Sprint Cup – Ford sugli scudi a Charlotte, Johnson tagliato fuori dalla lotta per il titolo?

Pubblicato: 20 ottobre 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Charlotte

Matt Kenseth – Il 39enne del Wisconsin non è un pilota appariscente, ma quanto a consistenza è una vera roccia. E’ una caratteristica che gli ha consentito di aggiudicarsi il titolo del 2003 e che si sta rivelando quanto mai importante in un finale di campionato in cui non ci si possono permettere errori. Dopo il 21esimo posto di Chicago, dove è rimasto a secco mentre era tra i primi, in questa Chase ha ottenuto un sesto, un quinto, un quarto posto e finalmente, nella Bank Of America 500, la terza stagionale dopo quelle conseguite tra aprile e maggio a Forth Worth e Dover. Nel North Carolina Matt è stato semplicemente imprendibile, velocissimo e consapevole di avere a disposizione un mezzo in grado di superare anche l’errore tattico di cambiare quattro gomme mentre metà gruppo ne cambiava solo due. Quest’anno Kenseth ha già accumulato più giri al comando che nelle ultime due stagioni messe insieme e sarà un osso durissimo per Edwards e Harvick nelle ultime gare, ma su di lui aleggia comunque l’assenza di uno sponsor per il 2012, una cosa a dir poco indecente. Molto probabilmente Jack Roush riuscirà a mettere insieme il budget necessario, ma non è possibile che un pilota tra i migliori di questa stagione fatichi a trovare sponsor.

Ford – Oltre Kenseth, tutto il drappello Ford ha fatto un’ottima figura a Charlotte. Le macchine del Roush Fenway Racing sono state le più performanti, ma anche i due alfieri del Richard Petty Motorsport si sono dati da fare, cogliendo nuovamente una doppia top-10. Marcos Ambrose in particolare, ha dato l’impressione di aver finalmente trovato la propria “strada” sugli ovali, viaggiando costantemente nella top 10 (posizione media in gara 8.1). Tornando agli uomini di Jack Roush, Carl Edwards ha tratto ancora vantaggio dalla costanza di risultati, Greg Biffle è stato nuovamente bersagliato dalla sfortuna quando avrebbe potuto ambire tranquillamente ad una top-5, mentre David Ragan ha portato a casa un 11esimo posto che è in parte bugiardo rispetto alle prestazioni da top-10 offerte per gran parte della corsa. Sarà interessante vedere se sul prossimo ovale da 1.5 miglia, quello del Texas, saranno nuovamente questi gli equilibri.

Kyle Busch – Una rimonta quasi perfetta quella messa in atto da Kyle Busch a Charlotte. Costretto a partire dal fondo dello schieramento per aver sostituito il motore dopo le prove di qualificazione, il pilota della Toyota Camry #18 si è subito messo a fare quello che gli riesce meglio, ovvero spremere la propria stock-car fino all’ultima goccia. La progressione è stata così impressionante che il pilota di Las Vegas è preso il comando della corsa poco dopo metà gara, per mantenerlo per più di 100 giri consecutivi. Nel finale però Busch si è un po’ perso e ha dovuto arrendersi allo strapotere di Matt Kenseth, accontentandosi di un secondo posto che lo colloca a 18 punti da Carl Edwards. Pur non avendo brillato come ci si aspettava, Kyle è ancora in corsa per la vittoria finale e può vantare ottimi numeri, come una posizione media in gara di 8.030 in questa Chase, ma occorre che compia un ulteriore miglioramento, magari rischiando qualcosa proprio a Talladega.

