Bristol Motor Speedway vs Martinsville Speedway? Battaglia tra “piccoli” giganti.

Pubblicato: 30 marzo 2012 da nascar1993 in nascar
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Photo by Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

Dopo i cambiamenti promessi da Bruton Smith, Presidente del Bristol Motor Speedway, entro la gara estiva di quest’anno, che si svolgerà ad agosto,  tutti si chiedono se lo Short Track del Tennessee tornerà come quello ante 2007 quando lo spettacolo era assicurato e il ‘bump and run‘ era uno stile di correre tipico del “World’s Fastest Half Mile”.  Negli ultimi giorni,  si è accesa una discussione riguardo quale sia, a tutt’oggi, lo short track predominante nella NASCAR.

La contesa è tra  il Bristol Motor Speedway e il Martinsville Speedway, lo short track situato nella Virginia nord occidentale. Molti sostengono che, sia per lo spettacolo visto negli ultimi anni che per il numero di bandiere gialle media durante la gara, il Martinsville Speedway abbia strappato lo scettro di Short Track per eccellenza all’ovale del Tennessee.
Vediamo alcune statistiche:  da quando Bristol è stato modificato, nel 2007,  con il  cosiddetto progressive banking , adottato per avere due traiettorie ideali, una in alto, l’altra in basso,  ma a discapito dello spettacolo,  ci sono state 8.5 caution per gara per un totale di 24 multic-ar wreck ( quelli che sui superspeedway vengono chiamati “big one”);   mentre a Martinsville, sempre  dal 2007  in poi, ci sono state 15.0 caution con  51 multi-car wreck con un picco di 12 lo scorso Ottobre.

Andiamo ora, invece, ad analizzare quello che succedeva prima del 2007. Nelle 10 gare precedenti la riconfigurazione del Bristol Motor Speedway, lo short track del Tennessee aveva una media di  14.5 caution a gara con 48 multi-car wreck. Martinsville, invece, aveva una media di 14.8 caution e 37 multi-car wreck.

Cosa è successo? Notate anche voi che lo short track del Tennessee ha dimezzato le bandiere gialle e  gli incidenti “grossi”. Esempio tangibile è la gara di poche settimane fa, dove,  sinceramente, non ho visto nulla che ricordasse l’Old Bristol quando il mitico Darrell Waltrip faceva impazzire i fan e Rusty dominava facendo battaglie e duelli all’ultima sportellata con Dale Sr. e Jeff Gordon , che mandavano giù tutti e 160 mila fan dello Speedway. Anzi, al contrario, ho visto abbondanza di green flag run, tipiche del Michigan Int’l Speedway o dell’Auto Club Speedway, entrambi ovali da 2 miglia e  pochi contatti che hanno reso  la gara non all’altezza dello Short Track del Tennessee.

Certo, le tante bandiere gialle e incidenti non vogliono dire necessariamente tanto spettacolo ma un po’ di dinamismo non fa per niente male.

Certamente ci sono stati side by side emozionanti, quello tra Kenseth e Keselowski,  per esempio. Ma non basta: solamente 102 mila posti riempiti contro i 160 mila totali! Ricordo che fino a pochi anni fa ottenere un tagliando per Bristol , sia per la gara primaverile  che per la gara estiva,  era più che un’impresa, era IMPOSSIBILE!

Ai piloti, al contrario,  piace il nuovo layout di Bristol dato che non hanno  più  bisogno  di spingere e buttare fuori l’avversario (il già citato bump and run  )  per guadagnare una posizione come si faceva in precendenza. Infatti, i piloti stessi sostengono  che ora è molto più facile cambiare traiettoria nel corso dello stesso giro, passando dall’interno all’esterno del tracciato  o,  viceversa, assistendo a side by side che possono durare per una decina di giri addirittura.

Secondo un recente sondaggio su Twitter, non ufficiale,  cinque persone su sei hanno risposto che il miglior short track attualmente in circolazione,  in calendario, è Martinsville perchè, secondo loro, produce  ciò che un vero short track dovrebbe produrre, ovvero sportellate, contatti, parrecchi  multi car wreck e trenini composti sia da doppiati  che dalle macchine più veloci.

Con la recente dichiarazione che il Bristol Motor Speedway cambierà entro agosto, lo short track del Tennessee dimostra di non voler essere secondo a nessuno.
Come andrà a finire?

Federico Floccari.

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