CERCASI KAMUI DISPERATAMENTE

Pubblicato: 6 ottobre 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in fia, formula 1, FOTA, SAUBER, segnalazioni
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Dei tanti giovani piloti che si sono affacciati al mondo della F1 negli ultimi anni, sicuramente tra i più interessanti c’è Kamui Kobayashi, pilota giapponese del team Sauber. Il pilota nipponico esordì in F1 3anni fa in Brasile con la Toyota al posto di Timo Glock infortunatosi al gp d Suzuka. Subito ha dimostrato di saperci fare mettendo in crisi anche un veterano come Jarno Trulli all’interno della stessa scuderia, e dimostrandosi subito veloce e fortissimo nei sorpassi. Kamui è molto diverso dai piloti nipponici che si sono affacciati in questi anni nel mondo dei gp. Sarà per via della lingua e della formazione motoristica nel paese asiatico, ma i piloti del sol levante hanno sempre faticato  nella massima formula, anche se simpaticissimi  e dimostrando sempre grande impegno. La mancanza di background di corse europee ha sempre inciso nella carriera dei piloti samurai. Da Hoshino, Hosemi e Takahara pionieri tra i primi protagonisti nella F1 degli anni 70,

chi si ha contraddistinto di più sono stati Aguri Suzuki, a podio nel 90 con la Larousse proprio in Giappone (primo podio per un giapponese) e Katayama, mai a podio ma onesto lavorato con Tyrrell e Minardi. Le apparizioni di fine anni 90 di Takagi o Inoue non hanno portato molto alla causa giapponese fino all’arrivo di Takuma Sato, che con la BAR è riuscito ad andare a podio nel gp degli stati uniti dopo 20anni di assenza da parte degli occhi a mandorla nelle zone nobili della classifica. Sato che come Kamui si è fatto le ossa qui nel vecchio continente, è stato il primo ad impressionare e partire alla pari con gli altri piloti del circus iridato. Kamui, senza nulla a Takuma, pare però fatto di una pasta diversa. Sembra, anzi è,ancora meglio di Takuma sia come background di esperienza che come capacità di velocità pura. L’anno scorso Peter Sauber, ormai ultimo talent scout della f1 moderna, non ci ha pensato un secondo ad ingaggiarlo nel suo team. E Kamui non ha sfigurato, anzi, la sua guida veloce ha impressionato molti degli adetti ai lavori. Gara capolavoro come quella di Suzuka dello scorso anno condita da entusiasmanti sorpassi, hanno blindato e confermato la certezza che Kamui non è pilota nipponico come i suoi predecessori, ma è pilota vero, di razza. Quest’anno ha cominciato benissimo il mondiale, ma si è via via spento. Non so se perchè soffre le gomme usa e getta Pirelli o perchè la Sauber magari a corto di soldi non sta sviluppando l’auto o perché è lui a volte ad avere alti e bassi. Quello che so è che Kamui meriterebbe un auto migliore e che non ha niente da invidiare a Perez. Ma mentre per Perez si parla di una guida in ferrari nel 2013 grazie ai soldi della Telmex, munifico sponsor delle telecomunicazioni messicano, non vorrei che la F1 lasciasse per strada un talento come quello di Kobayashi. Non me lo auguro e spero che qualche team di prima fascia provi a rischiare puntando su di un giovane talento che avrà anche  se con gli occhi a mandorla. Non facciamo che l’ultimo podio nipponico sia per lungo tempo quello di Sato please…

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