Sprint Cup – Tony Stewart vince anche a Homestead e fa saltare il banco, sua la Sprint Cup 2011

Pubblicato: 21 novembre 2011 da Giannazzo in nascar
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Credit: By Chris Graythen, Getty Images

Dopo due lunghe soste ai box per riparare un buco nel frontale della Chevrolet #14, dopo aver rimontato complessivamente 118 posizioni in pista e dopo che tre temporali hanno investito l’Homestead Miami Speedway, Tony Stewart è riuscito nell’impresa di vincere la Ford 400 e la Sprint Cup.

Il pilota di Columbus, Indiana, ha terminato la stagione con lo stesso numero di punti di Carl Edwards, ma si è aggiudicato il campionato in virtù delle 5 vittorie stagionali contro l’unico successo di Carl Edwards, ottenuto a Las Vegas a marzo. E’ la prima volta nella storia della NASCAR che il primo e il secondo della generale concludono a pari merito.

Stewart ha vinto 5 delle ultime 10 gare, disputando una Chase memorabile, ribaltando completamente il proprio rendimento in pista, sottotono nell’avvicinamento ai playoffs al punto da fargli dichiarare di non meritare un posto nella top-12. Da quel momento la Chevy dello Stewart-Haas Racing è stata una macchina da guerra, con l’unica eccezione di Dover, permettendo al campione 2002 e 2005 di vincere a Miami la 44esima gara in carriera e la sua terza Sprint Cup, un risultato che lo accosta a nomi come Darrell Waltrip, Lee Petty, Cale Yarborough e David Pearson e ripercorre l’impresa di Alan Kulwicki, ultimo pilota/ownera vincere il titolo nel 1992.

Andy Lally ha conquistato quello di Rookie of The Year, pur non avendo preso parte all’ultima gara per aver rifiutato gli accordi con il tea TRG, che lo ha sostituito con Mike Bliss.

La Ford 400 si è disputata davanti ad un pubblico di circa 73.000 spettatori ed è stata interrotta da 8 bandiere gialle, tre delle quali per il sopraggiungere della pioggia. La seconda, sventolata dal direttore di gara al giro 109 ha portato anche ad una sospensione di un’ora e 14 minuti. Al comando si sono alternati 15 piloti per un totale di 26 avvincendamenti in prima posizione.

Credit: By Todd Warshaw, Getty Images for NASCAR

Fin dalla prima bandiera verde, le emozioni in pista non sono mancate: Kurt Busch è finito subito KO a causa di problemi al cambio e Stewart, in rimonta dalla 15esima posizione di partenza si è ritrovato con un buco piuttosto grosso nella presa d’aria anteriore, frutto di un urto con un oggetto non identificato, che potrebbe anche essere stato un pezzo della vettura di Busch. Il danno, fortunatamente non esteso al radiatore, ha richiesto due lunghe soste per essere riparato e Tony, precipitato oltre la 30esima posizione, si è lanciato in due rimonte furibonde, sorpassando all’esterno e all’interno un numero considerevole di avversari e ripetendo via radio che la gara non era finita, anche quando si trovava in 12esima piazza.

A questo si sono aggiunto anche un paio soste ai box piuttosto lente, che non hanno però arrestato la marcia di Smoke, che ha anche sfoderato dei restart decisamente aggressivi verso le prime posizioni.

Nel frattempo Carl Edwards è rimasto costantemente nelle prime posizioni, accumulando il maggior numero di giri in testa (119 sui 267 percorsi) e dando l’impressione di gestire il proprio mezzo nell’attesa del ritorno di Stewart, ritorno che è puntualmente arrivato al giro 123, quando la Chevy #14 è passata al comando per la prima volta.

Credit: By Tom Pennington, Getty Images for NASCAR

Ad una sessantina di giri dalla bandiera a scacchi, Edwards si è fermato per cambiare quattro gomme, mentre Stewart è rimasto in pista cercando di risparmiare benzina per fare una sosta in meno dell’avversario. La scelta di Darian Grubb si è rivelata rischiosa, la Chevy #14 è arrivata alla propria piazzola praticamente a secco, ma vincente, perché ha consentito a Stewart di trovarsi davanti a tutti quando, poco dopo, una gialla per pioggia ha interrotto le ostilità e ha visto Edwards fermarsi per fare il pieno e cambiare due pneumatici.

