Sprint Cup – Clint Bowyer acciuffa la vittoria sul rettilineo finale, Carl Edwards allunga in classifica

Pubblicato: 24 ottobre 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: Kevin C. Cox/Getty Images for NASCAR

La Good Sam 500, sesta prova della Chase For The Cup, è andata a Clint Bowyer, autore di un sorpasso all’ultimo giro, ai danni del suo partner di draft e di team Jeff Burton, sul rettilineo principale del Talladega Superspeedway.

Per Bowyer, in partenza il prossimo anno per il Michael Waltrip Racing, quella conquistata in Alabama è la prima vittoria della stagione, la quinta in carriera, dopo quella conquistata, sempre a Talladega, un anno fa. Il 32enne di Emporia, Kansas, ha anche regalato al Richard Childress Racing la 100esima vittoria, 28 anni dopo quella ottenuta da Ricky Rudd il 5 giugno 1983 a Riverside.

La gara si è svolta davanti ad un pubblico stimato di 105.000, decisamente pochini per gli standard dell’Alabama, ed è stata caratterizzata da 72 cambi di leader tra 26 diversi piloti. Le bandiere gialle sono state 9 per un totale di 38 tornate in regime di neutralizzazione.

Come d’abitudine, i primi due terzi di gara sono stati dedicati dai piloti soprattutto ad affinare la coordinazione con i rispettivi partners di drafting. Molti tandem hanno puntato a compiere uno o due giri in testa per poi rallentare e cercare di mettersi al riparo da eventuali incidenti. Non ci sono riusciti, tra i partecipanti alla Chase, Ryan Newman, andato in testacoda nel trioval al giro 80 e messo KO dai pesanti danni riportati all’anteriore, Kyle Busch e Kevin Harvick, entrambi danneggiati da un incidente causato da AJ Allmendinger al giro 104. Jimmie Johnson è uscito più o meno indenne da un contatto con la macchina di Andy Lally che andava in testacoda al giro 163, pur rimanendo imbottigliato nelle retrovie insieme al suo partner Dale Earnhardt Jr., mentre Kurt Busch ha terminato la sua gara quando, al giro 174 dei 188 previsti, ha incolpevolmente centrato in pieno l’auto di Bobby Labonte, che scendeva dal banking dopo essere andata a muro.

Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

L’incidente in cui il pilota della Dodge Charger #22 ha lasciato le proprie speranze di bissare il titolo del 2004 ha determinato la penultima interruzione della gara.

L’ultima bandiera gialla, che ha posto le basi per un restart  in regime di Green-White-Checkered, è stata originata da una brutta botta a muro di Regan Smith, che è stato leggermente toccato da Mark Martin ed è finito frontalmente contro le barriere, uscendo comunque illeso dall’incidente.

Al restart, un’esitazione di Stewart e Menard ed un pasticcio combinato dal Roush Fenway Racing ai danni di Jeff Gordon hanno consentito a Jeff Burton e Clint Bowyer di guadagnare improvvisamente un vantaggio sufficiente a giocarsi la vittoria tra loro. Bowyer, che spingeva Burton, ha accompagnato la Chevy #31 leggermente all’esterno in uscita dalla quarta curva dell’ultimo giro, per poi fiondarsi all’interno e tagliare il traguardo per primo per appena 18 millesimi di secondo, nonostante la resistenza opposta dal 44enne della Virginia.

Alle spalle del duo RCR si sono piazzati Dave Blaney,  Brad Keselowski, Brian Vickers, Kasey Kahne, Tony Stewart, che ha anche effettuato il maggior numero di giri in testa (30) Denny Hamlin, Michael Waltrip e Martin Truex Jr.

Non sono mancate le polemiche dopo la bandiera a scacchi, con Jeff Gordon molto adirato per essere stato mollato all’ultimo momento da Trevor Bayne, con cui aveva preso accordi via radio. Anche Bayne non era per nulla contento ed ha imputato il proprio comportamento ad un dictat del team.

“Si è leggermente mosso verso l’esterno all’uscita di curva 4 e io sapevo che era troppo presto per attaccare, ma ormai era una volata e ha dato a entrambi un’occasione” ha detto Bowyer. “Jeff ha lavorato molto bene con me per tutta la gara. E’ brutto quando le cose si risolvono così, ma è quello che è, e devo ringraziare il team e gli sponsors per avermi consentito di vincere la gara. Sfortunatamente si è risolta con quella situazione, ma – credetemi – ero pronto a spingerlo fino alla vittoria, non importa a quale costo, se avessimo avuto rivali vicini. Non era destino per lui.E’ stato un grande compagno di squadra e ho imparato molto da lui, ma ha vinto molte gare e io solo cinque”.

“Quando te ne vai da qui senza danni, dovresti essere felice, ma allo stesso tempo sono molto deluso per non aver vinto” ha detto Burton. “Detto ciò, non vedo cosa avrei potuto fare diversamente. Onestamente ho pensato che avesse fatto la sua mossa troppo presto, perché è più facile contenere quel tipo di attacco stando contro la posteriore destra dell’avversario. Ha fatto la sua mossa molto presto, ho pensato, Pensavo di poter recuperare, ma aveva molta velocità quando ha portato l’attacco”.

Carl Edwards, 11esimo al traguardo, amplia il suo vantaggio su Matt Kenseth (18esimo) a 14 punti, mentre Brad Keselowski, staccato di 18 lunghezze, sale al terzo posto. Tony Stewart è quarto a 19 punti, mentre Kevin Harvick scende in quinta posizione, a 26 punti dal leader. Alle sue spalle troviamo Kyle Busch (-40), Jimmie Johnson (-50), Kurt Busch (-52), Dale Earnhardt Jr. (-74), Jeff Gordon (-82), Denny Hamlin (-84) e Ryan Newman (-88).

Al di fuori della top-12, Clint Bowyer rafforza la sua 13esima posizione, portando a 19 punti il vantaggio sul 14esimo in classifica, che ora è Kasey Kahne.

Stay tuned!

commenti
  1. depaillerontyrrellp34 scrive:

    wow wow wow…che trenini

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