IndyCar, Motegi gara: L’analisi.

Pubblicato: 18 settembre 2011 da peppe1981 in Indycar
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immagine tratta dal sito media.indycar.com

I pretendenti al titolo. Scott Dixon centra il bottino pieno a Motegi: vittoria più punti bonus per la pole e il maggior numero di giri condotti in testa (62 sui 63 totali), rientrando in piena lotta per il titolo.
Ma il bilancio del team Ganassi è dai due volti: a far da contraltare alla splendida performance del pilota neozelandese, c’è il mezzo disastro di Franchitti.
Lo scozzese, reduce da una difficile qualifica che lo aveva visto solo nono, con una buona partenza si era portato in quinta posizione,ma in fase di ripartenza dopo la prima situazione di caution ha tamponato Briscoe, innescando una carambola che ha coinvolto anche i piloti del team satellite di Ganassi – Rahal e Kimball-: tutti sono riusciti a proseguire,ritrovandosi,però ,in fondo al gruppo.
Chip Ganassi, in diretta poco dopo l’incidente e poi dopo anche a fine gara, ha criticato duramente Franchitti giudicando troppo ambiziosa la sua manovra,accusandolo senza mezzi termini di aver rovinato non solo la sua gara,ma anche quella di Rahal e Kimball (e di Briscoe aggiungiamo noi,meritando il drive through che la direzione gara gli ha assegnato).
Per carità qui non vogliamo mettere in dubbio le qualità di team owner di Ganassi (i risultati della sua squadra, in IndyCar e non solo, parlano per lui),però in questa specifica circostanza ci sentiamo di dissentire dalla sua reazione.
Franchitti ha fatto un errore grave,questo è certo,soprattutto per un pilota del suo talento e della sua esperienza,che oltretutto si stà giocando un campionato,però,come si suol dire, “i panni sporchi si lavano in famiglia” e Ganassi poteva risparmiarsi la reprimenda per un faccia a faccia privato col suo pilota.
Inoltre l’errore del pilota scozzese,arrivato decisamente lungo alla prima curva,è sembrato il frutto non solo di un improbabile attacco a Briscoe,ma anche dell’intenzione di Dario di resistere a Kimball che lo aveva affiancato all’esterno.
E qui ci sarebbe ancora da valutare l’operato di Ganassi: nel team Penske,dopo qualche disastro iniziale (vedi tamponata di Castroneves a Power a Long Beach), è stata fatta chiarezza sui ruoli all’interno della squadra,con Castroneves e Briscoe che si sono votati alla causa del loro caposquadra,scortandolo ed evitando di attaccarlo in più di un episodio (vedi Edmonton e Sonoma).
Invece nel team Ganassi (globalmente considerato includendo anche la squadra satellite) ciò non è stato fatto lasciando Rahal e Kimball liberi di correre per sè stessi con licenza anche di attaccare.
Nelle prime fasi di corsa per esempio Franchitti,in quel momento sesto, ha dovuto azzardare un sorpasso molto rischioso proprio ai danni di Kimball, che lo stava rallentando facendogli perdere terreno prezioso.
Sicuramente da un certo punto di vista la gestione di Ganassi può essere giudicata molto sportiva, ma in un campionato cosi aperto potrebbe rivelarsi controproducente in vista del risultato finale.
Abbiamo definito la gara di Franchitti solo un mezzo disastro e non uno completo,perchè poi, con lucidità e caparbietà, Dario ha rimediato in parte riemergendo dalla coda del gruppo sino all’ottavo posto finale,che,però, non gli consente di mantenere la vetta della classifica,persa a favore di Power.
Proprio l’australiano è quello che viene via da Motegi più soddisfatto: ha conquistato la prima posizione in campionato (che guida ora con 11 punti di margine su Franchitti e 59 su Dixon) e si è aggiudicato per il secondo anno di fila il trofeo intitolato a Mario Andretti che premia chi ottiene il miglior punteggio nelle gare stradali.
A Motegi Dixon aveva qualcosa in più e Power,soprattutto conoscendo le vicissitudini di Franchitti,ha corso molto bene cercando di controllare la situazione e portando a casa intelligentemente una seconda piazza importantissima in ottica campionato.

