IndyCar, Kentucky: Carpenter in volata dopo il caos ai box.

Pubblicato: 3 ottobre 2011 da peppe1981 in Indycar
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immagine tratta dal sito media.indycar.com

La cronaca. Il leader della classifica Will Power parte in prima posizione (portando a casa il punto extra della pole) affiancato da Graham Rahal, gli altri championship contenders sono attardati: Dixon scatta settimo, Franchitti, afflitto da problemi al motore, solo undicesimo.
Al via Power prende il comando e guida autorevolmente il primo quarto di gara accumulando sino a tre secondi su Rahal (un vantaggio di tutta comodità in un ovale dove i 29 piloti sono racchiusi in qualifica in mezzo secondo e i distacchi si misurano in millisecondi).
Franchitti ,però, non è da meno: recupera sino in sesta posizione e viaggiando in scia riesce a conservare un pò di carburante.
Dopo il ritiro di Castroneves per problemi al motore,si apre la finestra della prima sosta ai box: tra i primi a fermarsi proprio Power e si verifica l’episodio che gli compromette la gara (e, forse, il campionato).
Accade che mentre l’australiano stà sopraggiungendo nella propria piazzola,da quella immediatamente precedente il team Dreyer & Reinbold fa incautamente ripartire Ana Beatriz: collisione tra le due monoposto e danni alla fiancata sinistra della vettura di Power,che rientra nono.
Tattica “alla Schumacher” per Franchitti: resta in pista due giri in più rispetto agli avversari,spinge a fondo e anche grazie ad un pit-stop perfetto rientra addirittura in prima posizione.
Al giro 80 la prima bandiera gialla causata da detriti in pista: si tratta proprio dei pezzi della carrozzeria di Power.
Tutti approfittano della situazione di caution per rifornire,mentre Power è costretto a fermarsi ben tre volte affinchè i meccanici Penske possano “sistemargli” col nastro adesivo la fiancata:mezzo miracolo del team del Capitano che riesce a rimandare in pista Power a pieni giri.
Si riprende al giro 93: Franchitti precede Andretti e Dixon,Power è 23esimo.
Giro 137: Simona De Silvestro si gira nella pit-lane e travolge i meccanici di Viso (KV-Lotus),i quali perdono gli pneumatici che erano pronti a montare al venezuelano che scivolano pericolosamente verso la pista: bandiera gialla.
Ancora una volta tutti ne approfittano per rifornire: Andretti,fino a quel momento autore di un’ottima gara e secondo alle spalle di Franchitti, nel ripartire si scontra con Lloyd, che stava raggiungendo la propria piazzola, coinvolgendo anche Viso:ritiro per Marco e Lloyd,mentre Viso riuscirà ad arrivare in fondo,ma classificato con 8 giri di ritardo.
Le disavventure in pit-lane non sono però finite:Hildebrand,anche lui fino ad allora buon protagonista della gara, manca la piazzola e investe i suoi meccanici.
Si riprende al giro 145: tutti i piloti non riuscirebbero ad arrivare in fondo con il carburante a bordo,essendo “corti” di almeno 7 giri: ci vorrebbe una nuova bandiera gialla,che si materializza (terza ed ultima della gara) quando al giro 167 Ana Beatriz completa la sua giornata disastrosa finendo a muro.
Bandiera verde al giro 178: Carpenter supera Dixon per la seconda posizione e si mette alla caccia di Franchitti.
La vettura dell’americano sembra averne decisamente di più tanto da consentirgli di tenere costantemente l’esterno,cioè la traiettoria alta:inizia cosi un bellissimo confronto side by side, con Franchitti e Carpenter praticamente appaiati ruota a ruota per 20 giri, nei quali il distacco sulla linea del traguardo supera solo una volta il decimo di secondo.
Il pilota di Sarah Fisher,particolarmente a suo agio su questo circuito dove lo scorso anno ottenne la pole e giunse secondo, esce meglio dall’ultima gara e riesce a mettere il musetto davanti sulla linea del traguardo 7 volte su 9 tra il giro 191 e 199: risulta chiaro che arrivando in volata prevarrà,cosi gli ingegneri comunicano a Franchitti di usare una sola volta per giro il push-to-pass in modo da averne ancora uno a disposizione per il colpo di reni finale.
Ma lo scozzese,come dichiarerà a fine a gara,per un errore di calcolo arriva all’ultimo giro senza più push-to-pass e Carpenter,uscendo più forte dall’ultima curva, lo passa a poche centinaia di metri dalla fine,bruciandolo sul traguardo per appena 9 millesimi di secondo,sesto distacco più contenuto nella storia dell’ IndyCar.
Franchitti porta a casa il bonus di 2 punti per il maggior numero di giri condotti in testa,Dixon chiude terzo,Power,complici i ritiri per i contatti ai box,risale qualche posizione, e con una vettura palesemente danneggiata riesce a chiudere 19esimo.

