F1, L’ importanza….di essere eliminati in Q1.

Pubblicato: 14 settembre 2011 da peppe1981 in formula 1
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immagine tratta dal sito http://www.motorsport.com

Le ragioni di un cambiamento. Fino alla stagione scorsa il nuovo format delle qualifiche introdotto a partire dal 2006 con tre manches ad eliminazione progressiva, ci aveva abituato ad una costante: salvo alcuni casi eccezionali,chi veniva estromesso nel primo segmento vedeva in buona parte compromessa la gara.
Al pilota incappato nell’eliminazione in Q1,stante la cronica difficoltà nel realizzare sorpassi,non restava che cercare di allungare il più possibile il primo stint (caricando più carburante -quando c’erano ancora i rifornimenti- e montando le gomme più dure),confidando magari in una gara caratterizzata da safety-car o condizioni meteo particolari.
Quest’anno,invece, due nuove variabili sono intervenute a modificare il quadro complessivo: il drs e le gomme Pirelli.
L’ala mobile, criticata non senza validi argomenti dai puristi del sorpasso “old style”,
ha comunque avuto un impatto innegabile, favorendo le manovre di attacco a scapito dei trenini.
A movimentare le gare hanno contribuito in maniera significativa anche le caratteristiche delle nuove gomme.
Le vecchie Bridgestone avevano una durata decisamente superiore con una grande costanza di rendimento e un degrado poco significativo,tanto che si arrivò al caso limite di Monza 2010 dove Vettel effettuò il pit-stop obbligatorio solo all’ultimo giro.
Le nuove Pirelli,invece, sono state concepite per avere un utilizzo assai diverso: anche la mescola più dura ha una durata utile generalmente non superiore ai 20-25 giri (meno di metà gara),il pneumatico riesce a dare il meglio di sè nei primi passaggi (cioè quando è nuovo),poi il degrado è pronunciato tanto che in più occasioni si è dimostrato produttivo – per guadagnare posizioni- anticipare la sosta.
Le possibilità di sorpasso largamente aumentate,l’incremento esponenziale del numero di pit stop,la delicata gestione delle gomme hanno reso evidentemente molto meno decisiva una buona posizione in griglia di partenza in funzione del risultato della gara,anzi si può dire che in molti casi risulta vero il contrario (almeno per quanto riguarda i team di metà schieramento).

Il paradosso.In ragione dei motivi espressi precedentemente (più sorpassi,più pit-stop,l’importanza di avere treni di gomme nuove o poco sfruttate) si può dire che la strategia di gara comincia dalle…qualifiche.
E cosi vediamo per esempio piloti giunti in Q3 che decidono di non scendere in pista o effettuano un unico tentativo, rinunciando successivamente ad attaccare la pole o si limitano a piazzare solo un tempo di sicurezza con le dure avendo scelto questo tipo di gomme per il primo stint.
Tutto ciò ha portato qualcuno a parlare di “morte delle qualifiche” e si è aperto un dibattito che ha visto avanzare l’ipotesi di rendere disponibili più treni di gomme o addirittura di fornire la top ten di apposite gomme da qualifica.
Tralasciando questa discussione (che richiederebbe un post a parte),ci vogliamo concentrare su un corollario per certi versi paradossale -ma, considerate le variabili tecniche in gioco,perfettamente logico- di questa nuova F1 e cioè,come recita il titolo, l’importanza di essere eliminati in Q1.
In queste prime 13 gare di campionato è successo ben 11 volte che un pilota che, per qualsiasi motivo, non abbia superato la prima fase delle qualifiche, sia poi andato a punti (Webber in Cina -addirittura a podio-, Heidfeld a Barcellona, Schumacher e Maldonado a Spa, Buemi in Ungheria, Kobayashi in Turchia e Germania, Alguersuari in Canada, a Valencia, Silverstone e Monza).
Il paradosso è ,in realtà, solo apparente perchè è di tutta evidenza che, esaminando il tutto su di un’ipotetica bilancia, il “peso” di aver risparmiato uno, se non due treni di morbide e almeno due treni di dure, riesce ,negli esempi esaminati, a più che controbilanciare la posizione in griglia più arretrata, almeno nel confronto con vetture di prestazioni teoricamente simili o finanche leggermente superiori.
Estremamente indicativo è il caso di Alguersuari,il quale ha raccolto ben 15 dei suoi 16 punti essendo eliminato in Q1.
E allora ci permettiamo, nel nostro piccolo, di avanzare una provocazione (mica tanto campata in aria) allo spagnolo e ai piloti che, come lui,in condizioni normali, pur superando la prima tagliola, avrebbero pochissime speranze di andare oltre una 14esima-15esima posizione: a questo punto estremizzate il concetto e presentativi in Q3 col preciso intento di essere eliminati,qualificandovi solo davanti ai piloti delle nuove scuderie:considerato che le Lotus di Kovalainen e Trulli (le monoposto più veloci tra le quelle delle ultime tre file) pagano comunque ai più lenti delle vecchie scuderie almeno 1 secondo- 1 secondo e mezzo , per centrare l’obiettivo potrebbe essere sufficiente scendere in pista solo con le dure,conservando per la gara ben tre treni di morbide!

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