Sprint Cup – Ryan Newman avrebbe provato la stessa manovra di Bowyer e respinge le accuse di aver causato l’incidente

Pubblicato: 3 aprile 2012 da Giannazzo in nascar
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credits: Getty Images For NASCAR

Era un Ryan Newman decisamente soddisfatto, quello che si è presentato in conferenza stampa dopo la vittoria nella Goody’s Fast Relief 500, sesta tappa della NASCAR Sprint Cup Series.

Il pilota dello Stewart-Haas Racing ha dimostrato ancora una volta la propria versatilità, 11 delle sue 16 vittorie in carriera sono arrivate su circuiti diversi, approfittando al meglio dell’incidente innescato da Clint Bowyer in curva 1 in occasione del primo tentativo di green-white -checkered, che ha messo fuori combattimento sia lo stesso Bowyer che, soprattutto, i due dominatori della gara: Jeff Gordon e Jimmie Johnson.

La corsa non si era messa nel modo migliore per la squadra della Chevrolet Impala #39, precipitata ad un giro dal leader dopo una penalità per eccesso di velocità in pit road, rimediata in occasione della prima bandiera gialla, al centesimo giro. Newman e compagnia però non si sono arresi e, tornati a pieni giri grazie alla regola del Lucky Dog, hanno deciso di cambiare due gomme in occasione dell’ultima sosta, posizionandosi al meglio per il green-white-checkered.

“E’ stata senza dubbio una giornata molto positiva per noi” ha dichiarato il 34enne di South Bend, Indiana. “Siamo finiti tra i doppiati a causa della mia penalità per eccesso di velocità, ma i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro sulla macchina e siamo riusciti a risalire. Non avevamo la vettura migliore, ma ci siamo messi in condizione di poter vincere. Grazie alla strategia, a Clint, che in qualche modo ci ha liberato la strada in curva 1, e alla fortuna ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto.”

Clint Bowyer, accusato di aver intrapreso un tentativo troppo azzardato di sorpasso ai danni di Gordon e Johnson, ha imputato alla tamponata ricevuta da Newman parte delle responsabilità per l’incidente, ma il pilota della Chevy #39 ha respinto decisamente qualsiasi accusa:

“Stavo cercando di infilarmi al suo interno come lui stava cercando di fare con la #24, non di buttare fuori lui e la #24. Non stavo cercando assolutamente di causare un incidente, ma solo di agguantare il terzo posto, in modo da poter attaccare la #24 e la #48 grazie alle gomme nuove. Semplicemente non ha funzionato e non appena è entrato in curva 1, per qualche ragione ha allargato, la #24 è rimasta senza spazio ed è successo un disastro. Sugli ovali corti succede. Puoi essere il più forte pilota della Sprint Cup come un dilettante del fine settimana, ma queste cose succedono.”

“Rocket Man” ha anche evitato di polemizzare sull’improvviso stop in rettilineo di David Reutimann, rimasto in pista con una vettura danneggiata nel tentativo di conservare il posto della squadra nella top-35 della classifica Owners, utile a garantire un posto in griglia di partenza a Danica Patrick in vista della gara di Darlington.

“Dovremmo prima sentire da lui cosa è successo e perché si è fermato in quel punto. Corre da molto tempo e non so cosa gli sia successo, ma ha giocato a nostro favore perché avevamo una macchina da sesto posto, non di più. Non importa cosa sia accaduto, ma non è la prima volta che qualcuno si ferma in rettilineo a qualche giro dalla fine e costringe ad un finale in green-white-checkered. Ci abbiamo rimesso delle posizioni tante volte ed è bello essere riusciti a vincere per una volta.”

Newman si è anche detto entusiasta di aver conquistato un trofeo particolare come quello che viene conferito al vincitore di Martinsville: un orologio a pendolo, sempre diverso, denominato “Grandfather Clock”, letteralmente “orologio del nonno”.

“Ho persino detto a Stewart, dopo la gara, che ho un posto perfetto dove metterlo a casa. Ho un una vecchia casetta di legno che ha bisogno di un orologio a pendolo. Sono orgoglioso di poter portare con me questo trofeo.”

Un ricordo è andato anche ad Alan Kulwicki, compianto campione della stagione 1992 della Sprint Cup, deceduto in un incidente aereo il primo aprile 1993. Il pilota/owner del Wisconsin ebbe come car chief, nella stagione del titolo, Tony Gibson, l’attuale crew chief di Ryan Newman.

“Mi ricordo che quel giorno, 19 anni fa, frequentavo la high school. Alan è stato un’ispirazione per me. E’ stato parte delle ragioni per cui ho scelto di fare l’ingegnere e di proseguire con la mia carriera di pilota allo stesso tempo. E’ stato fonte d’ispirazione per tanti, con la sua attitudine da underdog, di quelli che non mollano mai. Dava sempre il massimo, ed è quello che abbiamo fatto anche noi oggi.”

Il prossimo appuntamento, al Texas Motor Speedway,sarà un banco di prova interessante per Newman, che, al contrario del team mate Stewart, non ha dei numeri favolosi sul veloce circuito di Fort Worth: un driver rating di 70.2 e una posizione media in gara di 21.3 saranno una bella sfida.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia
twitter: gian_138

 

commenti
  1. LeoCella scrive:

    Alan Kulwicki è morto troppo presto, è stato un grande nella NASCAR

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