Questa sera l’America celebra l’edizione numero 46 del suo evento sportivo più importante: il Super Bowl.
Teatro della sfida tra i New England Patriots di Boston e i New York Giants sarà il Lucas Oil Stadium di Indianapolis (diretta su SportItalia 2 e ESPN America a partire da mezzanotte ora italiana).
Il Super Bowl è la partita secca che assegna il titolo di campione della National Football League (NFL), la lega professionistica statunitense di football americano, e viene considerata dagli stessi Americani come l’incontro che assegna il titolo di campione del mondo di questo sport.Proprio a sottolineare la “solennità” dell’evento, le edizioni sono contrassegnate dai numeri romani (quest’anno si gioca il Super Bowl XLVI).
Ma il Super Bowl è molto più di una partita o di un semplice evento sportivo: è una tradizione, un’istituzione, potremmo dire quasi un rito per gli americani, una sorta di festa nazionale, visto che il paese intero si ferma per guardare la finale.
Lo dimostrano i dati degli ascolti Tv: lo scorso anno il match è stato seguito da una media di 111.5 milioni di spettatori, un dato che da solo ci fa capire sia perchè il Super Bowl venga considerato l’evento sportivo più importante dell’anno, sia perchè si tratti di un avvenimento in grado di generare un business di notevoli dimensioni.
La vastissima platea di telespettatori (ergo consumatori) che assiste alla partita rappresenta un bacino d’utenza che non ha eguali come quantità e composizione, per cui gli inserzionisti interessati si contendono gli spazi pubblicitari a suon di milioni.
Perfino in un momento di crisi generale, la NFL ha chiuso la vendita degli spazi per gli spot pubblicitari all’interno della diretta già ad inizio novembre.
Giusto per avere un’idea: lo scorso anno l’operazione ha generato guadagni per circa 250 milioni di dollari e non si fa fatica a crederlo visto che uno slot per uno spot da 30 secondi costa tra i 3.5 e i 4 milioni di dollari.
Peraltro a questo costo gli sponsor devono aggiungere anche le spese di realizzazione degli spot stessi, che sono “pezzi unici” girati ad hoc e che hanno come testimonial personaggi famosi (del mondo della Tv,del cinema, della musica,dello sport..), i quali percepiscono cachet molto remunerativi.
Ma il Super Bowl non è solo sport, business,fenomeno di costume e rito collettivo, è anche spettacolo, a partire dall’inno nazionale, che quest’anno sarà interpretato da Kelly Clarkson (cantante vincitrice di due Grammy Awards), per proseguire poi nell’intervallo, durante il quale si consuma l’ormai tradizionale Half Time Show, che stasera vedrà esibirsi Madonna,fresca vincitrica del Golden Globe.
La cassa di risonanza e la visibilità garantita dal Super Bowl rappresentano una grande occasione anche per l’IndyCar,soprattutto in un momento di passaggio come questo.
Nel 2012 non ci sarà più Danica Patrick, calamita di spettatori e telespettatori, ed è ancora fresca la ferita della tragedia di Dan Wheldon, con tutte le conseguenze che questa ha comportato.
C’è il lancio di un nuovo telaio e l’arrivo di altri due motoristi, ma il calendario di gare si è ridotto e lo schieramento di partenza, complice la crisi economica, non è ancora completo.
L’IndyCar, quindi, ha cercato di cogliere l’occasione e ha organizzato una serie di eventi collegati al Super Bowl: la festa pre-gara si è tenuta nella Pagoda di Indy, 33 monoposto disposte nelle tradizionali 11 file di tre e dipinte dei colori della squadre di football hanno dato vita ad un’apprezzata (e a quanto pare molto visitata) esposizione statica nelle strade di Indianapolis, mentre in questi giorni il Borg Warner Trophy (la coppa del vincitore della Indy 500) ha fatto bella mostra di sè accanto al Vince Lombardi Trophy (il trofeo, nell’immagine in basso, che spetta alla squadra che vince il Super Bowl).
Infine, ricordando che si tratta pur sempre di una partita, accenniamo all’aspetto più propriamente sportivo: la sfida tra i New England Patriots (7° Super Bowl con 4 vittorie) e i New York Giants (5° Super Bowl con 3 vittorie) è la riedizione della finale del 2008 (quattro anni fa vinse a sorpresa New York,capace di battere contro ogni pronostico i Patriots, che erano arrivati in finale con un ruolino di marcia immacolato, fatto di 18 vittorie e zero sconfitte).
Nodo cruciale della partita sarà il confronto a distanza tra i due quarterback: Tom Brady (stella dei New England Patriots, eletto miglior quarterback del decennio e già 3 volte vincitore al Super Bowl, nonchè famoso anche per essere il marito della top model Gisele Bundchen) ed Eli Manning dei Giants di New York, vincitore del Super Bowl nel 2008 proprio con questa squadra e proprio contro i Patriots di Brady (in quella circostanza fu eletto anche miglior giocatore della partita).

commenti
  1. RN80 scrive:

    il football americano è veramente bello, solo è troppo spezzettato x i miei gusti. Pensate che una partita da 4 tempi di 15′ (cioè 60min) dura circa 3 ore, il superbowl ancora di +. X noi europei abituati al calcio sempre in movimento è forse un po’ troppo.
    Fenomenale è la moviola in campo, se c’è un giocata dubbia viene rivista e nel caso corretta la decisione arbitrale, non ha senso come nel calcio convalidare una decisione sbagliata quando si sa subito che è sbagliata!

  2. RN80 scrive:

    Le 33 auto erano dipinte con i colori delle squadre (32) + 1 con i colori americani?

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