F1, Sepang: L’analisi delle prove libere.

Pubblicato: 23 marzo 2012 da peppe1981 in formula 1
Tag:, , , , , , , , , , , , , , , ,

Il venerdi’ di prove libere del Gran Premio della Malesia è stato caratterizzato da pista asciutta e alte temperature dell’aria e della pista: ciò ha consentito alle squadre di utilizzare con profitto le tre ore a disposizione, riuscendo a provare diverse soluzioni di assetto, carico benzina e pneumatici.
Proprio le gomme potranno rappresentare un fattore chiave della gara di domenica: se la pista sarà bagnata o in condizioni mutevoli, come al solito sarà determinante la scelta tra full wet ed intermedie e il momento di passare da un tipo all’altro e/o di rischiare le gomme d’asciutto; se invece le condizioni climatiche resteranno quelle di oggi, si annuncia un Gp ricco di pit stop visto l’alto degrado delle Pirelli.
La scorsa stagione, quando le squadre avevano a disposizione dure e soft, si videro addirittura 4 soste, mentre quest’anno la Pirelli ha portato le dure e le medie.
Oggi, però, abbiamo potuto notare in pista numerosi residui di gomma, i famosi marbles, segno inequivocabile dell’importante usura dei pneumatici, la cui presenza tra l’altro costringe i piloti ad attenersi a mantenere strettamente il binario pulito, pena evidenti problemi di aderenza che hanno portato a diversi errori ed escursioni.
Proprio per vedere come le diverse scuderie riescono a far lavorare le gomme, concentriamo la nostra attenzione sull’ultima parte della seconda sessione di libere, quando, cioè, i team simulano le condizioni di gara effettuando dei run più o meno lunghi con molta benzina a bordo.
Abbiamo scelto di focalizzarci sulle McLaren, sulle Red Bull, sulle Mercedes, sulla Ferrari di Alonso e sulla Lotus di Raikkonen.
La McLaren ha svettato in entrambe le sessioni con Lewis Hamilton, il quale, però, ha effettuato nel finale un run di appena 6 giri in assetto da gara, sporcato peraltro da due errori con relative innocue escursioni nella vie di fuga in asfalto.
Questi i suoi tempi,realizzati con gomme medie: 1:49.841; 1:45.390; 1:44.790; 1:47.751; 1:44.849; 1:45.022 .
Un run di difficile interpretazione quello del campione del 2008, vista l’esiguo numero di giri e gli errori compiuti: qualcosa in più possiamo ricavare da Button, il cui run ( sempre su gomme medie) è stato più lungo (9 giri) ed esente da imprecisioni.
Il vincitore del Gp d’Australia è molto costante nei primi 6 passaggi tutti percorsi sul passo dell’ 1.44 alto con un picco prestazionale di 1.44.659 al terzo giro, dal settimo in poi i suoi tempi si alzano in maniera evidente,anche di due secondi.
Di seguito il run di Jenson:
1:44.803; 1:44.984; 1:44.659; 1:44.823; 1:44.904; 1:44.935; 1:45.142; 1:46.739; 1:46.422.
Anche la Mercedes ha girato con gomme medie in simulazione gara, con run più lunghi della McLaren (11 giri per Schumacher, 12 per Rosberg), con prestazioni assolute inferiori, ma con un degrado gomme accettabile o comunque meno evidente.
Schumacher ottiene la miglior prestazione del run al quarto passaggio (1:45.194), gira 7 volte tra l’1.45 e 2 e l’1.45 e 7 e all’ultimo giro il suo riferimento è ancora dicreto (1.46.193 ad un secondo circa dal miglior giro del run).
Nel dettaglio: 1:45.422; 1:45.730; 1:47.097; 1:45.194; 1:45.473; 1:45.347; 1:45.439;
1:46.675; 1:45.692; 1:46.314; 1:46.139.
Molto consistente anche il long run di Rosberg: 12 giri, miglior prestazione (1:45.349) al primo giro, ritmo molto costante (ben 9 giri tra l’1.45 e 3 e l’1.45 e 8 di cui 4 giri a meno di un decimo dalla miglior prestazione personale), degrado nell’ultima parte del run di proporzioni simili a quello del team mate (1 secondo abbondante). Nel dettaglio:
1:45.349; 1:45.421; 1:45.369; 1:45.589; 1:45.409; 1:45.855; 1:45.521; 1:45.764; 1:45.406; 1:46.457; 1:49.792; 1:46.513.
Proseguendo nell’analisi dei piloti che hanno utilizzato gomme medie veniamo al sorprendente run di Kimi Raikkonen: il finlandese ci dimostra come può essere fuorviante esaminare le prestazioni fermandosi unicamente ad una semplicistica e acritica lettura della lista dei migliori tempi.
Nella seconda sessione di libere Iceman è solo quindicesimo, ma il suo passo gara è di tutt’altro spessore: 13 giri per lui con una prima parte di run (sino al nono giro) paragonabile se non addirittura migliore del passo Mclaren (tenuto conto ovviamente che resta l’incognita del carico benzina).
Kimi ottiene il suo miglior crono al secondo passaggio (1:43.846) attestandosi sotto l’1.44 fino al nono passaggio, per poi accusare un netto calo prestazionale dovuto al degrado dei pneumatici. Nel dettaglio:
1:44.307; 1:43.846; 1:44.218; 1:44.429; 1:44.437; 1:44.599; 1:44.628; 1:44.646; 1:44.992; 1:48.017; 1:45.713; 1:46.854; 1:48.324.
La Red Bull ha operato una scelta diversa facendo completare sia a Vettel che a Webber 2 run, il primo con le medie il secondo con le dure.
Vediamo il confronto tra i due:
Vettel medie:
1:44.564
1:44.278
1:44.133
1:43.840
1:43.861

