Sprint Cup – Montoya: “Ho colpito molte cose in carriera, ma un jet dryer proprio mai!”

Pubblicato: 28 febbraio 2012 da Giannazzo in nascar
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Credit: Jonathan Ferrey/Getty Images for NASCAR

Juan Pablo Montoya è rimasto coinvolto nel’incidente più strano di questo scoppiettante inizio di stagione della NASCAR, andando ad impattare, in regime di bandiera gialla, contro un jet dryer intento a rimuovere piccoli detriti dal banking di Daytona a 40 giri dalla fine della 500 miglia.

Il colombiano era appena uscito dalla pit road e stava procedendo a velocità piuttosto sostenuta, ma non altissima, per ricongiungersi al gruppo, dopo essere transitato dalla propria piazzola per controllare un problema che avvertiva al posteriore. Proprio mentre stava riferendo a Chris Heroy le sue impressioni sulla vettura, deciso a rientrare nuovamente ai box, la trasmissione ha ceduto di schianto, imprimendo alla Chevrolet Impala #42 una traiettoria anomala e mandandola a schiantarsi contro uno dei veicoli che l’organizzazione utilizza per asciugare o pulire il manto d’asfalto.

I jet dryers sono sostanzialmente dei trucks che si portano appresso una turbina atta a “sparare” aria sull’asfalto, alimentata da carburante aeronautico e Montoya è finito esattamente contro il serbatoio della turbina, che si è bucato e ha dato luogo ad un’esplosione, con conseguente incendio.

Fortunatamente Juan Pablo non è andato a impattare direttamente contro la cabina di guida del truck e il conducente si è potuto allontanare sulle proprie gambe, ma il rischio corso non è stato da poco e ha condotto ad una bandiera rossa durata 2 ore e qualche minuto, con pompieri impegnati a spegnere l’incendio e i commissari a liberare la pista da quasi 200 galloni di carburante.

Sicuramente la NASCAR dovrà riesaminare le procedure di gestione delle bandiere gialle e/o la sicurezza dei mezzi impiegati, sebbene non vi siano colpe imputabili ad alcuno dei coinvolti, visto che Montoya viaggiava ad una velocità perfettamente lecita in quella situazione ed è stato un guasto meccanico ad originare l’incidente. Una soluzione piuttosto indolore potrebbe essere quella di mantere chiusa la pit road quando ci sono i jet dryers in pista, oppure di schierarli solo con bandiera rossa, perché oltre a salvaguardare l’incolumità dei piloti è assolutamente necessario pensare anche a chi, con il proprio lavoro, consente lo svolgimento delle gare.

Riportiamo una raccolta delle dichiarazioni di Montoya, pubblicate da Chevrolet dopo l’incidente:

Zoppichi un po’, è tutto a posto?

“Sono a posto. Il piede mi fa male, ma sono a posto. Per la botta che è stata, sto decisamente bene, ad essere onesto” 

Dicci cosa è successo

“Qualcosa si è staccato al posteriore e la macchina è semplicemente partita verso il jet dryer. Ho sentito una vibrazione al posteriore e sono rientrato. Hanno guardato dappertutto ed era tutto a posto, ma ho detto loro ‘Penso che ci sia qualcosa di rotto’ e stavo tornando ancora al pit quando la macchina è partita da sola”.

Hai parlato con il conducente del jet dryer?

“Era con me in ambulanza. Era parecchio spaventato, ma sembrava a posto”

Hai percepito l’esplosione?

“Oh sì, mi ha bruciato il casco e tutto il resto. Non è un bel modo di finire la Daytona 500. Tutti nel team Target hanno fatto un gran lavoro per preparare questa ottima Chevy. Non avevamo toccato e nessuno aveva toccato noi, ed eravamo ad appena 40 giri dal termine. Pensavo di avere una gran macchina. Pensavo che fossimo messi bene. Tutto andava nel modo giusto e quello che è successo è un vero peccato”.

Questo è sicuramente uno degli incidenti più bizzarri che si siano mai visti

“Ho colpito un sacco di cose nella mia carriera, ma un jet dryer? Quello proprio mai!”

Com’era la pista? Sei riuscito a vedere la situazione dell’asfalto?

“No, ero troppo occupato. Sono uscito dalla macchina velocemente. Ho alzato la testa e ho visto il conducente fuori dal jet dryer. Ho visto un po’ di fuoco, la mia auto in fiamme. Ho visto l’ambulanza e mi sono diretto verso di essa.”

A cosa hai pensato quando hai capito che stavi per colpire il truck?

“Non ho pensato al truck, ho pensato ‘Sto davvero andando addosso al jet dryer e non sarà divertente’. Prima di colpirlo ho pensato ‘quest’affare prenderà sicuramente fuoco di brutto’ e così è stato”.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia

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