Sprint Cup – Il Monster Mile rimescola le carte della Chase For The Cup

Pubblicato: 6 ottobre 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Jason Smith/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Dover

Gestione & adattamento – In due parole, un concentrato di NASCAR. Il Monster Mile ha messo molto bene in evidenza la grande difficoltà di adattare le vetture al variare delle condizioni meteo, delle temperature, della quantità di carburante e del livello di gommatura del tracciato. Per guadagnare posizioni in pista era essenziale cambiare solo le gomme di sinistra in buona parte dei pit-stops e non tutte le auto sono riuscite a compensare al meglio questo accorgimento, mentre alcuni piloti, come Jimmie Johnson, sono andati addirittura più forte con la sostituzione di due soli pneumatici, probabilmente grazie ad un pizzico di sottosterzo in più che bilanciava il comportamento generale della stock-car.

Classifica “corta” – Il nuovo sistema di punteggio e un’annata particolarmente equilibrata, per non parlare delle difficoltà iniziali del cinque volte campione Jimmie Johnson, stanno producendo una Chase For The Cup dalla classifica decisamente corta, con ben nove dei dodici partecipanti racchiusi in 19 punti e solo un pilota, Denny Hamlin, decisamente tagliato fuori dopo tre eventi da un deficit di 68 punti. La NASCAR ne sta guadagnando, come testimoniano i ratings televisivi in rialzo, ma resta da vedere come potrebbe reagire la Junior Nation ad un eventuale uscita del pilota di Kannapolis dalla rosa dei possibili vincitori del titolo. La Chase infatti sta diventando una competizione ad eliminazione dal fondo, con piloti che, in seguito a uno due risultati deludenti, perdono troppo terreno, e Dale Earnhardt Jr. è ad un passo dall’essere tagliato fuori dalla corsa al titolo. In ogni caso l’obiettivo del rinnovato sistema di attribuzione dei punti è stato centrato, pur se qualche aggiustamento potrebbe non guastare, magari attribuendo ai 12 qualificati anche i punti bonus per acquisiti con i giri in testa, oltre che quelli ottenuti con le vittorie, in modo da valorizzare maggiormente la regular season.

Kurt Busch – Recentemente i problemi principali di Kurt Busch e del team della Dodge #22 hanno riguardato per lo più questioni di adattamento del setup al progredire delle condizioni della pista. A Dover invece il duo Busch-Addington é tornato ad essere implacabile, ottimizzando il comportamento della vettura in vista delle fasi finali di gara e portando l’attacco decisivo al momento giusto. La mossa in restart ai danni di Jimmie Johnson é stata da manuale e i punti bonus guadagnati nel Delaware proiettano il campione 2004 al secondo posto in classifica, perfettamente in corsa per cercare il bis. La presenza di molti ovali intermedi tra le prossime piste che verranno affrontate è decisamente gradita a Busch, ma resta da capire se in casa Penske sapranno confermare quanto di buono fatto finora o se torneremo a  sentire una tirata dietro l’altra sul canale radio della #22.

Jimmie Johnson – Chi lo aveva dato per morto ha dovuto immediatamente ricredersi. Certo, non sarà il rullo compressore delle scorse stagioni, ma Jimmie Johnson è in corsa per il sesto titolo e agli avversari occorrerà una sorta di “tempesta perfetta” per detronizzarlo. Non basteranno un paio di vittorie se saranno accompagnate da qualche passo falso di troppo, perché difficilmente Johnson e Knaus ne commetteranno. In stagione ha vinto una sola gara e la sua gestione dei consumi non è stata ottimale nelle prime due gare della Chase, ma il pilota della Chevy #48 è quinto a 13 lunghezze da Harvick ed Edwards. Tra i prossimi circuiti è difficile individuarne uno in cui non possa centrate almeno una top-5, anche se su tracciati come il Kansas Speedway o il Charlotte Motor Speedway potrebbe tornare a farsi determinante il consumo di benzina. Se poi l’uomo di El Cajon dovesse vincere il campionato con una sola vittoria parziale, cosa toccherebbe fare alla NASCAR, dopo che aveva introdotto la Chase proprio in seguito all’analoga affermazione di Kenseth nel 2003?

Carl Edwards & Kevin Harvick – Vuoi vedere che i due piloti che si contenderanno la Sprint Cup saranno Edwards ed Harvick? Entrambi sono ripartiti contenti da Dover. Il primo per aver avuto un’auto che era un missile ed essere riuscito a recuperare da una penalità che lo aveva relegato ad un giro dal leader, il secondo per essere riuscito a incamerare un buon risultato in una giornata non particolarmente entusiasmante per la Chevrolet Impala #29, afflitta da un fastidioso sovrasterzo dopo le soste in cui venivano cambiate due gomme. Tutti e due guardano con fiducia ai prossimi appuntamenti, che potrebbero essere favorevoli soprattutto alle Ford, nonchè al vantaggio che possono vantare sugli inseguito, frutto di un’inizio di Chase in cui sono sembrati i più solidi del lotto. “Avevamo troppo sovrasterzo dopo aver cambiato due gomme” ha detto Harvick. “che è un po’ il contrario di quello che dovrebbe accadere, ma abbiamo dovuto cambiare due gomme alla fine per mantenere la nostra posizione in pista. Quindi tutto sommanto è stata una buona prova”.

