Il circuito e i precedenti. Domenica prossima il Las Vegas Motor Speedway sarà teatro dell’ultimo e attesissimo appuntamento 2011 del campionato IndyCar, che assegnerà i titoli della classifica generale e di quella dei rookie e che, in caso di vittoria di Wheldon, distribuirà il superpremio di 5 milioni di dollari.
Il circuito, appartenente alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto, fu inaugurato nel 1971 e ha subito importanti ristrutturazioni nel 1996 e nel 2006.
La lunghezza è di un 1.5 miglia pari a 2.4 km e la gara si disputerà sulla distanza dei 200 giri pari a 300 miglia (o se preferite 480 km).
Il record sul giro appartiene ad Arie Luyendyk che nel 1996 con la sua Reynard-Cosworth fermò il cronometro in 23.842 secondi,girando alla media di 362.39 Km/h.
Molto difficilmente questo record sarà battuto nel prossimo week-end:anche se la ristrutturazione del 2006 ha incrementato il banking delle curve e di conseguenza la velocità nelle curve stesse è aumentata, le Dallara-Honda attuali sono più pesanti e molto meno potenti.
Per quanto riguarda i precedenti, questa pista ha ospitato l’IRL dal 1996 al 2000 e la Champ Car nel biennio 2004-2005 e ,tranne che nel 1996 e nel 2000, la gara si è sempre corsa in notturna.
Il maggior numero di successi (2) è di Bourdais, tra i piloti vittoriosi qui troviamo anche Al Unser jr e Arie Luyendyk (entrambi due volte vincitori della Indy 500) e Sam Schimdt,attuale proprietario dell’omonimo team.
A titolo di pura curiosità vi diciamo che nel circuito ci sono cartelli che avvisano che non è permesso tenere armi: chi ne fosse trovato in possesso è invitato ad uscire e se non lascia il circuito può essere accusato di violazione di domicilio (la pista è considerata proprietà privata),viceversa se il possessore è titolare di un regolare porto d’armi non è reato introdurre armi nel circuito (ci si potrebbe chiedere quale persona sana di mente e benintenzionata vada a vedersi una corsa automobilistica con una pistola in tasca e si potrebbe notare la differenza abbissale con i nostri eventi sportivi dove, il calcio insegna, prima di entrare ormai si è iper-controllati!).
La nostra perplessità non fa che aumentare se consideriamo che il retro del biglietto d’ingresso porta la dicitura: “Con l’uso di questo biglietto, il titolare acconsente alla ragionevole ricerca di alcol,medicine e altri articoli vietati”: paese che vai…

L’entry-list e la situazione di campionato. Saranno ben 34 i piloti che si sfideranno a Las Vegas; rispetto al precedente appuntamento del Kentucky avremo ben 5 vetture in più: Paul Tracy (Dragon Racing),Alex Tagliani (Sam Schmidt),il Rahal Letterman Lanigan Racing e il Sarah Fisher Racing schiereranno una seconda vettura rispettivamente per Jay Howard e Tomas Scheckter,e il Dreyer & Reinbold Racing una terza affidata, con una scelta davvero poco comprensibile, non a Giorgio Pantano (che intendeva fare il suo debutto su un ovale per prepararsi al 2012) ma a Davey Hamilton, 49 primavere (!), negli utimi anni limitatosi a partecipare alla Indy 500 con risultati modesti.
Infine Sebastian Saavedra riprenderà il suo posto al Conquest Racing dopo aver saltato le ultime due gare.
Si tratta del parco partenti più numeroso dal 1999 ad oggi (curiosamente anche allora si corse a Las Vegas): solo 5 piloti hanno corso qui in passato (Davey Hamilton, Ryan Hunter-Reay, Oriol Servia, Alex Tagliani e Paul Tracy), mentre avremo al via 5 vincitori della Indy 500 (Castroneves,Franchitti,Dixon,Wheldon e Rice), ben 18 piloti con almeno un successo in carriera in IndyCar e 9 vincitori del titolo della Indy Lights (che stà alla IndyCar come la Gp2 stà alla F1).
Uno degli osservati speciali sarà Dan Wheldon, unico pilota in lizza per il Jackpot di 5 milioni di dollari e che da regolamento sarà costretto a partire ultimo.
Per quanto riguarda la situazione in campionato ad una gara dal termine solo due piloti sono ancora in lizza per il titolo: Dario Franchitti e Will Power, con un vantaggio di 18 punti a favore del primo.
In palio c’è anche il titolo di rookie of the year con James Hinchcliffe che precede al momento JR Hildebrand di soli sei punti.
Già assegnati,invece, i trofei Andretti (vinto da Power) e Foyt (vinto da Dixon) che premiano,rispettivamente, i piloti che hanno ottenuto più punti sugli stradali e sugli ovali.

Gli orari italiani. A differenza della maggior parte delle edizioni precedenti, questa volta a Las Vegas non si correrà di sera e per noi appassionati europei è sicuramente un vantaggio, perchè ,complici le 9 ore di differenza di fuso orario, per noi la gara scatterà domenica sera ad un orario più che accettabile, anzichè domenica notte nelle ore piccole.
La gara, trasmessa in diretta da Sky Sport 2 col commento di Carlo Vanzini, scatterà alle 12:45 ora locale, le nostre 21.45, mentre sarà riproposta in replica sempre da Sky Sport 2 il giorno successivo alle 23.15.

commenti
  1. J.M.FANGIO43 scrive:

    E meno male che, non avendone più sentito parlare già da tempo, avevo facilmente dedotto che di Zanardi non se ne faceva niente! D’altra parte una partecipazione di QUALSIASI outsider con partenza dall’ultima posizione non è che dava molte speranze……..ma ammetto che ci avevo fatto un pensierino! Un mese prima o un mese dopo…ne sarebbe valsa la pena. Se non fosse che il sottotitolo delle schifosissime ricerche varie mi avrebbe messo in grave difficoltà………..amico Zanardi, spero proprio che la handbike sia meno puzzolente! Bacioni.

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