Whelen All America Series – Debutto solido a Hickory per Davide Amaduzzi: “E’ una sfida difficile, ma questo è appena l’inizio”

Pubblicato: 6 maggio 2012 da Giannazzo in nascar
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credits: Davide Amaduzzi

Non si aspettava niente di diverso Davide Amaduzzi dal suo debutto in NASCAR, nella gara riservata alle Late Models, tenutasi all’Hickory Speedway nella notte tra sabato e domenica, in cui si è piazzato al 16esimo posto su 25 concorrenti.

Il bolognese ha accumulato miglia ed esperienze, ma soprattutto è riuscito a portare la vettura del Lee Faulk Racing indenne al traguardo, nonostante le quattro bandiere gialle che hanno spezzettato le fasi centrali della corsa.

“Sapevo sarebbe stata dura, me l’aspettavo così, né più né meno” ha esordito. “Alla fine ho portato a casa un 16esimo posto senza fare un graffio alla macchina e vi assicuro che non è poco in queste gare. Finalmente ho capito sulla mia pelle cosa vuol dire correre qui in America ,negli ovali, con una stock-car: è devastante per la tensione nervosa che produce, ma eccitante come credo poche discipline sportive possano essere. Riprendendo le parole del manager di Pietro Fittipaldi, Nelson Piquet jr e Carlos Iaconelli, la Nascar sta all’automobilismo come il tennis al ping pong, entrambi si giocano con una pallina, l’auto da corsa, ma c’è una differenza abissale. Essere qui per me è cominciare da zero. E’ come se un calciatore un giorno si svegliasse volendo giocare a basket. Servirà tempo per essere al top.”

Le libere, caratterizzate dal primo impatto con il “traffico” in pista e dalla minaccia di un meteo incerto, non sono iniziate nel migliore dei modi, ma hanno visto un progresso graduale.

“Sono arrivato carico per gli ottimi risultati della parte finale del test di sabato, però nelle libere, con tutto il gruppo di pazzi intorno, non ci capivo nulla! Un disastro! Mi sono perso nel traffico senza riuscire a fare un solo giro sano, mamma mia! Mi sono fermato col morale sotto i tacchi, sentendomi massacrato! A quel punto mi sono messo da parte con Lee, che oltre a strigliarmi, mi ha dato diverse indicazioni su come agire nel traffico, poi sono risalito in macchina determinato a non fare più il pivello che molla il gas e sono riuscito a inanellare una buona sequenza di giri con un passo decente.”

In qualifica, i due giri di Amaduzzi con gomme nuove lo hanno collocato a 480 millesimi di secondo dalla pole position di Kyle Moon, in 18esima posizione sui 25 piloti che hanno preso parte all’evento, tutti racchiusi in un fazzoletto. Un risultato tutt’altro che negativo, se si pensa che il brasiliano Carlos Iaconelli, con un passato in GP2, F2 e AutoGP e un presente in K&N East, ha concluso a muro il proprio tentativo, giocandosi la presenza in gara.

“Non sono andato male, per essere uno che si è buttato nella mischia con appena 200 giri di esperienza, contro gente che fa questo da sempre e magari corre solo e soltanto ad Hickory. La gomma nuova fa paura. Mi sono reso subito conto che non l’ho sfruttata al 100%, che potevo osare qualcosa in più. Il secondo giro è stato meglio del primo e con 480 millesimi di secondo mi sono ritrovato 18esimo. Meglio che non vi dica quale esclamazione mi è venuta alla vista dei risultati!”

La tensione per la gara si è fatta decisamente sentire anche per un pilota esperto come Davide, che ha detto di non sentirsi così in ansia da molti anni.

credits: Davide Amaduzzi

“Era una vita che non mi sentivo cosi’ teso prima di una gara. La tensione c’è sempre, se non ce l’hai non va bene, non è normale. Ma oggi era tantissima davvero. Forse mi sono sentito così solo alla prima gara in kart, 30 anni fa! Forse era anche troppa, ma ormai era il momento, e come diceva un famoso film ‘Quando il gioco si fa duro…’!”

La partenza ha visto Jesse LeFevers passare immediatamente Moon e mantenere la leadership per tutta la prima parte di gara, mentre i piloti hanno dovuto affrontare una sequenza di ben 30 giri in regime di bandiera verde, prima che un incidente, in cui è rimasto coinvolto anche Pietro Fittipaldi, team mate di Amaduzzi, facesse scattare la prima gialla della serata, definita dal 39enne italiano, che è riuscito a mantenere la sua 18esima piazza, come “una boccata d’ossigeno”.

Gli ultimi 20 giri di gara sono stati invece caratterizzati da diverse interruzioni, soprattutto a causa di testacoda, tra cui quelli di Matt Piercy, Josh Wimbish e Chandler LeVon. Amaduzzi è però riuscito a evitare ogni contatto:

“Per 10 giri abbiamo fatto una gialla dietro l’altra, c’erano pezzi di auto ovunque. Non ho toccato nessuno ed ho evitato ogni botto, anche se ne ho visti 3 di fronte a me. Ho pensato anche che prima o poi qualche danno mi sarebbe toccato, ma all’ultimo restart ho provato ad affiancare una vettura. Abbiamo percorso 7 giri appaiati! Quell’emozione del sorpasso, del contatto, che noi normalmente proviamo per qualche istante, qui dura un’eternità, durante la quale l’avversario lo intravedi appena, col muso al tuo fianco, mentre lo spotter ti comunica la sua posizione e come gestire la sua presenza.”

Il duello è stato purtroppo interrotto a due giri dalla fine dall’ennesima caution e al restart successivo Amaduzzi si è accontentato di tagliare il traguardo in 16esima posizione, evitando l’ultimo incidente, avvenuto proprio sotto la bandiera a scacchi, mentre Austin McDillon andava a vincere davanti a Trey Gibson. Le impressioni di Davide sono comunque positive:

“Un far west! Una quantita’ di adrenalina mostruosa per tutta la durata della gara! Ci vorranno giorni per elaborare tutte queste sensazioni e capire davvero come è stata la gara. Non sono uno abituato ad arrivare dietro e devo dire che essere soddisfatto di questo risultato mi sarà difficile. Devo ancora diventare un americano vero ed essere contento per tutto, ma dire che sono deluso no, assolutamente. So che la strada per raggiungere il successo, che questa è una sfida decisamente più grande di quella che mi ero figurato all’inizio dei test. Forse è già stata una follia debuttare dopo soli due test, ma bisognava cominciare e questo,appunto, è solo l’inizio.”

Ordine d’arrivo della Bojangle Late Model

1. (12) Austin McDaniel
2. (2) Trey Gibson
3. (9X) Dexter Canipe Jr.
4. (43) Jesse LeFevers
5. (19) Kyle Moon
6. (77) Jeremy Sorel
7. (7) Ashley Huffman
8. (51) Josh Wimbish
9. (1) Petro Fitipaldi
10. (8) Chandler LeVon
11. (89) Sean Shalvoy
12. (7X) Taylor Strickland
13. (4) Mackena Bell
14. (11) Matt Piercy
15. (67) Jacob Harrell
16. (11X) Davide Amaduzzi
17. (57) Grant Wimbish

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia
twitter: @gian_138

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