Kasey Kahne – Nonostante la situazione del Red Bull Racing, Kahne ha messo a segno una grande prestazione nel Delaware, portando a casa un quarto posto, primo fra i non partecipanti alla Chase, che ha sicuramente messo di buonumore il suo futuro datore di lavoro, Rick Hendrick, ma difficilmente attirerà sponsors vero una compagine che perderà il suo pilota principale e non sa nemmeno se continuerà ad esistere nel 2012. “La nostra Toyota Red Bull è andata molto bene per tutta la gara” ha detto Kahne. “E a tratti siamo anche stati i migliori in pista, ma alla fine ho avuto un po’ di sottosterzo. Poi ho fatto un ottimo restart e ho pensato che saremmo potuti arrivare secondi, ma Jimmie mi ha raggiunto in curva 1, così l’ho lasciato passare piuttosto che causare un incidente. Questa è stata più o meno la nostra gara, ma siamo andati bene. Il team sta ancora lottando duramente anche se ci sono incertezze per alcuni dei ragazzi. I membri del team Red bull stanno lottando duramente e facendo un ottimo lavoro”.

Richard Petty Motorsports – Gran bella gara, quella di AJ Almendinger e Marcos Ambrose, che riportano le due Ford del team di Richard Petty nella top-10, rispettivamente al settimo e nono posto, con il primo che è anche stato al comando per 8 giri. Ad Allmendinger, che attualmente è risalito al 14esimo posto della generale, va anche il premio per i numero da circo della gara, per il gran salvataggio messo a segno nelle prime fasi di gara, quando ha tenuto la sua Ford Fusion in una lunghissima sbandata dopo una toccata subita da Denny Hamlin. “Denny ha infilato i muso, ma era il quarto giro” ha detto AJ. “Si aspettano che tu gli lasci un po’ di spazio, ma si è solo infilato e mi ha mandato in sovrasterzo. Non è stata una sorpresa e mentre ho cominciato ad andare in testacoda ho pigiato l’acceleratore, Non pensavo che sarei finito a muro, ma temevo che tutti quelli dietro mi centrassero. Mi piacerebbe dire che è stato tutto merito del piota, ma per fortuna ho toccato il freno e tenuto giù il piede e l’auto si è raddrizzata e non mi sono fermato davanti a nessuno e, grazie a Dio, quelli dietro sono stati pronti e hanno rallentato. Direi che è stato per il 60% merito del pilota e per il 40% della fortuna. Mi darei un po’ credito”.

Cosa non abbiamo visto a Dover

Pubblico, ancora – Niente da fare, nemmeno la Chase più incerta degli ultimi anni, nemmeno la presenza di Dale Earnhardt Jr. tra i pretendenti al titolo, sono riuscite a riempire le tribune del Monster Mile, che ha mostrato ampi vuoti anche dove i seggiolini non erano coperti da teloni pubblicitari. E’ un vero peccato, perché la gara è stata come sempre molto interessante e combattuta. Le due gare annuali sono assicurate per il 2012, ma poi?

Stewart Haas Racing – Che Dover non fosse esattamente la pista più gradita al duo del team Stewart-Haas si sapeva, però i risultati in pista sono stati deludenti comunque. Newman e Stewart hanno litigato per 400 miglia con le rispettive vetture, portando a casa un 23esimo e un 25esimo posto che incidono soprattutto sulle ambizioni di “Rocket Man”, ormai a corto di speranze per quanto riguarda la Chase. Stewart invece ha visto vanificate le fatiche delle ultime due gare, scendendo al terzo posto della generale. Un weekend da dimenticare. “La cosa più grave è che non abbiamo capito le piste in cemento” ha detto Darian Grubb, il crew chief di Tony Stewart. “E’ ovvio. A Bristol e Dover abbiamo faticato negli ultimi tre anni con Tony. Dobbiamo capire cosa possiamo fare. Non è che manchi l’impegno. Dobbiamo continuare a provarci e trovare nuove possibilità e continuare a insistere”.

Credit: Chris Graythen/Getty Images

Kyle Busch – Il Kyle Busch visto in regular season, quello che poteva quasi ovunque, deve ancora presentarsi al volante della Toyota Camry #18 de Joe Gibbs Racing. Per il momento è stato sostituito da un tizio, con lo stesso nome e lo stesso cognome, che ha messo insieme un 22esimo, un 11esimo e un sesto posto nelle prime tre gare della Chase, aumentando le possibilità che anche questo non sia l’anno buono per il pilota di Las Vegas. Kansas non è tra le piste favorite di Kyle, ma urge un’inversione di tendenza, altrimenti, salvo miracoli, toccherà ammettere di aver buttato un’altra stagione, quella in cui sembra arrivato il momento giusto.

Brad Keselowski – Veloce come sempre, Keselowski questa volta è rimasto a secco di fortuna. Dopo aver rotto il servosterzo ed essere finito a due giri dal leader, i pilota della Dodge Charger #2 ha provato a rimontare, ma proprio quando sembrava poter tornare nella top-10, una nuova bandiera gialla lo ha rispedito tra i doppiati, relegandolo in 20esima posizione in gara e in sesta in classifica. Niente di compromesso, per carità, ma il Jolly potrebbe esserselo giocato.

Greg Biffle – Anche per Biffle la sfortuna ha giocato una parte importante nel condizionare il risultato del Delaware. Affacciatosi quasi subito nella Top-5, il 41enne del Roush Fenway Racing è incappato in una penalità quando ha deciso di non entrare in pit road perché troppo veloce, pur avendo già oltrepassato la linea di “commitment” che lo vincolava a proseguire oltre il muretto. Più tardi è anche andato in testacoda mentre cercava di recuperare. Un vero peccato, perché il passo era tranquillamente di quelli da top-10.

Joey Logano – Qualcuno mi vuole spiegare dove è finito Joey Logano? A luglio sembrava essersi rimesso in carreggiata, poi è di nuovo sprofondato. E dire che di risultati ne avrebbe un bisogno disperato. Se al Joe Gibbs Racing sono alla ricerca di un modo per convincere Home Depot a rimanere, non hanno trovato quello giusto.

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