Kasey Kahne – Sono in molto ormai a chiedersi cosa potrebbe fare Kasey Kahne con una vettura del team Hendrick, se questi sono i suoi livelli con un team prossimo alla chiusura. La risposta l’avremo tra pochi mesi, mentre per ora dobbiamo accontentarci della terza top-5 consecutiva del pilota del Red Bull Racing, che a Charlotte è stato sempre fra i primi ed ha incassato un ottimo quarto posto, nonostante un testacoda, al giro 293, causato da una toccata involontaria di Kenseth. “I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro” ha detto Kahne. “Bastava un attimo per passare dall’avere una macchina molto buona ad averne una bizzosa. Ci siamo mossi a cavallo di questa linea sottile per tutta la gara. In quel restart – Matt ha fatto una ripartenza sbagliata e Ragan mi affiancato all’interno e Jeff deve aver pensato che fossimo in due, mentre eravamo in three-wide e siamo finiti tutti in testacoda. Da lì abbiamo dovuto recuperare. Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. La macchina era ottima ed è stata un’altra gara positiva per noi”.

Joey Logano & Denny Hamlin – Finalmente un po’ di vita dalle parti del Joe Gibbs Racing, che ha piazzato tutti i suoi piloti nella top-15. Joey Logano e Denny Hamlin non sono stati all’altezza di Kyle Busch, ma questa è una cosa a cui quest’anno siamo decisamente abituati. I due però hanno dato segni di miglioramento, concludendo al nono e al 12esimo posto e soprattutto Hamlin avrebbe potuto conquistare anche una top-5 se non fosse rimasto un po’ bloccato nel traffico negli ultimi restart. Il pilota della Virginia è evidentemente alle prese con lo stesso problema che lo affligge dall’inizio dell’anno e che lo fa andare molto forte su alcune piste e molto piano su altre: l’interpretazione delle gomme, che evidentemente non si adattano molto al suo stile di guida, almeno per quanto riguarda alcune mescole. “Sembra un problema con le gomme” ha detto Hamlin. “Perché si verifica a Dover, qui e a in un sacco di altre piste. C’è molto sporco sulle piste, lasciato dalle gomme. Quando siamo in ripartenza, le gomme scivolano senza aderenza. C’è qualcosa di diverso in queste gomme rispetto all’anno scorso e probabilmente va ad incidere sui nostri problemi. Stiamo solo cercando di ottenere informazioni e di finire la stagione in positivo per avere un buon punto di partenza nel 2012”.

Credit: Streeter Lecka/Getty Images

Cosa non abbiamo visto a Charlotte

Jimmie Johnson – Dalle stelle alle stalle, la gara nel “salotto di casa” per Jimmie Johnson non è andata come sperava. Le premesse c’erano tutte e la Chevy #48 è stata a lungo in seconda posizione, marciando come un orologio fino a quando la premiata ditta Jimmie&Chad non ha scelto di cambiare quattro gomme mentre molti avversari ne cambiavano solo due. A quel punto Johnson si è ritrovato invischiato nel traffico e, mentre vedeva la Ford #17 di Kenseth districarsi a meraviglia, si è lasciato prendere dalla foga di recuperare. Dopo aver usufruito un paio di volte del “wave around”, anche a causa di un po’ di sfortuna con la scelta di tempo delle soste ai box, il cinque volte campione è riuscito a rientrare nella top-10 nelle fasi finali della gara. Per non perdere la scia di Kevin Harvick e non farsi raggiungere da Kasey Kahne, ha commesso uno dei rari errori della sua carriera, forzando il sorpasso su un osso duro come Ryan Newman proprio mentre Kahne lo affiancava all’interno. Il risultato è stata una perdita di aderenza della Chevy #48, che ha fatto un breve pendolo per poi finire di muso contro le barriere esterne, con un angolo di impatto che ha ricordato molto l’incidente fatale a Dale Earnhardt del 2001. Fortunatamente la NASCAR ha fatto grandi passi avanti in tema di sicurezza e Johnson ha potuto uscire dalla vettura sulle proprie gambe, per quanto decisamente frastornato. La botta per fortuna ha avuto conseguenze solo sulla classifica, che ora vede l’uomo di E Cajon staccato di 35 punti dalla vetta. Sono in molti a considerarli un margine troppo alto da recuperare, ma è meglio aspettare l’esito di Talladega prima di dare “JJ” per morto, perché i 35 punti attuali corrispondono a 145 punti con il vecchio sistema di attribuzione e Johnson, nel 2006, in 5 gare ne ha recuperati 146 sulla strada per il suo primo titolo e a metà della Chase 2011, può vantare la miglior posizione media in gara, il maggior numero di giri nella top-15, il maggior numero di giri al comando e il miglior driver rating del lotto.

