Il ritorno di Spider Man. Helio Castroneves torna al successo e mette la sua firma in calce alla gara d’apertura della stagione 2012, quella dell’anno zero, del nuovo inizio dell’IndyCar con l’esordio del nuovo telaio Dallara DW12 e della rinnovata competizione tra motoristi con le nuove unità turbo.
Il pilota brasiliano, 36 anni, si riscatta dopo aver vissuto un 2011 difficile, concluso senza vittorie (non gli accadeva addirittura dal 1999) e con una deludente undicesima posizione in campionato, lontano dai team mate Power e Briscoe, proprio nell’anno in cui era in scadenza di contratto.
Ma Roger Penske gli ha dato ancora fiducia rinnovando un sodalizio che dura ormai dal 2000 e Castroneves lo ha ripagato con questa bella vittoria,festeggiata alla sua maniera ovvero arrampicandosi su per le reti di protezione.
La scena è stata particolarmente emozionante perchè la rete scelta da Castroneves (immagine in alto) era proprio quella della strada intitolata a Dan Wheldon, vincitore qui nel 2005 e al centro del pensiero di tutti (la bandiera verde è stata sventolata dalla sorella dello sfortunato pilota inglese): Helio ha più volte toccato l’indicazione “Dan Wheldon Way” come a dedicare la vittoria all’amico e collega scomparso.

La cronaca. Bandiera verde e partenza regolare: non ci sono contatti e il gruppo supera indenne la prima curva che tanti incidenti aveva mietuto lo scorso anno.
Power conserva la testa davanti a Briscoe, Dixon sale in quarta posizione, Sato recupera tre posizioni ed è undicesimo, Barrichello mantiene la tredicesima posizione.
Will comincia a guadagnare costantemente alcuni decimi al giro su Briscoe e al decimo passaggio ha già un margine di tre secondi sul compagno di squadra, mentre Franchitti, ottavo, paga al leader ben un secondo al giro.
Giro 11: Pagenaud, costretto a partire in sedicesima posizione a causa di una penalità per aver sostituito il motore, è il primo a fermarsi ai box.
Giro 12: Katherine Legge rimane ferma in pista sul rettilineo principale. Power, Franchitti, Kanaan, Sato e Conway, intuendo che di li’ a poco la corsa sarà neutralizzata, ne approfittano per effettuare la prima sosta. La bandiera gialla arriva in effetti subito dopo: tutti dietro la safety car e pit-lane che viene chiusa.
Briscoe è il nuovo leader, una volta che il gruppo si è compattato dietro la vettura di sicurezza la pit-lane viene riaperta, ma nessuno rientra ai box.
Giro 18: bandiera verde: Dixon sale in seconda posizione passando Hunter-Reay; Power, rientrato in mezzo al gruppo dopo la sosta, è leggermente largo alla curva 5, và sullo sporco e perde diverse posizioni ritrovandosi diciassettesimo.
Giro 19: Jakes và dritto nelle gomme di protezione alla curva 10 e nuova neutralizzazione. Ne approfittano per effettuare la loro prima sosta Briscoe, Barrichello e Rahal: tutti passano dalle red (morbide) alle black (dure).
Il nuovo leader è Dixon. Kanaan accusa problemi elettrici e deve ritirarsi.
Come già successo alla Legge, anche il motore Lotus della De Silvestro ammutolisce costringendola al ritiro. Si sospetta un problema di pressione del carburante.
Restart al giro 28 con Dixon che precede Hunter-Reay. Quest’ultimo si ferma ai box al giro 34 seguito nel volgere di poche tornate da tutti gli altri piloti che non avevano ancora effettuato la prima sosta: tra questi Dixon e Castroneves (giro 37).
In testa c’è ora Sato, che precede Conway,Franchitti e Briscoe. Power nel frattempo è risalito in ottava posizione, mentre Barrichello è dodicesimo.
Dopo la sosta Dixon, Hunter-Reay e Castroneves rientrano, rispettivamente, in sedicesima,diciassettesima e diciottesima posizione, ritrovandosi dietro a Carpenter.
Quest’ultimo, da quest’anno nel doppio ruolo di pilota e proprietario del team, conferma tutte le proprie difficoltà su piste stradali: viene passato da Dixon ed Hunter-Reay e poi,pressato da Castroneves, và in testacoda nell’ultima curva rimanendo fermo in pista. Terza bandiera gialla della giornata: siamo al giro 45 e rientrano ai box per la seconda sosta tutti i piloti che si erano fermati in occasione della prima o della seconda neutralizzazione, di conseguenza Dixon si riappropria della testa della corsa.
Bandiera verde al giro 49: Dixon conduce su Hunter-Reay. Siamo a metà gara e da qui fino alla bandiera a scacchi non ci saranno più bandiere gialle.
A livello tattico due sono le strategie in corso di svolgimento. Abbiamo piloti che si sono fermati già due volte: la prima volta in occasione della prima o seconda bandiera gialla e la seconda volta in costanza della terza bandiera gialla.
Costoro si devono fermare ancora una volta e lo fanno in una finestra che và dal giro 67 (Franchitti) al giro 75 (Sato).
Viceversa abbiamo un secondo gruppo di piloti che si sono fermati circa ad un terzo di gara in regime di bandiera verde e che viaggiano sulla tattica delle due soste: tra questi Dixon, Hunter-Reay e Castroneves.
I tre, però, dopo la seconda sosta dovranno controllare la loro andatura per risparmiare carburante in modo da concludere la gara senza bisogno di effettuare uno splash and go finale.
Il più penalizzato è Hunter-Reay che si ferma al giro 67 (cioè due tornate prima degli altri due e quindi ha da coprire un ultimo stint più lungo) e viene invitato più volte via radio a rallentare per riuscire ad arrivare fino in fondo (concluderà terzo).
Castroneves al rientro in pista dopo la seconda sosta supera Dixon con uno splendido sorpasso all’esterno della curva 1 e si invola verso la vittoria costruendo un solido vantaggio, che arriva a sfiorare i 7 secondi sul pilota neozelandese.
Quest’ultimo chiude secondo conquistando anche i due punti bonus per il maggior numero di giri in testa, ma incapace di contenere Castroneves nell’ultimo stint: il motore Honda ha problemi di consumo visto che anche Franchitti è stato costretto a rallentare nei giri finali per non rimanere a secco?

