NASCAR – A Phoenix il penultimo capitolo del duello tra Tony Stewart e Carl Edwards

Pubblicato: 12 novembre 2011 da Giannazzo in nascar
Tag:, , , , , ,

Jonathan Ferrey/Getty Images

Il Phoenix International Raceway, il rinnovato ovale da un miglio situato alle porte di Phoenix, Arizona, ospita la penultima prova della NASCAR Sprint Cup Series, una gara che si preannuncia avvincente soprattutto in virtù dell’incognita rappresentata per tutti dal nuovo disegno del tracciato e  dal manto d’asfalto appena steso e tutto da capire per teams e piloti.

IL CIRCUITO

Completato nel 1964, il Phoenix International Raceway è adagiato ai piedi delle Estrella Mountains, ad Avondale, periferia occidentale di Phoenix, la capitale dell’Arizona. La NASCAR ha cominciato a correrci nel 1978, ma la prima gara di quella che oggi si chiama Sprint Cup si è disputata nel 1988 ed è stata vinta da Alan Kulwicki, su Ford, che per l’occasione inventò il suo caratteristico “Polish Victory Lap”, percorrendo un giro in senso inverso a quello di gara. Dal 2005, il circuito ospita due gare a stagione, collocate ad inizio e fine stagione per sfruttare il clima mite dell’Arizona a febbraio/marzo e novembre. 

Dopo decenni di utilizzo, che hanno reso l’ovale di Phoenix uno dei più apprezzati del calendario della NASCAR, nel 2010 gli organizzatori hanno deciso di mettere in pratica un progetto da 100 milioni di dollari che ha incluso una riconfigurazione del tracciato e la stesura di un nuovo manto d’asfalto.

La pista, con la sua forma caratteristica dovuta alla semicurva sul backstretch, detta dogleg,  misura sempre un miglio, ma ora il rettilineo principale (1179 piedi) è largo 95 piedi, la stessa dogleg è stata spostata verso l’esterno di 95 piedi e il suo raggio è passato a 900 piedi, mentre è stato adottato un banking progressivo per le curve. Curva 1 e curva due hanno un’inclinazione che varia tra 10 e 12 gradi, mentre curva 3 e curva 4 hanno un banking tra gli 8 e i 9 gradi. Il backstretch ha un banking tra i 10 e i 12 gradi, che produce una sorta di “discesa” verso curva 3, che è stata citata come la principale differenza rispetto alla configurazione precedente da molti piloti.

La classifica dei plurivittoriosi al PIR vede in testa Jimmie Johnson con 4 successi, seguito da Davey Allison, Jeff Burton, Dale Earnhardt Jr, Kevin Harvick, Mark Martin e Jeff Gordon con due affermazioni a testa. Le ultime gare disputate sul tracciato sono andate a Jeff Gordon, che ha trionfato a febbraio del 2011, interrompendo una lunghissima striscia negativa, Ryan Newman, Mark Martin e Jimmie Johnson, vincitore di 3 gare tra il 2008 e il 2009.

La nuova configurazione e soprattutto il nuovo asfalto dovrebbero alzare le velocità medie sul giro, tanto che già nelle libere diversi piloti sono scesi sotto il record del tracciato stabilito da Carl Edwards a febbraio di quest’anno con un giro in 26.224 secondi, pari a 137.279 miglia orarie.

IL SETUP

Nonostante i test svoltisi ad agosto e a ottobre, il principale problema per tutti sarà capire come la nuova veste del circuito influirà sul comportamento della vettura. In particolare, se la pista sarà stata sufficientemente “gommata” dai mezzi appositamente impiegati dagli organizzatori nelle scorse settimane, dovrebbero esserci almeno due traiettorie sfruttabili, qualcuno azzarda anche tre. Se invece dovesse piovere nella notte, allora le linee potrebbero ridursi a una sola. Le reazioni del nuovo manto d’asfalto saranno determinanti anche per capire quali modifiche apportare al setup nel corso della gara, per rispondere alle variazioni di temperatura e grip.

LA STRATEGIA

Da Phoenix possiamo aspettarci sia una gara tattica, di posizione, che una gara all’arrembaggio. Tutto dipenderà da come la nuova superficie reagirà alla presenza in pista di 43 vetture. Probabilmente assisteremo a molte “altalene” nelle prestazioni delle singole vetture a seconda della lunghezza dei run e del livello di grip che la pista offrirà nell’arco delle 312 tornate previste per la Kobalt Tools 500.

Se poi i sorpassi dovessero rivelarsi difficili, allora diventerebbe fondamentale anche il consumo di carburante, con Goodyear che ha portato pneumatici derivati da quelli di Indianapolis e prevede pit-stops ogni 72-76 giri a seconda del consumo dei singoli piloti.

I FAVORITI

Indipendentemente da chi vincerà la gara, a Phoenix Carl Edwards e Tony Stewart si giocheranno una bella fetta delle proprie possibilità di vittoria nella Sprint Cup. E se la giocheranno con le moltissime incognite rappresentate da un circuito praticamente inedito per tutti. Guardando al passato, i due hanno numeri molto simili, con un leggero vantaggio per Stewart quanto riguarda la posizione media al traguardo e un driver rating appena migliore per Edwards. Carl potrebbe partire decisamente più avanti, visto che può vantare 3 pole position sull’ovale di Phoenix. Nelle libere il migliore, almeno su run di almeno 10 giri, è stato Stewart, che farà di tutto per tenere fede alle proprie dichiarazioni bellicose.

Escludendo i due principali contendenti per il titolo, i favoriti per la gara sono il solito Jimmie Johnson, che può vantare ben 11 top-5 e un driver rating di 121,8, Jeff Gordon, trionfatore a febbraio, e Kurt Busch, che a Phoenix ha vinto una volta ha un rating intorno al 100.

Se guardiamo ai tempi delle libere, sembrano essere a proprio agio anche Kasey Kahne, Matt Kenseth, Greg Biffle e il duo del Ganassi Racing, formato da Juan Pablo Montoya e Jamie McMurray.

Stay Tuned!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...