L’ultimo restart è avvenuto a 36 giri dalla fine e Stewart si è involato verso un successo storico, senza che Edwards riuscisse a chiudere il gap che lo separava dalla prima posizione.

Primo Stewart e secondo Edwards dunque, in un finale che migliore non poteva essere nei sogno dei vertici della NASCAR. Al terzo posto si è piazzato un ottimo Martin Truex Jr, che ha confermato di gradire molto l’ovale della Florida, davanti a Matt Kenseth, Jeff Gordon, Clint Bowyer, Kasey Kahne, Kevin Harvick, Denny Hamlin e Jeff Burton.

“Dopo il modo in cui sono andati i primi 109 giri, non potrei essere più orgoglioso” ha detto Tony Stewart. ”Abbiamo avuto un problema all’inizio e tutti hanno fatto un grandissimo lavoro per rimettere in sesto la macchina. Poi abbiamo avuto un contatto con David Reutimann e abbiamo dovuto fare altre riparazioni. Ho detto alla mia crew ‘Cavolo, li faremo davvero impazzire quando recupereremo per la seconda volta e li stracceremo’. Se qualcuno non considera questa una gara emozionante da vedere o un campionato emozionante da seguire, deve andare a farsi controllare. Corro da 31 anni e, sebbene non ricordi tutte le gare che ho vinto, credo che questa sia una delle migliori della mia vita. […] E’ un onore essere accostato ad Alan Kulwicki, ma Alan ha fatto tutto da solo, mentre io ho un grande co-owner come Gene Haas. Non potrei essere più orgoglioso di questi ragazzi. Volevo vincere a tutti i costi. Quando sei in lotta per il campionato, non ti risparmi niente. Non potevamo lasciare nulla sul tavolo e abbiamo dovuto azzardare in restart. E’ semplicemente fantastico quando la tua macchina va così bene e puoi farcela in questo modo”.

Credit: By Todd Warshaw, Getty Images for NASCAR

Carl Edwards ha detto di aver dato il massimo e ha reso merito al rivale: “Che si vinto o che si sia perso, domani è l’inizio della prossima stagione” ha dichiarato. “Conoscevamo tutte le circostanze per cui sarebbe potuto succedere, ma questa era la meno probabile. Finire in questo modo, a pari punti, lottando per la vittoria. Questo è stato l’esito meno probabile. […] mi ha ricordato la seconda gara Nationwide in Iowa con Ricky Stenhouse e non mi sono mai, mai arreso, punto. Ero pronto nel caso Tony finisse la benzina, avesse un problema a una gomma, ci fosse una gialla e andassimo a un nuovo restart. Tutto quello che potevo fare era essere il più pronto possibile. […] Non mi sono mai permesso di pensare alle conseguenze di quello che stava capitando. Dovevo solo anadre il più forte possibile e l’ho fatto. Sono andato al limite e oltre, ho dato tutto quello che avevo”.

La classifica finale vede Stewart ed Edwards appaiati a 2403 punti, con il primo a prevalere in virtù del maggior numero di vittorie in stagione. Kevin Harvick (-58) è terzo, seguito da Matt Kenseth (-73). Brad Keselowski (-84), Jimmie Johnson (-99), Dale Earnhardt Jr. (-113), Jeff Gordon (-116), Denny Hamlin e Ryan Nemwan (entrambi a -119), Kurt Busch (-141) e Kyle Busch (-157).

La 13esima piazza finale è andata a Clint Bowyer, che ha preceduto di 6 lunghezze Kasey Kahne.

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commenti
  1. […] molto il periodo di inattività di Darian Grubb, crew chief campione in carica della Sprint Cup, vinta con Tony Stewart grazie a cinque vittorie nella Chase. Grubb infatti andreà ad affiancare Denny Hamlin nel […]

  2. […] il finale che alla NASCAR sognavano da un po’. Dopo 9 tesissime gare della Chase For The Cup, Tony Stewart è riuscito nell’impresa di soffiare il titolo a Carl Edwards, che lo precedeva di 3 punti prima della gara. Stewart è […]

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