in nascar
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Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Il CIRCUITO

L’ovale di Richmond, 0,75 miglia in totale, è un altro dei punti fermi del calendario della Nascar, situato com’è nel mercato fondamentale del sud-est degli States, ed è sempre stato teatro di gare spettacolari e combattute.

Inaugurato nel 1946 come ovale sterrato da mezzo miglio, il Richmond International Speedway ha ospitato la sua prima gara sanzionata dalla NASCAR nel 1953. In quell’occasione fu Lee Petty ad imporsi. Nel 1988, dopo la gara di febbraio, parte del circuito fu ricostruita, portandolo all’attuale lunghezza di tre quarti di miglio.

Sono 5 i piloti appaiati in testa alla graduatoria del maggior numero di vittorie a Richmond, tutti con 3 suuccessi: Dale Earnhardt Jr., Tony Stewart, Jimmie Johnson , Kyle Busch e Terry Labonte. Il leader all-time è ovviamente The King, con 13 affermazioni.

Negli ultimi anni il tracciato è stato terra di conquista per il Joe Gibbs Racing, che con Denny Hamlin e Kyle Busch ha vinto le ultime 5 gare disputate sull’ovale della Virginia.

Una delle piste preferite dal pubblico e dai piloti, il Richmond International Raceway offre un mix di curve che rappresentano una sfida impegnativa, poichè si tratta del classico circuito dove non si può raggiungere un setup ottimale per ogni tratto. Visto dall’alto, il tracciato è a forma di lettera D, con un rettilineo inclinato di 8 gradi, una retta opposta da 2 gradi di pendenza e delle curve da 14 gradi di banking.

L’ingresso in curva 1 è molto critico perché richiede una frenata piuttosto decisa mentre si sterza ed è facile vedere auto instabili in questa fase, così come in uscita di curva 2, molto più secca con il muro che si avvicina velocemente proprio mentre termina il banking e il posteriore della vettura tende a diventare “leggero”, che causa sovrasterzi spettacolari per tutta la gara e più di qualche grattacapo ai meccanici.

Il complesso di Curva 3 e 4 è invece opposto, con la frenata da impostare sul piano per far coricare la macchina sul banking e l’uscita di curva ampia che porta sul rettilineo principale.

IL SETUP

Vista la criticità delle frenate di curva 1 e 3, diventa fondamentale avere un impianto frenante di ottimo livello e durata, così come importante diventa riuscire a guidare risparmiando i propri freni per poterlo sfruttare maggiormente nel finale.

Come spesso accade su questo tipo di piste, per andare forte bisogna andare piano, cioè mollare presto l’acceleratore e assicurarsi di non “spremere” troppo la vettura, guadagnando terreno in accelerazione piuttosto che in frenata.

Mantenere il proprio ritmo è solo la prima difficoltà, perchè se non si ha una vettura in grado di girare sia all’interno che all’esterno si rischia di rimanere imbottigliati nell’immancabile traffico causato dalla ridotta lunghezza del circuito.

Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

LA STRATEGIA

La Wonderful Pistachios 400 si disputerà sulla distanza di 400 giri, pari a 300 miglia. Le vetture monteranno lo stesso tipo di pneumatici Goodyear utilizzati ad Aprile e possiamo aspettarci soste, in caso di lunghi stint in regime di bandiera verde, ogni 90-95 giri a seconda del consumo di carburante.

Matematicamente sono ancora molti i piloti che possono ambire ad un posto nella Chase, soprattutto se Tony Stewart, Dale Earnhardt Jr. o Denny Hamlin dovessero avere qualche grosso problema nelle battute iniziali della gara. In questo caso potremmo aspettarci azzardi consistenti, come cambiare due sole gomme o non cambiarne affatto, da parte di piloti come Clint Bowyer o AJ Allmendinger.

Non è da sottovalutare nemmeno la corsa a tre punti bonus da parte degli otto piloti che sono già sicuri del proprio posto ai playoffs. Anche loro non esiteranno a forzare la mano, o per meglio dire il paraurti, pur di presentarsi con un vantaggio in più a Chicago la prossima settimana.

I FAVORITI

Dopo la vittoria di Kyle Busch ad aprile, il favorito d’obbligo è ancora il pilota della Toyota Camry #18 del Joe Gibbs Racing. L’uomo di Las Vegas ha dalla sua un’impressionante posizione media al traguardo di 4.9 e un driver rating di 116, peggiore solo di quello di Denny Hamlin, che è di 120.4. Il pilota della Virginia ha vinto le ultime due edizioni della gara autunnale di Richmond e si presenta come il principale contro-favorito. Terzo incomodo potrebbe essere Jimmie Johnson, molto in palla nelle prove libere e forte di una buona posizione di partenza. Tra i big è bene non sottovalutare, e come si potrebbe, Jeff Gordon, ormai una minaccia ovunque. Anche Tony Stewart e Kevin Harvick hanno dei buoni numeri sul circuito.

Tra i piloti Dodge quello messo meglio sul passo sembra Brad Keselowski, mentre sono tutti piuttosto nascosti i piloti Ford, con il solito Carl Edwards a presentarsi come il più solido del lotto. Qualche sorpresa, basandosi sulle performance delle libere, potrebbero riservarla Martin Truex Jr., Jamie McMurray e Kasey Kahne.

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