F1,Melbourne. L’analisi del passo: Vettel e Alonso.

Pubblicato: 19 marzo 2012 da peppe1981 in ferrari, formula 1, McLaren, REDBULL
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Premessa: è solo la prima gara, le monoposto sono solo all’inizio del loro sviluppo, ci sono stati pochi test, la pioggia di venerdi ha disturbato il lavoro delle squadre, il circuito di Melbourne ha caratteristiche particolari e tali per cui i valori in campo potrebbero cambiare, almeno in parte, già dal prossimo Gp in Malesia domenica prossima.
Nel frattempo vogliamo cercare di capire qualcosa di più analizzando i cronologici della gara australiana, concentrandoci sul passo di Vettel e Alonso in modo da provare ad interpretare potenzialità e criticità di RedBull e Ferrari, avendo come metro di paragone la McLaren, che a Melbourne si è presa pole (Hamilton), vittoria e giro più veloce (Button).

RedBull RB8 (in parte) come Ferrari 2011? La Ferrari 150 Italia era una monoposto che faticava a mandare in temperatura -e quindi a sfruttare- le gomme (di conseguenza pativa in qualifica), in compenso migliorava in gara, dove riusciva a conservare gli pneumatici un pò meglio di altri, tanto da risultare talvolta più veloce di RedBull e McLaren negli ultimi giri dei primi stint della gara.
Un andamento simile, fatte le dovute proporzioni e i necessari distinguo, sembra caratterizzare la RedBull 2012 in formato Melbourne.
In prova Webber e Vettel patiscono da Hamilton un distacco tra i sette e gli otto decimi, in gara, invece, il margine si riduce in maniera significativa, anzi in talune fasi di gara Vettel (protagonista della nostra analisi) tiene il passo di Button, o è addirittura più veloce.
E’ il caso, ad esempio, degli ultimi giri del primo stint: Vettel, complice il ritiro di Schumacher che fino a quel momento aveva fatto un pò da tappo, sale in terza posizione, siamo al giro 10 e Vettel accusa in quel momento un distacco di 13.7 secondi da Button.
Nei 5 giri successivi che portano sia Vettel che Button alla loro prima sosta, il tedesco ha un ritmo migliore, rosicchiando due secondi e mezzo all’inglese.
Al rientro dai box sia Hamilton che Vettel si ritrovano dietro vetture che non hanno ancora effettuato il loro primo pit-stop: al giro 21 entrambi riescono a superare Perez e finalmente hanno pista libera davanti a loro (in quel momento Vettel è a 13.295 secondi da Button). Nei 15 giri successivi, che portano Button alla sua seconda sosta, Vettel mantiene il passo del leader (12.5 secondi il gap al termine dello stint).
Nei giri successivi alla ripartenza dopo la safety car, Button costruisce un vantaggio su Vettel, nel frattempo passato in seconda posizione, che sfiora i 4 secondi (ancora una volta, come in qualifica, la McLaren scalda le gomme prima e meglio della RedBull?).
Negli ultimi 10 giri il gap non aumenta, anzi tende a ridursi: attenzione Button non stà amministrando in quel momento,al contrario stà tirando, infatti tra il giro 54 e il giro 56 abbassa per tre volte consecutive il giro più veloce della gara.
In conclusione la RedBull, pur non disponendo del grande vantaggio tecnico dello scorso anno, rimane un contendente assai temibile nella lotta per il mondiale, avendo dimostrato in Australia si’ note negative (difficoltà in qualifica e poi velocità di punta non irresistibili, prova ne siano i molti giri “spesi” da Vettel dietro Schumacher e Webber dietro Rosberg), ma anche spunti positivi, come l’ottimo ritmo gara e la capacità di rispettare molto bene le gomme sulla distanza.

