Sprint Cup – Dove è finito il pubblico di Bristol? Bruton Smith pensa a dei cambiamenti in tempo per la gara di agosto

Pubblicato: 20 marzo 2012 da Giannazzo in nascar
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fonte immagine: knoxnews.com

Il pubblico presente sulle tribune del circuito che, fino a poco tempo fa, era una delle mete più ambite di tutto il calendario della Sprint Cup, era ben lontano dalle 102.000 presenze citate dalla NASCAR. Dove sono finiti i 160.000 e più spettatori a gara, registrati costantemente fino al 2006?

Jeff Gluck ci ha scherzato sopra su Twitter, con un messaggio ironico – “La NASCAR stima l’affluenza per la gara odierna a Bristol in 102.000 spettatori. Un numero record di persone indossava il mantello dell’invisibilità” – sottolineando la crisi di un evento per cui solo qualche anno fa si faticava a trovare un biglietto.

Sicuramente ll pioggia caduta su Bristol nelle ore precedenti la gara non ha aiutato a vendere in extremis i posti disponibili in tribuna, ma le vere motivazioni di calo così pronunciato sono di due tipi: quelle economiche e quelle legate allo spettacolo in pista.

Da un punto di vista economico, i biglietti per le gare di Bristol sono decisamente costosi, ma ancor più costoso è soggiornare nelle zone limitrofe. Spendere 200 o 300$ dollari a notte per stare in un hotel che normalmente affitta le proprie stanze a 50$ e doversi poi sorbire più di un’ora di macchina per arrivare al tracciato non ha sicuramente aiutato a riempire le tribune, così come il prezzo della benzina, arrivato a 4$ al gallone, contro i poco più di 2$ di due o tre anni fa. Vedere una gara a Bristol, per un fan che risiede in uno stato dell’est degli Stati Uniti, costa come una trasferta (aereo incluso) per Las Vegas.

E qui entrano in ballo le problematiche relative allo spettacolo in pista. Fino al 2006 nessun appassionato avrebbe preferito assistere alla gara di Las Vegas. Dopo la stesura di una nuova superficie e l’adozione dell’ormai onnipresente progressive banking, sono venuti decisamente meno l’agonismo e i continui contatti tra le vetture, che in precedenza erano dettati dall’esistenza di un’unica traiettoria ideale e obbligavano i piloti più veloci a “spostare” letteralmente di mezzo chi li precedeva.

Le gialle sono calate drasticamente, da una quindicina a gara alle cinque di domenica scorsa, ed è sostanzialmente venuto meno quello che il pubblico si aspettava e aveva imparato ad amare, cioè un modo di correre ruvido, da “uomini veri”. Non che la Food City 500 sia stata brutta, intendiamoci. Ci sono stati duelli appassionanti side-by-side e anche molti three-wide un tempo impensabili, ma non quell’overdose di emozioni “vecchio stile” a cui eravamo abituati.

“Non capisco tutto questo odio nei confronti della nuova Bristol” ha dichiarato Brad Keselowski. “Sono di parte, lo so, ma per me questa è stata una delle migliori gare che abbia visto a Bristol. Abbiamo corso affiancati anche per 20 giri consecutivi. Ci sono stati degli scontri, degli incidente e molta azione, tanti two e three-wide”

Il punto è proprio qui: una gara come la Food City 500 sarebbe stata ottima su qualsiasi altra pista, ma non a Bristol, con la storia di Bristol, con i costi per andare a Bristol e l’immagine che gli stessi organizzatori continuano ostinatamente a proporre: cartelloni e spot ricchi di toccate ed incidenti e il claim “Le gare come dovrebbero essere”.

Il proprietario dell’impianto, Bruton Smith, conscio del bisogno di una svolta, ha preso in considerazione l’idea di rimettere mano al circuito e ha dichiarato: “Analizzeremo in profondità i dati questa settimana. Sui nostri computer abbiamo tutti i dati che ci mostrano come era la pista e come è ora e abbiamo cominciato a lavorarci ieri notte. Avrò una risposta la prossima settimana e decideremo se cambiare il tracciato”

L’urgenza è evidente e Smith è intenzionato a mettere in atto eventuali modifiche molto velocemente.

“Se farò qualcosa, garantisco che lo farò prima della gara di agosto” 

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia

commenti
  1. tylermets scrive:

    perchè il sig Smith non da un colpo di telefono a bernie ecclestone? si fa spiegare per filo e per segno come lui gestisce tutti i circuiti di F1 prende appunti, si fa schemi e presentazioni di powerpoint, elabora statistiche con exel di quello che gli spiega nonno bernie. attacca la cornetta, ci studia per bene sopra. poi chiama anche tilke e chiede come poter modificare il circuito. mette insieme tutte le informazioni ottenute e fa l’esatto contrario!!

    e poi catino pieno ad agosto!!

    • mfabio83 scrive:

      non oso immaginare cosa potrebbe tirar fuori un duo Ecclestone-Tilke (o chi ha colpe sul disegno dei tracciati) sull’ovale di Bristol…

    • Giannazzo scrive:

      Ahahahahah, per fortuna negli States il pubblico pagante ha ancora voce in capitolo. Pensate a quello che è stato fatto per i modelli 2013 della Sprint Cup…

      Se ascoltassero ancora un po’ il pubblico, tornerebbero finalmente a correre su qualche ovale corto in più, cosa a cui si arriverà per forza se le tribune non si riempiono.

      Chi punta su una Bristol col vecchio banking entro agosto?😉

  2. Jack Tanner scrive:

    io! spero proprio che facciano delle modifiche!
    condivido pienamente quello che hai detto! sul forum ho esagerato a definirla fiacca, ma non mi sembra di sbagliare quando dico che da una gara come Bristol ci si aspetta di vedere più energia!
    Fortuna che c’è stato questo tuo post a risollevarmi il morale, quando ho letto l’ottima impressione che si è fatto Aldo (nel suo blog) sulla gara di domenica, ho pensato di avere il cervello fritto😄 ciao Gian😉

    • Giannazzo scrive:

      Ciao Jack, grazie per il commento🙂

      Intendiamoci, la gara è stata bella, decisamente. Su qualsiasi altra pista sarebbe stata da 8 o 9 su dieci, ma a Bristol no.

      Sostengo da parecchio che la NASCAR è cresciuta fin troppo per attirare i fan occasionali e molti di questi sono in cerca unicamente di emozioni sempre crescenti, anche “artificiali”. Personalmente mi piacciono anche le gare “noiose”, in cui non ci sono incidenti e un pilota vince per distacco, anche se magari ci sono meno spettatori sulle tribune, però Bristol è un caso a parte. A Bristol si è smarrita la personalità del circuito, a Bristol le toccate ci sono sempre state, ineluttabili, necessarie. Bristol era un’evento e ora è una bella gara… due cose ben diverse. Un po’ come Hockenheim dopo che l’hanno castrata: qualche bella gara, certo, ma non è più Hockenheim.

  3. Giannazzo scrive:

    Un altro fattore che sarebbe da tenere in conto è l’introduzione della gara in Kentucky, un mercato vicino e con costi decisamente minori

  4. […] proprietaria del Bristol Motor Speedway, era già deciso ad assecondare il volere dei fans quando nei giorni scorsi aveva annunciato di essere disposto a spendere un milione di dollari per riportare il pubblico […]

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