Il circuito e i precedenti. Torna in pista l’Indycar per il penultimo appuntamento stagionale: dopo sei stradali nelle ultime sette gare il finale di campionato prevede due gare su ovali,partendo domenica prossima dal Kentucky Speedway.
Relativamente recente (ultimato nel 2000),il circuito è situato a Sparta, città dello stato del Kentucky nella parte centro-orientale degli Stati Uniti, e appartiene alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto.
La lunghezza è pari a 1.5 miglia (pari a 2.4 km) e la gara si articolerà su 200 giri per la distanza complessiva di 300 miglia (cioè 480 km).
Quello del Kentucky è un appuntamento ormai classico,l’IRL prima e l’IndyCar poi vi corrono ininterrottamente dal 2000: il record sul giro in qualifica appartiene a Sarah Fisher, che nel 2002, girando in 24.0661 secondi alla media di 221.390 miglia orarie (356.293 km/h),ottenne la pole (prima di una donna nella storia dei maggiori campionati a ruote scoperte).
Nelle edizioni precedenti il maggior numero di vittorie (due a testa) è di Buddy Lazier e Sam Hornish jr,mentre il team Penske è la squadra che ha ottenuto qui il maggior numero di successi (tre).
Tra i piloti in griglia qui hanno vinto Tony Kanaan (2007), Scott Dixon (2008), Ryan Briscoe (2009) e Helio Castroneves (2010).
Proprio Scott Dixon è il pilota che vanta qui i migliori precedenti tra i tre che sono in lotta per il titolo: il neozelandese ha ottenuto,infatti, in otto partecipazioni, una vittoria, due poles e quattro arrivi nella top-five, mentre Power,in tre precedenti,è partito una volta in prima fila ed è arrivato due volte nella top-ten e Franchitti,nei sei precedenti, è scattato due volte in prima fila,ma ha ottenuto un solo arrivo nella top-five.
Tre volte è successo che il pilota vincente al Kentucky Speedway ha conquistato il titolo a fine stagione (Buddy Lazier nel 2000, Sam Hornish Jr. nel 2006 e Scott Dixon nel 2008).

L’entry-list . Saranno ben 29 le vetture al via con molte novità rispetto all’ultimo appuntamento di Motegi (dove le monoposto erano 26): tornano in pista dopo aver saltato la trasferta giapponese Ed Carpenter, con la squadra di Sarah Fisher,e Pippa Mann,con il Rahal Letterman Lanigan Racing, e il Panther Racing schiererà una vettura in più per Buddy Rice;il Sam Schmidt Motorsports rivoluziona la propria formazione sostituendo Tagliani e Mutoh con Wheldon e Cunningham,il team Conquest, perso Saavedra per motivi di budget (già rimpiazzato a Motegi con De Oliveira) proporrà Dillon Battistini,mentre gli specialisti degli stradali Bourdais e Pantano saranno sostituiti,rispettivamente, da Alex Lloyd (Dale Coyne Racing) e Townsend Bell (Dreyer & Reinbold Racing).
Due delle new-entry (Battistini e Cunningham) hanno vinto al Kentucky Speedway quando militavano nella Indy Lights,categoria propedeutica alla IndyCar.

La situazione di campionato.Dopo la gara di Motegi è cambiato il leader della classifica generale: ora comanda Will Power con 11 punti su Franchitti e 59 su Dixon.
Solo questi tre piloti la metematica ci dà ancora in lizza per il titolo,ma Scott Dixon per continuare ad essere della partita anche nell’ultima gara deve ridurre a meno di 53 punti il suo distacco dalla vetta (quindi deve recuperare almeno 7 punti a Power e non deve perderne più di 5 dal compagno di squadra),mentre Franchitti non deve perdere più di 41 punti da Power.
Quest’ultimo,a sua volta,è l’unico che ha la possibilità di vincere il titolo già domenica prossima con una gara di anticipo: per farlo deve vincere la gara ottenendo pole e maggior numero di giri in testa con Franchitti dal diciottesimo posto in giù, oppure deve vincere la gara ottenendo almeno uno tra pole e maggior numero di giri in testa con Franchitti dal venticinquesimo posto in giù: a meno di catastrofi per lo scozzese quindi difficilmente la partita si chiuderà già in Kentucky.
In IndyCar dal 2006 il titolo si aggiudica sempre all’ultimo appuntamento (che quest’anno si correrà a Las Vegas): negli ultimi cinque anni,però,solo in due occasioni il pilota in testa alla classifica alla vigilia delle ultime due gare ha vinto poi il titolo a fine anno,mentre in ben tre occasioni il titolo è andato al pilota che,sempre a due gare dal termine,si trovava in seconda piazza:in tutti e tre i casi si è trattato di Dario Franchitti,guarda caso il pilota che anche quest’anno,a due gare dal termine,si trova in seconda posizione: Power è autorizzato agli scongiuri!
Oltre il titolo della classifica generale,dopo che Power si aggiudicato a Motegi il trofeo Andretti per il maggior numero di punti sugli stradali, nelle ultime due gare resta da assegnare l’altro trofeo, dedicato ad A.J. Foyt (4 volte vincitore della Indy 500) per il maggior numero di punti ottenuti sugli ovali.
In questa speciale classifica comanda Dixon con 181 punti,davanti a Franchitti (164), Power (145) e Servia (144):al momento è possibile che le tre classifiche (generale,Andretti,Foyt) vedano tre vincitori diversi!
Ancora da assegnare (e molto combattuto) è anche il titolo di rookie of the year: nella classifica dei debuttanti comanda Hildebrand con 14 lunghezze di vantaggio su Hinchcliffe,per il quale risulta per il momento decisiva in senso negativo l’assenza nella prima gara stagionale, visto che ha una media punti/gara superiore all’avversario.

Sospeso Al Unser jr.Ne sembrava definitivamente uscito e invece Al Unser jr,due volte vincitore ad Indianapolis e consulente della IndyCar (istruttore,ambasciatore e giudice di gara) è ricaduto nell’alcolismo.
Little Al è stato arrestato ad Albuquerque, New Mexico, per guida pericolosa e abuso di alcol alla guida. L’IndyCar non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito,ma lo ha rimosso da ogni incarico e lo ha sospeso a tempo indeterminato.

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