IndyCar, Danica Patrick: pilota o personaggio? Seconda Parte.

Pubblicato: 4 gennaio 2012 da peppe1981 in Indycar
Tag:, , , , , , , , , , , ,

Come anticipato nella prima parte, al fine di stilare un bilancio finale dell’esperienza di Danica Patrick in Indycar, vi proponiamo una sorta di botta e risposta virtuale nel quale confrontiamo aspetti positivi e negativi,luci ed ombre,pregi e difetti, lasciando al lettore il compito di trarre le sue conclusioni e di rispondere, se crede, alla domanda del titolo, ovvero Danica Patrick è un pilota di talento o un personaggio mediatico?
In questa seconda parte analizziamo i “contro”.
Secondo la rivista Forbes Danica Patrick è la terza atleta donna più pagata al mondo incassando qualcosa come 12 milioni di dollari all’anno (una cifra che molti colleghi, ai vertici in IndyCar, in MotoGp, nei rally, nelle maggiori categorie motoristiche e perfino in F1, si sognano).
Durante la diretta, sul canale americano ABC, della 500 miglia di Indianapolis dello scorso maggio (una gara storica perchè si festeggiava il centesimo anniversario dalla prima edizione), nelle pause pubblicitarie, su 4 spot in cui compariva un pilota, ben 3 avevano come protagonista Danica Patrick.
Nella splendida introduzione alla gara (di cui vi segnaliamo il link: http://www.youtube.com/watch?v=vkito3LZ1_4 ), ad un certo punto l’attore William Fichtner, volto del video, parlando del fatto che ad Indianapolis conta soltanto la vittoria, dice giustamente: “Le cose stanno cosi: a Indy o vinci o sei dimenticato.”
Nello stesso momento alle sue spalle, come piloti più rappresentativi dello schieramento, compaiono Castroneves (3 vittorie ad Indianapolis), Franchitti (2 vittorie), e, con una scelta discutibile e in contraddizione con l’assunto precedente, proprio Danica Patrick, nonostante al via ci fossero altri due vincitori (Dixon e Rice).
Ci chiediamo: l’attenzione degli sponsor e dei media, i guadagni e le opportunità professionali concesse alla Patrick corrispondono ad un profilo di meritocrazia sportiva?
Se guardiamo ai risultati,ai freddi numeri, dobbiamo constatare che la Patrick è arrivata in IndyCar senza mai aver vinto niente nelle formule minori, nè un campionato, nè una sola gara.
Dopo la stagione d’esordio (dove aveva conquistato 3 pole), nelle 6 stagioni successive (pur correndo per squadre di primo piano) non ha mai ottenuto la pole e ha vinto una sola gara (per altro grazie alla particolare sequenza di bandiere gialle) e non è mai stata in lotta per la conquista del campionato.
Da quando c’è stata la riunificazione tra IRL e Champ Car e susseguentemente il campionato ha visto progressivamente aumentare il numero di gare stradali e ridursi quello di gare su ovali, le prestazioni della Patrick sono via via peggiorate, evidenziando palesi limiti tecnici e velocistici nelle gare in cui si gira anche a destra.
L’arrivo di nuovi piloti dalla vecchia Champ Car, dalle formule addestrative americane e dall’Europa ha via via ridimensionato la Patrick, spesso oscurata dal talento più genuino di Simona De Silvestro.
In questa stagione tutti e tre i suoi compagni di squadra hanno vinto almeno una gara,lei no,in ben 11 occasioni su 17 gare in qualifica è stata la più lenta tra i 4 piloti del team Andretti, sui circuiti stradali ha ottenuto come migliore qualifica un diciassettesimo posto,attestandosi in tutti gli altri casi sempre dopo la ventesima posizione,mentre in gara,sempre sugli stradali, non ha mai finito nella top-five, ottenendo appena tre piazzamenti nella top-ten.
Certo negli ovali la situazione migliora, ma diventa solo discreta con una prima fila in qualifica e un quinto posto in gara come migliori risultati.
Un curriculum, numeri alla mano, davvero mediocre.
Eppure la Patrick è stata a lungo contesa tra IndyCar e Nascar, ricevendo proposte importanti (sia in termini economici che di garanzie tecniche) d’ambo le parti, per non parlare delle voci che ciclicamente l’hanno accostata alla F1 (specie alla mai nata scuderia USF1).
Eppure piloti molto più capaci, cronometro alla mano, rimangono a piedi,faticano a trovare un sedile, si devono accontentare di impieghi part-time, di soluzioni di ripiego in team di terza fascia.
Non per fare sempre i nazionalisti, ma un Pantano o un Filippi,messi al posto della Patrick, avrebbero fatto a mio avviso molto, ma molto meglio o nella improbabile ipotesi che avessero ottenuto gli stessi (modesti) risultati di Danica sarebbero stati defenestrati da tempo, altro che contratti milionari.
E lo stesso dicasi ovviamente per tanti altri piloti (uomini e donne) di talento.