Il commento. Una gara lunga, non particolarmente ricca di sorpassi (se non in occasione delle ripartenze), ma dai contenuti tecnici ed agonistici di ottimo livello. Decisiva è stata la strategia: Power, che aveva dominato le qualifiche e la prima parte di gara, è rientrato subito, in occasione di quella che, di li’ a poco, sarebbe stata la prima bandiera gialla della giornata.
La scelta non ha pagato,inoltre il pilota auatraliano ha commesso un piccolo errore in bagarre che gli ha fatto perdere numerose posizioni: alla fine ha chiuso ottavo.
Il team Penske, correndo con tre vetture, ha sapientemente coperto tutte le possibili strategie diversificandole tra i suoi piloti: Briscoe, secondo in qualifica e nelle fasi iniziali, richiamato in occasione della seconda bandiera gialla, ha concluso quinto, mentre la strategia vincente si è rivelata quella scelta per Castroneves.
Il brasiliano, il più lento dei tre nelle prove, si è ritrovato in gara, avvantaggiato si’ di una tattica azzeccata, ma meritando ampiamente il successo con un superbo segmento finale, condito da uno splendido sorpasso all’esterno su Dixon.
Anche il team Ganassi ha adottato per i suoi piloti strategie diverse, ma qui il gioco non ha pagato (o meglio ha pagato solo in parte) a causa di uno stint finale problematico, come abbiamo già sottolineato.
Dixon è apparso più in palla di Franchitti: si è qualificato meglio e ha guidato la corsa per 37 giri con un ottimo passo, mentre Dario, al di là di una strategia che non ha pagato, è apparso comunque in affanno (abbiamo ricordato come nelle prime fasi di gara il suo gap da Power fosse costantemente di un secondo al giro).
Ma il talento e l’esperienza non gli mancano, per cui siamo sicuri di rivederlo presto al top.
Ottimo risultato di squadra per il team Andretti con Hunter-Reay terzo e Hinchcliffe quarto, mentre proprio Marco Andretti ha faticato nell’ultima parte di una gara che lo aveva visto quasi sempre nella top ten e che, invece, si è conclusa solo con un quattordicesimo posto.
Risultato inferiore alle attese per il team KV Racing, con Kanaan ritirato, Barrichello diciassettesimo con problemi che lo hanno rallentato nel finale e Viso, ottavo, che a sorpresa ha raccolto il risultato migliore.
Peccato per Sato e Conway costretti al ritiro nelle fasi finali per problemi al cambio: il giapponese,in particolare, è sembrato molto veloce, sintomo anche di una buona competitività del team Rahal (buona notizia per il nostro Filippi).
Qualche rimpianto per Pagenaud: il francese, sesto in gara come in qualifica, ha pagato la penalizzazione che lo ha costretto a partire dieci posizioni indietro in griglia. Simon,comunque, è stato il miglior rookie. Ha ben impressionato anche l’altro esordiente Newgarden, undicesimo per il team di Sarah Fisher.
Per quanto riguarda il confronto tra i motoristi, nella top ten troviamo 6 Chevrolet e 4 Honda, ma tra i primi cinque c’è solo un motore giapponese.
In ritardo appare, invece, la Lotus: i suoi motori, affidati tra l’altro a team di seconda e terza fascia, denunciano un gap di test e quindi di preparazione e di affidabilità. Ne hanno fatto le spese anche le due ragazze in pista, De Silvestro e Legge. Per lunghi tratti della corsa la classe di Bourdais aveva consentito alla Lotus di far capolino nella top ten, ma poi anche il francese è stato costretto al ritiro e quindi il migliore è risultato Tagliani, quindicesimo.