I riflessi sul campionato. Per effetto dei risultati della gara del Kentucky,la matematica ha emesso due verdetti entrambi riguardanti Dixon: il neozelandese porta a casa il trofeo A.J. Foyt per il maggior numero di punti sugli ovali (ricordiamo che l’ultima gara di Las Vegas è esclusa da questa speciale classifica),ma non ha più possibilità di vincere il titolo,che quindi resta un affare a due tra Franchitti e Power.
Lo scozzese riconquista la leadership della classifica dopo averla persa a Motegi: distaccato di 11 punti prima del Kentucky, si presenterà a Las Vegas per l’ultima gara di campionato con 18 punti in più del rivale australiano.
La volata persa con Carpenter,però,gli costa, oltre alla vittoria, 10 punti in meno in classifica: quegli stessi punti che gli avrebbero consentito di aggiudicarsi il trofeo Foyt e che gli avrebbero permesso di correre a Las Vegas con maggiore tranquillità.
Il rammarico di Franchitti,comunque, è nulla rispetto a quello di Power: l’australiano aveva coronato un lungo inseguimento riguadagnando in Giappone la testa della classifica.
Considerato meno performante sugli ovali, Power aveva smentito tutti conquistando la pole,con i team-mates Castroneves e Briscoe dispersi in ottava e nona fila e il duo Ganassi alle prese con inattese difficoltà.
Un ottimo start e una prima parte di gara dominata,poi l’incolpevole scontro con la Beatriz, che gli ha danneggiato la macchina e compromesso la gara,relegandolo al 19esimo posto finale, risultato estremamente bugiardo considerando il passo messo in mostra dal talentuoso pilota della Penske.

La gara degli altri.Con il quarto posto del Kentucky e il contemporaneo disastro ai box di Hildebrand (20esimo),James Hinchcliffe guadagna la testa della classifica dei rookie,il cui titolo resta,però,apertissimo: il canadese a Las Vegas deve gestire un vantaggio di soli 6 punti.
Bene Hunter-Reay,quinto, come al solito consistente Servia,sesto, mentre Danica Patrick, buona decima,conferma di trovarsi molto più a suo agio sugli ovali.
Positivi i ritorni di Rice, Bell e Wheldon (rispettivamente nono,undicesimo e quattordicesimo), Briscoe,ottavo, è il migliore della Penske dopo i problemi di Power,da sottolineare la grande gara del debuttante Wade Cunningham: il neozelandese, campione del modo Kart nel 2003,si era un pò perso per mancanza degli appoggi giusti,ma nel Kentucky,da rookie, ha mostrato tutto il suo talento con il settimo posto finale.
Note negative per Marco Andretti e Hildrebrand, che hanno rovinato per errori in pit-lane una gara da possibile podio,per il team Lotus,con tutti e tre i piloti lontani dalla top ten, e pre tre delle quattro ladies in pista: la De Silvestro si è girata nella corsia di box ferendo un meccanico e dando la colpa alle gomme fredde, la Beatriz è finita violentemente a muro in una gara che verrà ricordata per il contatto con Power (nell’episodio specifico,però,la brasiliana ci sembra incolpevole,visto che il via dalla piazzola le è stato segnalato dalla squadra),impresentabile,infine, Pippa Mann.
L’inglese,che già a Loudon aveva picchiato nelle qualifiche dovendo rinunciare alla gara, qui si è ripetuta nelle prove costringendo ad un super-lavoro il team Rahal,che è riuscito a metterla in pista per la gara, conclusa,però,a ben tre di giri di distacco.
Strano che Bobby Rahal continui a proporla in pista,se consideriamo che al figlio Graham (positivo anche nel Kentucky con una prima fila in qualifica e una gara condotta nelle posizioni di vertice fino all’infelice pit-stop finale) non abbia mai dato una chance reale.

commenti
  1. MFabio83 scrive:

    che gara stupenda!!! anche se mi spiace da matti per Power e Andretti, non so neanche dire di chi è la colpa dei due incidenti, Andretti ha di certo esagerato per paura che Rahal gli soffiasse la posizione e si è buttato contro Lloyd, mentre per Power non saprei come dividere le colpe tra lui e Beatriz.
    viaggiano costantemente oltre i 350 km/h a pochi centimetri affiancati l’un l’altro e il caos si crea in zona box a velocità sotto i 100. alla fine è il bello e il brutto degli ovali, ma alla fine, pur non sopportando molto Franchitti, ieri con Carpenter ha fatto degli ultimi giri stupendi

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