Sprint Cup – A Richmond tra i molti favoriti spicca il nome di Denny Hamlin

Pubblicato: 27 aprile 2012 da Giannazzo in nascar
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credits: Getty Images For NASCAR

Sono parecchi i piloti che possono far bene sull’ovale da tre quarti di miglio di Richmond, Virginia, ma su tutti spiccano quelli delle due punte del Joe Gibbs Racing: Denny Hamlin cercherà di bissare il successo di Kansas City, mentre Kyle Busch proverà a dare un segnale di risveglio in una stagione cominciata decisamente in sordina.

Il CIRCUITO

L’ovale di Richmond, 0,75 miglia in totale, è un altro dei punti fermi del calendario della Nascar, situato com’è nel mercato fondamentale del sud-est degli States, ed è sempre stato teatro di gare spettacolari e combattute.

Inaugurato nel 1946 come ovale sterrato da mezzo miglio, il Richmond International Speedway ha ospitato la sua prima gara sanzionata dalla NASCAR nel 1953. In quell’occasione fu Lee Petty ad imporsi. Nel 1988, dopo la gara di febbraio, parte del circuito fu ricostruita, portandolo all’attuale lunghezza di tre quarti di miglio.

Sono 5 i piloti in attività appaiati in testa alla graduatoria del maggior numero di vittorie a Richmond, tutti con 3 successi: Dale Earnhardt Jr., Tony Stewart, Jimmie Johnson , Kyle Busch e Terry Labonte. Il leader all-time è ovviamente “The King” Richard Petty, con 13 affermazioni.

Negli ultimi anni il tracciato è stato terra di conquista per il Joe Gibbs Racing, che con Denny Hamlin e Kyle Busch ha vinto le ultime 5 gare disputate sull’ovale della Virginia. La gara autunnale del 2011 è  invece andata a Kevin Harvick.

Una delle piste preferite dal pubblico e dai piloti, il Richmond International Raceway offre un mix di curve che rappresentano una sfida impegnativa, poichè si tratta del classico circuito dove non si può raggiungere un setup ottimale per ogni tratto. Visto dall’alto, il tracciato è a forma di lettera D, con un rettilineo inclinato di 8 gradi, una retta opposta da 2 gradi di pendenza e delle curve da 14 gradi di banking.

L’ingresso in curva 1 è molto critico perché richiede una frenata piuttosto decisa mentre si sterza ed è facile vedere auto instabili in questa fase, così come in uscita di curva 2, molto più secca con il muro che si avvicina velocemente proprio mentre termina il banking e il posteriore della vettura tende a diventare “leggero”, che causa sovrasterzi spettacolari per tutta la gara e più di qualche grattacapo ai meccanici.

Il complesso di Curva 3 e 4 è invece opposto, con la frenata da impostare sul piano per far coricare la macchina sul banking e l’uscita di curva ampia che porta sul rettilineo principale.

IL SETUP

Vista la criticità delle frenate di curva 1 e 3, diventa fondamentale avere un impianto frenante di ottimo livello e durata, così come importante diventa riuscire a guidare risparmiando i propri freni per poterlo sfruttare maggiormente nel finale.

Come spesso accade su questo tipo di piste, per andare forte bisogna andare piano, cioè mollare presto l’acceleratore e assicurarsi di non “spremere” troppo la vettura, guadagnando terreno in accelerazione piuttosto che in frenata. Per farlo è importantissimo avere una vettura che “gira” molto bene a centro curva, in modo da poter dare gas il più presto possibile in uscita di curva.

Mantenere il proprio ritmo è solo la prima difficoltà, perchè se non si ha una vettura in grado di girare sia all’interno che all’esterno si rischia di rimanere imbottigliati nell’immancabile traffico causato dalla ridotta lunghezza del circuito.

LA STRATEGIA

La Capital City 400 si disputerà sulla distanza di 300 miglia, pari a 400 giri. Il numero di bandiere gialle, viste le caratteristiche del circuito, dovrebbe salire rispetto alle ultime gare, ma non si possono escludere soste in verde.  La parte finale di gara potrebbe rivelarsi particolarmente caotica, soprattutto nel caso in cui si verificasse una sequenza di neutralizzazioni negli ultimi giri e alcuni team decidessero di rischiare il tutto per tutto restando in pista con gomme usurate.

I FAVORITI

Sono diversi i piloti in grado di ben figurare al Richmond International Raceway, tra cui spiccano soprattutto Denny Hamlin e Kyle Busch. Il primo, che può vantare due vittorie, una posizione media in gara di 6.1 e il miglior driver rating in assoluto (117.6), oltre all’entusiasmo guadagnato con il successo della settimana scorsa al Kansas Speedway. Il più giovane dei fratelli Busch è, al contrario, in un momento di appannamento e Richmond potrebbe rappresentare un’ottima occasione di rilancio, stante la sua posizione media al traguardo di 5.0 e il suo ottimo driver rating (114.8).

La Capital City 400 potrebbe essere un’ottima gara anche per Kevin Harvick, vincitore a Richmond durante la Chase dello scorso anno. Il pilota del Richard Childress Racing ha un rating di 112.6 e una posizione media in gara di 7.4.

Tra i favoriti vanno annoverati anche Jeff Gordon, Jimmie Johnson e il duo dello Stewart-Haas Racing, dato che sia Tony Stewart che Ryan Newman hanno ottimi numeri sull’ovale da tre quarti di miglio della Virginia. Attenzione infine a Mark Martin e Clint Bowyer, che possono contare sull’ottimo stato di forma del Michael Waltrip Racing.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia
twitter: gian_138

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