Webber medie:
1:45.312
1:45.248
1:44.893
1:44.310
1:44.444
1:44.568
1:44.407
1:44.369
1:44.505
1:44.681

Vettel dure:
1:44.075
1:43.775
1:44.789
1:44.192

Webber dure:
1:44.422
1:44.235
1:44.146
1:44.594
1:44.265
1:44.712

Onestamente il lavoro della RedBull è di difficile decifrazione: in primo luogo entrambi i run di Vettel sono molto brevi (6 giri il primo, appena 4 il secondo), poi entrambe le vetture hanno sostato ai box per un quarto d’ora circa tra primo e secondo run e non sappiamo se ci sono state modifiche d’assetto o rabbocchi di carburante.
L’aspetto più interessante è il primo run di Webber su gomme medie, che evidenzia un ritmo molto costante con 8 giri sotto l’1.45 e l’ultimo passaggio ad appena tre decimi dal miglior tempo del run stesso, segno di un degrado minimo delle coperture.
Altro dettaglio che possiamo evidenziare è che i piloti RedBull ottengono la miglior prestazione del run quasi sempre tra il terzo e il quinto giro, a differenza dell’anno scorso quando riuscivano a sfruttare immediatamente il pneumatico.
Concludiamo la nostra panoramica con la Ferrari, che ha adottato con Fernando Alonso una strategia ancora diversa: lo spagnolo ha effettuato un run partendo con gomme dure ed effuttuando un pit stop al settimo giro per passare alle gomme medie.
In dettaglio:
1:44.907
1:44.872
1:43.686
1:44.479
1:44.623
1:44.116
1:51.639 (pit stop)
2:11.149 (out lap)
1:43.816
1:43.747
1:43.953.

Premesso che non conosciamo il carico benzina della Ferrari in paragone agli altri concorrenti e che il numero di giri effettuati con ciascun treno di gomme è troppo esiguo per farci esprimere sul degrado delle gomme, sembra che la Rossa, almeno con Alonso, riesca difendersi meglio in configurazione gara.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...