GRAND-AM – Spunti dalla cinquantesima 24 ore di Daytona

Pubblicato: 31 gennaio 2012 da Giannazzo in grand-am
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credits: LAT Photo USA

La cinquantesima edizione della 24 ore di Daytona ha offerto diversi spunti interessanti e momenti di grande spettacolo, unottimo anniversario per la storica maratona della Florida.

A farsi notare più di chiunque altro sono stati sicuramente AJ Allmendinger e Allan McNish. Il neo-acquisto del Penske Racing ha cominciato nel migliore dei modi la stagione che potrebbe dare una svolta alla sua carriera, fornendo un contributo determinante alla vittoria della Riley/Ford del Michael Shank Racing. “Dinger” ha dato vita ad un bellissimo duello con uno dei più forti piloti di endurance al mondo: Allan McNish. I due si sono incontrati in pista sia durante la notte che nelle ultime ore di gara e non si sono certo tirati indietro, arrivando anche a scambiarsi qualche sportellata sul banking di Daytona dopo 22 ore di gara.  Allmendinger ha anche contenuto ottimamente, nell’ultima ora e spiccioli di gara, il ritorno di Dalziel, compagno di squadra di McNish.

McNish si merita un’altra citazione per la manovra più audace della gara, purtroppo non riuscita, che lo ha visto protagonista insieme a Osvaldo Negri (riley/Ford #60) e a due doppiati della categoria GT, di cui vi proponiamo il video:

Il debutto della terza generazione di Daytona Prototypes ha portato una ventata di freschezza sullo schieramento della 24 ore, dando finalmente alle vetture della classe regina della Grand-Am un aspetto accattivante, pur mantenendo la semplicità di fondo del mezzo. C’è da sperare che le griglie di partenza delle gare di campionato restino sopra le dieci auto e che nuovi costruttori propongano la propria interpretazione del regolamento DP, perché questo primo passo segni l’espansione della categoria, dopo qualche anno di relativa contrazione.

La nuova Corvette DP è stata una grossa delusione, motivabile soprattutto con i problemi di affidabilità riscontrati sui motori Chevrolet. Le prestazioni assolute si sono viste, anche se le Riley, soprattutto quelle Ford, hanno dimostrato di avere qualcosa in più dal punto di vista velocistico, ma una buona fetta delle Corvette che potevano ambire alla vittoria hanno avuto degli intoppi fin da subito. La #5 Action Express ha avuto problemi prima ancora del via ed è andata di conserva per tutta la gara, accontentandosi di un quinto posto. La #10 del Suntrust Racing, con il nostro Max Angelelli al volante, ha rotto il motore dopo nemmeno 20 giri. LA #99 Gainsco ha risentito di guai al raffreddamento, così come la #9 Action Express di Max Papis, che ha perso diversi giri ed è giunta al traguardo in nona posizione. Decisamente un’ecatombe.

Credit: John Harrelson/Getty Images

Di riflesse vanno fatti i complimenti ai team dotati delle Riley, che hanno occupato le posizioni di testa per gran parte della gara e hanno concluso al primo e secondo posto. Il terzo gradino del podio è andato ad un’altra Riley, ma di seconda generazione, la #6 del Michael Shank Racing.

Per una volta non ha vinto Ganassi, che come sempre era tra i favoritissimi, specie dopo la doppietta dello scorso anno. La #02 ha avuto problemi tecnici nelle prime ore di gara, ma è riuscita a risalire fino al quarto posto. La #01 di Pruett, Rojas, Hand e Rahal, motorizzata BMW, era perfettamente in gara a tre ore dalla bandiera a scacchi, pur non avendo la velocità di punta delle vetture a motore Ford, ma è incappata in un problema al cambio dopo una sosta ai box ed è scivolata in sesta piazza.

Credit: John Harrelson/Getty Images

Tra le GT, Porsche ha fatto il bello e il cattivo tempo, piazzando tre vetture ai primi tre posti della classifica finale, con la #44 del Magnus Racing sul gradino più alto del podio, ma la categoria ha offerto un bello spettacolo sia per numero che per qualità dei presenti.

Se per Ferrari la prova di Daytona è stato addolcita dal quinto posto di classe della 458 #63 del Risi competizioni, pilotata da Beretta, Vilander, e dal nostro Andrea Bertolini, per Audi la 24 ore di Daytona è stata un insolito calvario. Non si era forse mai vista una vettura Audi pensata per l’endurance andare male all’esordio come la R8 Grand-Am. La bella vettura #51 del team APR Motorsport è stata la prima auto col marchio dei quattro anelli in classifica, con Baas / Canache / Norman / Pirro / Von Moltke al 31esimo posto di classe, dopo aver avuto problemi di ogni genere, dalla frizione alla pompa della benzina.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia


commenti
  1. Fangio43 scrive:

    Neanche una pacchetta sulla spalla…….gli amici si vedono nel momento del bisogno!………Se ti capita, dà una pacchetta a Max da parte mia e almeno tre pacchette a Tatiana!

  2. Giannazzo scrive:

    ahahahah, purtroppo Max non ha avuto nemmeno il modo di spingere un po’ ed è un vero peccato😦 Spero di portare le tue pacchette a destinazione molto presto. Per ora vediamo di capire dove correrà di preciso nel 2012🙂

  3. Fangio43 scrive:

    Portando le pacchette……cerca di trarne qualche “vantaggio”! Quando il portafortuna sarà “servito” ti verranno un sacco di idee…………!!!!!

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