Sprint Cup – Martinsville è l’ultima occasione di tornare in corsa per Busch e Stewart

Pubblicato: 30 ottobre 2011 da Giannazzo in nascar

Il CIRCUITO

Martinsville, con le sue due date annuali, è una delle tappe storiche del calendario e sono in molti a pensare che, dopo la riasfaltatura di Bristol, sia l’unico posto dove assistere a gare veramente old-school.

E’ il circuito più corto, appena 0,526 miglia, e anche quello in servizio da più tempo: la prima gara sanzionata dalla NASCAR sull’ovale della Virginia si è disputata nel luglio del 1948, la prima ufficialmente inserita nel calendario di quella che oggi è la Sprint Cup è invece andata in scena il 25 settembre del 1949 su una distanza di poco superiore alle 100 miglia.

La conformazione molto particolare del tracciato, costituito da due rettilinei di 800 piedi collegati da due “tornanti” con un banking di 12 gradi rende le corse disputate a Martinsville dei veri e propri classici, conditi da tamponate, sportellate e ripicche, che in questo secondo appuntamento stagionale saranno ancora più “pesanti”, vista la collocazione dell’evento nella parte finale della Chase For The Cup.

Richard Petty guida la classifica dei pluri-vincitori di sempre, con 15 successi, seguito da Darrell Waltrip a quota 11 e da Rusty Wallace e Jeff Gordon, fermi a quota 7. Tra gli altri piloti in attività, Jimmie Johnson ha vinto 6 volte, mentre Denny Hamlin si è imposto in 4 occasioni, di cui 3 consecutive.

Dal 2006 ad oggi, prima che Kevin Harvick, ad aprile del 2011, scavalcasse Dale Earnhardt Jr. quando mancavano appena 3 giri alla fine per andare a vincere, Denny Hamlin e Jimmie Johnson si sono spartiti, con una leggera prevalenza del secondo (4 a 5) tutti trofei in palio.

IL SETUP

Per essere veloci a Martinsville non basta l’esperienza, bisogna capire il circuito, cosa che può richiedere anche anni o che si può risolvere, come nel caso di Kyle Busch, avendo per compagno di squadra Denny Hamlin. A detta dei piloti, il problema risiede soprattutto nel trovare il ritmo giusto, un passo che consenta di andare molto forte senza abusare della vettura.

Sebbene si vedano spesso piloti “tirare” le staccate, la gran parte dei sorpassi, o almeno quelli puliti, si costruiscono in uscita di curva, riuscendo ad accelerare presto e affiancando i rivali in pieno rettilineo.

E’ fondamentale avere auto che “gira” a centro curva, senza generare  sottosterzo, in modo da poter risparmiare l’impianto frenante, alzare prima il piede dall’acceleratore ed essere comunque veloci.

LA STRATEGIA

La TUMS Fast Relief 500 si disputerà su una lunghezza di 263 miglia, pari a 500 giri e sarà importantissimo scegliere accuratamente i tempi per le proprie soste, in modo da non ritrovarsi imbottigliati nel densissimo traffico tipico del circuito. La pit road, non esattamente un’autostrada, sarà a tratti affollatissima e vedrà una quantità di contatti pari al circuito vero e proprio.

Sarà fondamentale,  per quanto possibile, stare alla larga dai guai, ma non  soprattutto riuscire a farsi largo senza sfruttare troppo i propri freni, che altrimenti tendono a perdere efficacia e a mutare il comportamento della vettura in ingresso curva nelle fasi finali della gara.

Ad aprile Dale Earnhardt Jr. è riuscito a rendere redditizia una sosta con il cambio di due soli pneumatici, per cui aspettiamoci altre scelte del genere, soprattutto da piloti che si ritrovano loro malgrado nelle retrovie, magari grazie alla griglia di partenza stabilità dalla classifica owners a causa della pioggia.

I FAVORITI

Nell’economia della lotta per il titolo, Martinsville potrebbe costituire un’ottima chance (l’ultima?) per riavvicinare i primi sia per Tony Stewart che per Kyle Busch. Entrambi, Kyle soprattutto dopo aver accolto i consigli di Denny Hamlin, si sono dimostrati efficaci sul tracciato della Virginia e potrebbero guadagnare punti su Carl Edwards e Matt Kenseth. Soprattutto Edwards non ha mai fatto mistero di non essere esattamente innamorato dello storico ovale a “graffetta” e potrebbe correre in difesa.

Non avendo nulla da perdere, punteranno sicuramente alla vittoria Jimmie Johnson, Denny Hamlin e Jeff Gordon. Questi tre, recentemente soprattutto i primi due, sono i piloti che possono vantare i numeri migliori a Martinsville. Johnson ha il mostruoso driver rating di 121,9 sul circuito (5,6 la posizione media al traguardo), con 6 vittorie e 17 top-10 in 19 apparizioni, mentre Hamlin, che può annoverare 12 partenze, ha un rating di 113, con 10 top-10 e 4 vittorie. Gordon non vince dal 2005, m può comunque vantare 30 top-10 su 37 partenze, oltre a 7 vittorie.

L’incognita sarà rappresentata da Brad Keselowski, terzo in classifica generale ma accreditato di appena una top-10 su 3 presenze a Martinsville, nonché di una posizione media in gara di 19,4.

Tra gli outsiders, occhio a Kevin Harvick, già vincitore nel mese di aprile, ma anche a Juan Pablo Montoya e Jamie McMurray, molto veloci l’ultima volta e nelle uniche libere disputate ieri, nonchè a Marcos Ambrose, sempre a suo agio sul tracciato della Virginia, e a Dale Earnhardt Jr., sempre a caccia di una vittoria che ponga fine ad un digiuno lunghissimo.

L’appuntamento è quindi a partire dalle 19:30 di oggi con la TUMS Fast Relief 500, settima prova della Chase For The Cup, da Martinsville, Virginia.

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