commenti
  1. DanSanfy13 scrive:

    I numeri contano… nessuna pilotessa ha fatto tanti punti quanto lei e i posizionamenti a fine campionato parlano piuttosto chiaro. Per essere una donna è un fenomeno. In mezzo ai fenomeni è un pilota più che dignitoso. Per essere una donna che sembra davvero una donna è avanti anni luce.

    2005, debutto. 12° pt. 325
    2006, 9° pt. 302
    2007, 7° pt. 424
    2008, 6° pt. 379
    2009, 5° pt. 393
    2010, 10° pt. 367 (con 2 secondi posti)
    2011, 10° pt. 314

    3 pole position
    1 vittoria

    Ci sono piloti indycar che non hanno fatto quanto ha fatto lei. E nessuna donna ha fatto come lei. L’immagine conta, è vero, ma poi lei ha fatto il resto in pista.

  2. tylermets scrive:

    di solito quando si valuta un pilota si tiene conto delle sue doti velocistiche in pista.

    tempo fa però mi sono divertito a far vedere delle foto dei piloti a tutte le mie amiche…

    schumacher è stato considerato brutto, irvine da alcune interessanti da altre un cesso da paura, fisichella belloccio ma non un gran che, coulthard un gran figo, webber non un gran che, vettel un cesso, alonso testa troppo grossa per essere bello, massa non giudicabile, raikkonen un figo da paura.

    a parte raikkonen i campioni del mondo sono stati considerati cessi… mentre piloti di secondo livello erano molto apprezzati.

    quindi dovremo considerare coulthard a pari di vettel e schumi se si facesse la media del valore pilota e del valore bellezza. come si fa per danica patrick.

    qundi per me danica patrick è un pilota normale che ha vinto una gara per fortuna, tipo herbert per intenderci, però è bella ed accattivante e questo le fa guadagnare un milione di punti.

    danica, nel suo contesto, le corse motoristiche, risulta davvero bella, la più bella in assoluto credo, non ricordo bene ma penso di aver visto una foto di simona de silvestro e non è bella come lei, ma molto più veloce in pista… danica messa a confronto di altre donne belle risulterebbe un cesso anche lei…

    quindi in sostanza il giudizio su di lei è sempre falsato, per NOI APPASSIONATI VERI, dalla sua bellezza, ma per gli sponsor risulta molto più appetibile perchè noi uomini siamo il target.

    dobbiamo quindi rassegnarci a vedere unA pilota decente avere milioni di occasioni e soldi più di piloti veramente dotati che hanno mille difficoltà nel farsi NOTARE…

    poi ci sarà chi vede in lei un gran pilota non lo metto in dubbio, il mio preferito era verstappen e non è che jos the boss abbia vinto più di lei…

    ora se ne va in nascar, vediamo come la tratteranno.

  3. MastroRaf scrive:

    Herbert…. Herbert ha un curriculum sportivo che la Patrick se lo sogna🙂

  4. tylermets scrive:

    rimane che la foto della seconda parte è molto meglio di quella della prima…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...