Fabio Spatafora pensa al ritorno in pista nella ARCA Series e annuncia un test tra novembre e dicembre

Pubblicato: 30 marzo 2012 da Giannazzo in nascar
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fonte immagine: Fabio Spatafora

Fabio Spatafora, lontano dalle competizioni dal 2007, quando corse nel GT Open al volante di una Lamborghini Gallardo, ha deciso di riprendere l’attività agonistica, puntando direttamente alla ARCA Racing Series, una delle tradizionali porte d’ingresso al mondo della NASCAR.

Per ritornare in pista, il 37enne pilota siculo-finlandese, con un passato fatto soprattutto di gare con le le GT, nel GT Open e nel GT Italiano,  ha deciso di programmare un test alla fine dell’anno, tra novembre e dicembre, con una vettura della ARCA Racing Series, possibilmente al Daytona International Speedway, per valutare la possibilità di intraprendere, dal 2013, una nuova carriera oltreoceano.

Fabio ha già vissuto un’esperienza negli Stati Uniti nel 2004, quando ha preso parte alla 24 ore di Daytona el 2004 con la Picchio/BMW del G&W Motorsports e nelle sue intenzioni c’è la realizzazione di un progetto a lungo termine, in una realtà dove la valigia (piena di dollari) fa sempre comodo, ma non è il solo modo per scendere in pista ed il professionismo è ancora possibile, perché quello del pilota è un lavoro e non solo un hobby per ricchi rampolli.

Abbiamo raggiunto Spatafora per un’intervista, in cui, con il suo tipico modo di fare schietto, ci ha spiegato a cosa punta per il suo futuro di pilota professionista.

fonte immagine: Fabio Spatafora

Quando è in programma il tuo test con una vettura della ARCA Racing Series?

“Non abbiamo pianificato il giorno esatto, ma penso che sarà a novembre o dicembre di quest’anno.”

D: Con quali team sei in contatto per il passaggio in ARCA?

“Al momento ho dei contatti con Venturini Motorsport e con Mark Gibson Racing. L”ultimo in modo gia’ avanzato, visto che terrà una sessione di test a Daytona a metà dicembre.”

Su quali fattori baserai la tua scelta?

“Sicuramente il fattore principale sarà costituito dalle potenzialità del team, ma non trascurerò l’ambiente di lavoro e soprattutto l’ubicazione della sede della squadra. Vorrei poter fare base in Florida, dove ho soggiornato ai tempi della mia avventura in Grand am, nel 2004, in modo da non essere troppo distante logisticamente dal team con cui lavorerò.”

Cosa farai nel frattempo?

“Al momento sono impegnato in veste di consulente per il motorsport con la federazione maltese (MMF), visto che, in virtù della mia doppia residenza italiana e maltese, sono attualmente un licenziato FIA a Malta, ma vivo a Roma dove faccio il venditore free-lance di auto di marchi prestigiosi.

Per quanto riguarda l’attività sportiva, al momento mi alleno in mountain bike e motard, perché consentono di sviluppare una notevole sensibilità ed elasticità muscolare (chiedere a Valentino o a Emanuele Pirro per conferma…).

Per di più vengo invitato costantemente a partecipare ad eventi di karting per beneficenza, in cui mi “scontro” spesso con i grandi dell’automobilismo. Non voglio dover pagare per correre: questo e’ essere veri racer. Gli altri sono noleggiatori, piu’ o meno ricchi.

Ultima cosa, ma la più importante, sono anche papa’ della mia bellissima …Europa, un’impegno non da poco!”

fonte immagine: Fabio Spatafora

Abbiamo letto sul tuo profilo Twitter che pensi anche ad un impegno in Superstars…

“Per la verita’ ci penso dal 2009, ma la mia situazione economica non mi ha permesso ancora la partecipazione a quello che ritengo la migliore serie esistente in Europa. Ho avuto contatti con Ferlito (Jaguar XF) e con la N-Technology (Panamera). Siamo andati vicinissimi a concludere nel 2010 e nel 2011 ma, in tutti e due i casi, agli ultimissimi istanti, e’ saltata la sponsorizzazione: addirittura nel 2011, lo sponsor (un’azienda con interessi in Libia) mi aveva gia’ mandato anche la livrea della vettura, ma a causa della crisi libica il denaro fu congelato e con esso il mio rientro alle corse”.

Come hai maturato la decisione di ritornare a correre e perché hai scelto l’ARCA Series?