Gli altri. Per quanto riguarda la gara degli “altri” molto bene Marco Andretti,terzo,che ha messo in atto una diversa stategia di utilizzo delle gomme montando le dure nel primo stint a differenza degli altri piloti delle prime file, e Tagliani e Servia, quarto e quinto,che hanno messo a frutto la loro esperienza rimediando ad una brutta qualifica che li vedeva appaiati in ottava fila.
Si conferma ancora una volta nella top-ten Bourdais,sesto per la quarta volta in stagione,mentre premiata la gara giudiziosa di Hildebrand e di Danica Patrick,che, con una buona strategia e tenendosi lontani dai guai,hanno concluso,rispettivamente,l’uno settimo e primo dei rookie (rafforzando la leadership nella speciale classifica) e l’altra undicesima e prima delle ladies in pista.
Sato ha concluso decimo una gara che lo ha visto dare (con Viso) e ricevere (con De Oliveira) botte risultando,comunque,la migliore delle vetture in livrea Lotus.
Le note negative vengono per Hinchcliffe e Jakes che dopo un’ottima qualifica sono “spariti” in gara,da Kanaan,cui stavolta non è riuscito il miracolo di ribaltare una qualifica disastrosa,e da Castroneves,che, dopo aver raddrizzato una gara compromessa da un’escursione fuori pista al via,ha gettato il settimo posto finale compiendo un sorpasso in regime di bandiere gialle venendo retrocesso per questo in 22esima posizione.
Sicuramente da recriminare avranno Rahal, Kimball e Viso,la cui ottima gara è stata vanificata da contatti che li hanno visti protagonisti incolpevoli di manovre errate poste in essere,curiosamente,dai loro compagni di squadra.

La gara di Pantano. Pantano ha chiuso sedicesimo,come giudicare la sua prova?
Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno si tratta del miglior piazzamento di queste 3 gare, condito anche dal giro più veloce in gara (1.40.245), da una bella difesa della posizione nei confronti di un arrembante Franchitti e da due caparbie risalite dopo altrettanti lunghi.
Ma il giro più veloce (e qui veniamo al bicchiere mezzo vuoto) non fa che aumentare i rimpianti per una qualifica solo da nona fila,sicuramente penalizzante in un circuito dove superare è risultato essere difficile: e infatti,dopo aver effettuato una sosta anticipata per cercare di mischiare le carte, Giorgio è finito una prima volta fuori pista nel tentativo di passare la De silvestro.
Ritrovatosi ultimo, Pantano era poi risalito diciassettesimo. Poi,proprio dopo il tentativo di difesa da Franchitti,ha cominciato ad avere problemi in staccata sino ad una seconda uscita di pista che lo ha ricollocato di nuovo in ultima posizione.
Infine una mini-rimonta lo ha portato sino al sedicesimo posto finale.

commenti
  1. Fabio83 scrive:

    da supporter di Power non posso che essere contento della riconquista della leadership, per il resto, in effetti Franchitti ha osato un po’ troppo dopo la ripartenza, ma di certo Motegi non si è rivelato un tracciato in cui era facile sorpassare, la vedo come una piccola ricompensa per le bastonate non punite che Power ha subito a Toronto anche dallo stesso Franchitti.
    Infine Pantano… gara così così proprio considerando che faceva tempi migliori del leader in più occasioni, ma sembrava avesse dei costanti problemi in frenata. Continuo a sperare in un posto fisso (anche solo per il trofeo Andretti) per il 2012.

    P.S.: piccolo off topic… ora dopo la Indy spero di godermi tre belle gare del BTCC dopo il pesante litigio tra Plato e Neal!

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