Tutti i limiti e le difficoltà della Ferrari. Come abbiamo ricordato in precedenza, la 150 Italia aveva sostanzialmente tre problemi, tra loro collegati.
Non riusciva a sfruttare immediatamente le gomme (e quindi soffriva in qualifica e nelle fasi di ripartenza dopo una safety car o dopo un pit stop), pativa le mescole più dure, evidenziava difficoltà nelle ultimi fasi del Gp, cioè a serbatoio scarico.
In compenso,però, riusciva ad essere competitiva nelle fasi iniziali e centrali del Gp (a sebatoio carico), inoltre sembrava preservare bene le gomme, talvolta meglio degli avversari.
La sua erede, la F2012, almeno per quanto visto a Melbourne, non sembra aver risolto i problemi cronici della sua progenitrice, anzi pare che ne abbia disperso perfino i (pochi) pregi.
In qualifica, complice anche l’errore di Alonso in q2, il distacco dalla vetta è di 1 secondo e mezzo: è vero che lo spagnolo avrebbe potuto fare meglio senza l’uscita, ma è altrettanto vero che Massa ha rischiato di non entrare nemmeno in q2 accusando alla fine un gap di di 2.5 secondi dal poleman Hamilton.
In gara la situazione è migliorata, ma nemmeno tanto. Il quinto posto è più che altro il frutto dell’ennesima prova di solidità di Alonso, della sua buona partenza e di alcune circostanze favorevoli (ritiro di Schumacher, difficoltà di Rosberg, contatto Grojean-Maldonado che ha estromesso il francese e ha portato il venezuelano dietro allo spagnolo della Ferrari, la brutta qualifica di Raikkonen).
Appare significativo il fatto che i ferraristi siano stati i primi a fermarsi per il cambio gomme (indice di un importante degrado delle morbide), come pure molto indicativo è il fatto che lo spagnolo, pur avendo un altro treno nuovo di morbide a disposizione, abbia scelto di effettuare i restanti stint con le medie.
Preoccupante è anche l’analisi del passo gara: concentriamoci su due fasi della corsa.
La prima che abbiamo scelto è quella dal giro 22 al giro 34: siamo nel secondo stint e i protagonisti del nostro confronto hanno pista libera dinanzi a loro.
Alonso e Button hanno gomme medie, Vettel soft, lo spagnolo le ha montate al giro 13, Button e Vettel al giro 16.
Bene, nei primi 5 giri del segmento Alonso mantiene pressocchè inalterato il distacco da Button (17 secondi circa), mentre inizia a perdere da Vettel (il gap sale da 4 a 6 secondi).
Ma nei successivi 7 giri il ferrarista perde sensibilmente terreno, perdendo 7.4 secondi da Button (circa un secondo al giro) e circa 6 secondi da Vettel: a questo punto in Ferrari si opta per il pit-stop.
La situazione si ripete nell’ultimo stint, dopo la ripartenza dal regime di safety car: dal giro 42 al giro 57 Alonso accusa un distacco da Button di ben 13.7 secondi e il gap di circa un secondo al giro sul passo è confermato dalle prestazioni assolute, con il giro più veloce di Alonso di 1.30.277 a fronte dell’ 1.29.187 di Button.
Nella classifica dei giri più veloci della gara Alonso è dietro anche a Vettel (1:29.417), Webber (1:29.438), Hamilton (1:29.538) e perfino alle spalle di Maldonado (1:30.254) e Vergne (1:30.274).
E ancora: se analizziamo l’ultimo stint di Alonso (di seguito)
43 1:32.071
44 1:30.978
45 1:31.438
46 1:30.332
47 1:30.632
48 1:30.860
49 1:31.317
50 1:31.140
51 1:30.506
52 1:30.277
53 1:30.593
54 1:30.675
55 1:30.894
56 1:31.025
57 1:31.019
58 1:33.838
e lo raffrontiamo con quello di Button (di seguito):
43 1:31.502
44 1:30.535
45 1:30.378
46 1:29.865
47 1:30.108
48 1:30.081
49 1:30.179
50 1:30.019
51 1:30.052
52 1:29.927
53 1:30.188
54 1:30.041
55 1:29.696
56 1:29.641
57 1:29.538
58 1:29.867
possiamo evidenziare che proprio nel momento in cui le prestazioni di Alonso si plafonano o peggiorano (dal giro 53 in poi), Button e la sua McLaren danno il meglio di sè con giri record a ripetizione.
Insomma in conclusione la Ferrari vista in Australia è lenta sul giro secco, soffre con le morbide, anche con le medie ha un degrado abbastanza importante specie nell’ultima fase dello stint e ha da recuperare rispetto ai primi almeno un secondo sia sulla prestazione assoluta che sul passo gara, inoltre anche la velocità di punta è bassa, lo si evince dai dati rilevati dalla speed trap sia in qualifica che in gara.
Una situazione allarmante, insomma, e abbiamo preso come riferimento Alonso, altrimenti con Massa la notte diventa proprio fonda.
Alla squadra il compito di reagire, già a partire da domenica prossima: intanto il primo obiettivo di schierare una macchina competitiva già dalla prima gara è già fallito e esattamente come lo scorso anno bisogna già rincorrere affannosamente.

commenti
  1. Dany_M scrive:

    Bella analisi.
    A mio parere il risultato ottenuto da Alonso è bugiardo. senza tutti quegli episodi favorevoli sarebbe finito molto più indietro.E verò che la Safety Car gli è costata una posizione, però il problema non è quello. La Ferrari col suo miglior pilota è apparsa una vettura da metà classifica, mentre con l’altro pilota è da considerare persino peggio.

    Mi chiedo se qui avevano problemi di degrado delle gomme in Malesia cosa succederà?

    Organizziamo una danza della pioggia?

  2. Stew scrive:

    Vero, il 5 posto è stato piuttosto fortunoso, gli si sono tolti davanti almeno tre piloti (Grosjan, Shumacher e Maldonado), in condizioni normali (senza tanti incidenti o ritiri) è attualmente una macchina da 7°, 8° posto.

    Il confronto dei tempi lo riproporrei con la Williams e la Lotus (nei momenti nei quali hanno avuto pista libera)

  3. Fangio 43 scrive:

    Siete i miei ragazzi…. (era un complimento)!

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