“Il mio stop dalle corse risale al 2007. Da allora mi sono accadute tantissime cose, belle e brutte, ma solo una cosa mi e’ sempre mancata: l’odore di gomma bruciata sull’asfalto delle piste. A volte mi chiedo che senso ha vivere una vita che non e’ la tua: sono sicuro che anche Schumi si chiese questo dopo l’addio alla F.1, ecco perché è rientrato!
Per quanto riguarda la mia scelta della ARCA, ho avuto seri contatti quest’anno per correre nel GT Open, nel Super GT Japan, nella Superstars e svariati monomarca piu’ o meno interessanti, ma la questione e’ sempre una per tutti: devi portare soldi, devi rischiare ed andare forte per essere al top, ma se finisci i soldi sei di nuovo a casa anche se vinci.

Negli Stati uniti mi hanno proposto, dopo un semplice contatto via mail con invio palmares, un discorso a lungo termine, mi hanno parlato di tecnica di guida, di obiettivi futuri,si sono relazionati come con un professionista, non come un pollo da spennare, mi hanno offerto un test gratis, chiedendomi semplicemente di coprire i miei costi di trasferta. De questo non e’ incoraggiare a correre…”

Quali sono gli obiettivi a lungo termine?

“Vorrei arrivare a correre e vincere in Nascar, partendo come tutti dalle gare ARCA. So di avere i numeri e le capacita’ ancora intatte. Con i miei 40 anni ed oltre, sono un vecchio in Europa, mentre in USA non sono neanche nato: devo diventare qualcuno in pista, non importa che sia un 50enne o un pilota di F.1. Questa e’ vera meritocrazia!”

Che opinione hai del motorsport americano, confrontandolo con quello europeo?

“Parlando da pilota, Il motorsport in Europa e’ business. Puoi diventare, pagando, una pedina del sistema e nulla di piu’. Mi fanno tenerezza quei piloti che si spacciano per ufficiali solo perché hanno pagato tutta la stagione. Io sono figlio di operai (anche se provengo da una famiglia di templari del 1400…) e non ho mai capito chi paga per fare il proprio mestiere. E’ assurdo, io non lo farò mai, piuttosto preferisco rimanere a guardare le corse in tv. Negli States il motorsport e’ spettacolo, il pilota è una parte del business e guadagna come tale. Avete mai visto il pubblico impazzito di una gara NASCAR? Nel 2004 in Grand am, all’uscita dai box a Daytona, mi sono cag… sotto alla vista di tutte quelle persone in tribuna! L’anno prima il GT Italia a Monza sembrava una gara tra amici al porto, anche se per avere un pass in più pareva di essere in Formula 1. A livello tecnico, la cultura di un pilota europeo e’ sicuramente piu’ solida, ma senza ovali mi sembra che un pilota non sia completo, come anche viceversa. E’ comunque un’esperienza da fare per un pilota che si definisce tale.”

Cosa ti affascina di più delle competizioni USA?

“La possibilita’ di diventare professionisti solamente tenendo giu’ il piede, senza avere la “fortuna” del manager giusto o della congiuntura astrale o della famosa “valigia” europea, anche se, a detta dei nostri attuali portacolori in america, la crisi sta facendo brutti scherzi anche laggiù”.

Credi che possa esserci un futuro per giovani piloti italiani in NASCAR?

“Sicuro, basta non essere ossessionati dalla F.1. ho personalmente tirato su dei ragazzi velocissimi che si sono persi nella ricerca di una monoposto competitiva: con la meta’ dei soldi spesi, avrebbero acquistato un team ARCA in USA e spianato la via del professionismo fino alla Sprint Cup, guadagnandoci pure! Comunque, in NASCAR chi non ha esperienza di quelle gare e’ considerato un Rookie, anche se vi arriva a 50 anni, e quando vince è considerato un vero racer, anche se ha 17 anni! Io sto gia’ cercando casa a Daytona Beach, mal che vada vi aspetto per una pizza (fatta da me) o per darvi lezioni di surf in spiaggia (io sono nato a Siracusa, mica a Milano…). ma attenzione: sulla battigia si va per legge a 10 miglia/h”

Auguriamo a Fabio un grande successo nella sua nuova avventura e vi terremo aggiornati sui prossimi passi verso il suo debutto oltreoceano.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia
twitter: gian_138 

commenti
  1. gabriele scrive:

    ciaoooo fabio è da tanto tempo che nn ci sentiamo ne vediamo sono contento per questa notizia speriamo vada tutto bene così ti si può rivedere in pista. un abbraccio dal tuo allievo gabriele di pasquale sempre se ti ricordi🙂 ciaoooo in bocca al lupo

  2. Grande Fabio…ci siamo sentiti solo al telefono(collega di Armando), qualche anno di differenza dai ritorna che c’e’ da divertirsi!

    • fabio spatafora scrive:

      CIAO DAVIDE
      anche io sono un ex collega come zio Armandino (1989). ora sono impegnato come coach… vincente per il baby (16 anni) Al Di Folco (1mo alla 6 ore di Roma) ma sono sempre pronto per il test a Daytona (15-16 dicembre) con Arca nascar di Venturini. TORNERO’!!!

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