Sprint Cup – Le dichiarazioni di Johnson e Truex dopo la STP 400

Pubblicato: 25 aprile 2012 da nascar1993 in nascar
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Credits: Getty Images For NASCAR

Come lo scorso weekend , in Texas, la STP 400 ,al Kansas Speedway,  si è rivelata una gara con pochissime bandiere gialle , tre, mai così poche per il circuito del Kansas,  ma con tanti duelli in pista. Alla fine l’ha spuntata Denny Hamlin, già vincitore a Phoenix,  dopo aver combattuto per la leadership con Martin Truex Jr, a secco invece da 174 gare. Jimmie Johnson, vincitore proprio al Kansas Speedway lo scorso autunno,  che ha dato l’ultima vittoria a Hendrick, la 199esima, si è piazzato terzo, penalizzato sicuramente dalle soste in pit road non troppo veloci e da una strategia non azzeccata in pieno. Proprio Truex e Jimmie ripercorrono la gara attraverso questa intervista.

Domanda: Jimmie, parlaci della gara. Come l’hai affrontata e come ti sei comportato nel finale?

Risposta: “Ero in terza posizione e speravo che Truex e Denny si ostacolassero a vicenda, cosicchè da permettermi di avvicinarmi a loro e cercare di battagliare per la vittoria. Denny ha superato Truex e poco dopo mi è sembrato che Denny non tenesse più lo stesso ritmo di prima e Truex gli si è riavvicinato ancora.  Speravo di essere più vicino a loro per tentare di vincere la gara ma non lo ero abbastanza. Siamo stati veloci tutto il giorno ma sicuramente non abbiamo avuto la macchina vincente. Quindi abbiamo concluso dove meritavamo”.

D: Jimmie, abbiamo parlato molto, durante questa settimana, della vittoria numero 200 per l’Hendrick Motorsports che sembra proprio non voler arrivare. Cosa ne pensi? Cominci ad essere frustrato?

R: “A dire il vero la gara odierna potremmo pure non considerarla perchè, a differenza di Texas e di Martinsville,  dove abbiamo avuto la macchina per poter vincere e siamo stati in testa a lungo, qui abbiamo corso bene ma non a sufficienza per la vittoria. Oggi non mi disturba molto, sia Denny che Truex erano più veloci di me”.

D: Martin, sei giunto secondo dopo esser stato a lungo in testa. Parlaci della gara e in particolare degli ultimi giri.

R: “Sinceramente sono un po’ frustrato ma, tutto sommato, abbiamo fatto una buona gara. Penso che se ci possiamo permettere di essere frustrati dopo avere ottenuto un secondo posto allora mi rendo conto di quanto è progredito il nostro team. Sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, che mi hanno preparato una macchina fantastica, gli stessi ragazzi sono stati fenomenali oggi. Credo che l’unico intoppo sia arrivato dall’ultimo treno di gomme che mi ha generato un sovrasterzo incontrollabile  negli ultimi 20 giri. Ho cercato di riprendere Denny dopo essermi fatto sorpassare, ma non ero veloce abbastanza. Giorno frustrante ma positivo”.

D:  Martin, ho l’impressione , certe volte, che ti sforzi a prendere sulle spalle l’intero team e ad aiutarlo per compiere il prossimo  passo. Quanto è complicato e quanto, se lo è, frustrante?

R:  “Esatto. Per esempio,  oggi è stato una grande giornata per noi, anche se siamo finiti secondi. La cosa più importante è che siamo stati un team solido tutte le settimane e questo aiuta molto. E’ da molto tempo che non vinco ma ogni settimana ce la metto tutta per farlo, perchè capisco che posso farcela. Sono molto contrariato dal fatto che ci siamo fatti sfuggire di mano l’occasione oggi. Ti confesso che è molto frustrante quando rimani a secco di vittorie per molto tempo. Comunque non so come ringraziare Michael e Rob per il grande lavoro che stanno svolgendo settimana dopo settimana per me. Sono sicuro che avremo un bel futuro assieme e stiamo cercando di andare in quella direzione”.  

D:  Martin, un paio di domande: puoi spiegare perchè ti buttavi sempre all’interno negli ultimi giri?

R.: ” Disperazione”.

D:  Sembrava il banzai di Carl di un paio d’anni fa?

R: “No, perchè non vado a guidare così in basso come faceva lui.”

D:  E puoi spiegare  cosa pensavi di fare nel finale di corsa?

R: ” Ero un po’ più veloce di Denny alla fine. Lui correva molto vicino al muro, esattamente dove io volevo andare, allora per disperazione, ho cercato di trovare altre soluzioni che non hanno funzionato.

D:   Jimmie, nel restart finale, quando ti trovavi in dodicesima posizione, eri ottimista sul  fatto che potevi raggiungere le posizioni di testa?

R: “Si, ero ottimista, dato che avevamo montato quattro gomme ma , sfortunatamente, non hanno funzionato a dovere. Avevo una buona macchina e stavo cercando di andare in testa ma era molto difficile prendere Denny. Dopo l’ultimo pit stop Denny è migliorato mentre io mi sono piantato”.

D: Martin, ultima domanda per te. Dopo la gara Gibbs ti ha dato una pacca sul sedere e ti ha detto che hai fatto un buon lavoro. E’ un segno che può indicare che il team sta migliorando rispetto agli altri anni? Hai mai visto tanto vicinanza di Gibbs nei tuoi confronti?

R: “Sono un grande ammiratore di Gibbs. Ha dato a mio fratello tante opportunità e quindi ne ho approfittato  per conoscerlo meglio.  Ad essere onesti, lavoriamo insieme per un progetto comune, portare avanti le Toyota,  ma corriamo contro, ogni settimana. Quindi, penso che Gibbs abbia inteso il finish odierno come una doppietta”.

Ora,  i piloti, dopo essere stati per due settimane nel Midwest, ritornano nella East Coast, precisamente in Virginia, per correre al Richmond International Raceway, short track “veloce” ma molto tecnico. La gara sarà una 400 miglia che si disputerà in notturna, tra sabato e domenica in Italia, per aumentarne il fascino e sicuramente lo spettacolo,  e,  visto che si tratta di uno short track, vedremo molte più bandiere gialle. La partenza è fissata alle 1.45 ora italiana.

Federico Floccari

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