A seguire l’ordine d’arrivo:

Results – 100 laps:

Pos Driver Team/Car Time/Gap
1. Helio Castroneves Penske DW12-Chevrolet 1h59m50.9863s
2. Scott Dixon Ganassi DW12-Honda + 5.5292s
3. Ryan Hunter-Reay Andretti DW12-Chevrolet + 7.5824s
4. James Hinchcliffe Andretti DW12-Chevrolet + 10.6526s
5. Ryan Briscoe Penske DW12-Chevrolet + 11.7854s
6. Simon Pagenaud Schmidt-Hamilton DW12-Honda + 31.2623s
7. Will Power Penske DW12-Chevrolet + 34.6582s
8. EJ Viso KV DW12-Chevrolet + 35.5943s
9. Charlie Kimball Ganassi DW12-Honda + 43.1425s
10. Justin Wilson Dale Coyne DW12-Honda + 44.3141s
11. Josef Newgarden Fisher Hartman DW12-Honda + 44.8275s
12. Graham Rahal Ganassi DW12-Honda + 45.1080s
13. Dario Franchitti Ganassi DW12-Honda + 45.8468s
14. Marco Andretti Andretti DW12-Chevrolet + 1 lap
15. Alex Tagliani Herta DW12-Lotus + 1 lap
16. Oriol Servia Dreyer & Reinbold DW12-Lotus + 1 lap
17. Rubens Barrichello KV DW12-Chevrolet + 2 laps
18. Ed Carpenter Carpenter DW12-Chevrolet + 2 laps

Did not finish:

JR Hildebrand Panther DW12-Chevrolet 96 laps
Mike Conway Foyt DW12-Honda 75 laps
Sebastien Bourdais Dragon DW12-Lotus 73 laps
Takuma Sato Rahal DW12-Honda 73 laps
Katherine Legge Dragon DW12-Lotus 59 laps
Simona de Silvestro HVM DW12-Lotus 22 laps
Tony Kanaan KV DW12-Chevrolet 21 laps
James Jakes Dale Coyne DW12-Honda 19 laps

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