Trevor Bayne – Il vincitore della 500 miglia di Daytona sembrava sulla giusta via per un ottimo risultato nella Bank Of America 500, quando è rimasto senza benzina almeno due giri prima della sosta dei compagni di marca, facendo uscire una bandiera gialla e perdendo un paio di giri da leader. Un vero peccato, considerando le sfortune a ripetizione che hanno colpito il giovane talento di Knoxville, Tennessee, che dopo 200 giri viaggiava stabilmente tra i primi 10. Ora arriva Talladega e Trevor ha già detto che cercherà di fare coppia con Carl Edwards.  “É una pessima sensazione rimanere senza benzina, soprattutto quando non te lo aspetti” ha detto Bayne. “Non stavamo nemmeno risparmiando. Non era ancora ora di farlo e penso che la #21 fosse veloce. Dobbiamo aver consumato piú carburante di quanto pensassimo andando cosí forte, ma penso che ci fosse qualcosa che non andava con il serbatoio o che ci sia stato qualche altro problema perchè non conteneva tutto la benzina che ci serviva. […] Questa è stata probabilmente la nostra gara più competitiva da Daytona a questa parte. A Las Vegas eravamo competitivi come ieri. Ero ottavo e ho infranto il limite di velocità ai box, quindi qualche errore ci ha privato dei risultati. Ma le Ford sono davvero veloci sugli ovali con banking da 1.5 miglia. Ad un certo punto ho alzato lo sguardo e ho visto che 6 delle prime 7 vetture erano Ford ed è bello vere che sono così veloci su questa pista. E’ bello ma vorrei che fosse stata la nostra Ford #21 Motorcraft/Quick Lane ad andare in victory lane”.

Kurt Busch & Brad Keselowski – Battuta a vuoto per tutto il team Penske, che ha rimediato un 13esimo e un 16esimo posto con Kurt Busch e Brad Keselowski. Mentre Kurt ha offerto anche buoni sprazzi durante l’arco della gara, arrivando anche ad affacciarsi in top-10 e perdendo poi qualche posizione nel finale, Brad ha come al solito guadagnato il più possibile da una giornata decisamente no. E dire che Charlotte poteva essere una pista favorevole per le Dodge Charger di Roger Penske. Ora la situazione richiederà qualche azzardo o un clamoroso colpo di fortuna in vista di Talladega, perché 25 (per Keselowski) e 27 (per Busch) punti di svantaggio da Edwards rischiano di essere troppi. “E’ stata una giornata frustrante per la nostra Dodge Shell/Pennzoil. Pensavo che avessimo avuto il Lucky Dog verso metà gara. Abbiamo avuto per tutta la sera sottosterzo in ingresso e sovrasterzo in uscita” ha detto Busch. “E siamo rimasti fregati due volte quando la gialla è uscita subito dopo che abbiamo effettuato la nostra sosta in verde. Ma abbiamo ottenuto il Lucky Dog e siamo tornati nel giro del leader e siamo almeno riusciti ad ottenere un risultato decente. Abbiamo perso un po’ di punti, ma cercheremo di riprenderceli settimana prossima. Auto più veloci ci aiuteranno a prendere decisioni migliori”. “Abbiamo sbagliato setup” ha detto Keselowski. “E ho fatto un errore in qualifica. Le due cose ci hanno relegato nelle retrovie. Avevamo un macchina da 10mo, 15esimo posto. Nelle giornate no, un decimo o un 15esimo posto non sono male . Si è messa male come posizione in pista e siamo incappati in tutte le gialle sfortunate possibili dopo esserci fermati in regime di bandiera verde. Non puoi recuperare da queste cose se continui ad avere sfortuna”. 

Stay Tuned!

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