Sprint Cup – Chi succederà a Regan Smith nell’albo d’oro della Southern 500?

Pubblicato: 11 maggio 2012 da Giannazzo in nascar
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credits: Getty Images For NASCAR

Ad un anno dal successo a sorpresa di Regan Smith, la Sprint Cup torna a Darlington per la Southern 500, con diversi candidati alla vittoria, tra cui spiccano soprattutto Jeff Gordon, Greg Biffle e Denny Hamlin.

Il circuito

Darlington, una cittadina da nemmeno 7000 anime nella Carolina del sud, può contare su uno degli speedway più temuti dell’intero calendario della Sprint Cup. Soprannominata “the lady in black” (a causa del colore prevalente dei muretti dopo la gara) o “the track too tough to tame” (la pista troppo difficile da padroneggiare), la pista di Darlington deve la sua fama principalmente alla sua singolare forma “a uovo”, con due curve molto ampie da una parte e due decisamente più strette all’altra estremità.

Fu costruita a partire dal 1949 per volere di Harold Brasington che, ispirato da quanto aveva visto ad Indianapolis, aveva comprato un appezzamento di terra da un contadino di nome Sherman Ramsey, che vi coltivava principalmente cotone e arachidi. La forma particolare dell’ovale si deve alla presenza di un laghetto che il costruttore avrebbe promesso di lasciare intatto e il Darlington Raceway è stato il primo grande Superspeedway della storia della NASCAR.

Le curve 1 e 2 sono inclinate di 25 gradi, mentre le curve 3 e 4 sono inclinate di 23 gradi. I rettilinei hanno un’inclinazione di 6 gradi. La lunghezza complessiva é di 1,366 miglia e le velocità di percorrenza sono decisamente elevate, tanto che il record del circuito è stato stabilito in qualifica da Kasey Kahne, nel 2011, ad una velocità media di 181.254 miglia orarie.

Dopo più di 40 anni con due appuntamenti a stagione, dal 2005 a Darlington le gare si sono ridotte da due a una, la Southern 500. Tra i pluri-vincitori il migliore è David Paerson, con 10 successi, mentre tra i piloti in attività spicca Jeff Gordon, con 7 successi, l’ultimo dei quali nel 2007. In anni recenti, prima della sorpresa di Regan Smith, si sono imposti anche Denny Hamlin (2010), Mark Martin (2009), Kyle Busch (2008), Greg Biffle (2006 e 2005) e Jimmie Johnson (i due appuntamenti del 2004).

Il setup

A Darlington contano moltissimo sia il setup della vettura che il setup mentale del pilota.

Da un punto di vista della guida Darlington é estremamente probante, perché richiede una lotta continua con la vettura per tutte le 501 miglia di gara. L’unico modo per andare forte é buttarsi all’interno di curva 1 e sfiorare il muro tra curva 1 e 2 per mantenere velocità nel rettilineo opposto. Curva 3 e 4 poi sono un quanto di più ostico si possa immaginare, con un assetto giocoforza di compromesso. Insomma si tratta di uno di quei tracciati in cui, anche girando da soli, basta una minima distrazione per porre fine alla propria gara. Un’altra caratteristica dell’ovale della Carolina del sud è l’ingresso ai box, che comporta una curva molto stretta, scendendo dal banking, tra curva 3 e 4. Ne sa qualcosa Jeff Gordon che, dopo aver mancato l’ingresso box nelle fasi finali della gara del 2010, ha dovuto rimontare furiosamente per chiudere quarto.

Da un punto di vista tecnico occorre un compromesso decisamente ostico da raggiungere, che bilanci le differenze marcate tra le due curve e garantisca al pilota un comportamento della vettura che sia stabile e “sincero” anche sulla lunga distanza.

Per dirla con Greg Biffle: “Se fai un piccolo errore o la macchina ti scappa per un secondo, ti ritrovi con una ‘Darlington Stripe’ (i tipici segni lasciati sulle vetture dai contatti con e barriere, ndr), e se sei fortunato solo con quella, perché andando a quelle velocità si possono facilmente riportare dei danni alla vettura.”

La strategia

La vittoria di Smith del 2012 ha creato un precedente non da poco per i crew chief della Sprint Cup. Il pilota di Cato si è imposto lo scorso anno anche grazie ad una sosta nel finale in cui non ha cambiato le gomme, in modo da guadagnare posizioni in pista, ed è riuscito a resistere al ritorno degli avversari con gomme nuove. Un fatto decisamente insolito per un tracciato su cui quattro gomme nuove erano il primo pensiero di ogni pilota che imboccava la pit road.

La riuscita della strategia di Smith ha sicuramente a che fare con il nuovo manto di asfalto, steso nel 2008, che consente di dare il massimo dal primo all’ultimo giro, ma i team vorranno sicuramente capire le condizioni del tracciato dopo un’altro anno di esposizione agli agenti atmosferici.

Occhio quindi a come ogni squadra riuscirà a posizionare il proprio pilota in funzione dell’ultimo run.

I favoriti

Gli occhi di molti saranno puntati su Jeff Gordon per diversi motivi: ha assoluto bisogno di una vittoria per invertire la tendenza delle ultime gare, può vantare 7 vittorie in carriera a Darlington, ha il miglior driver rating del lotto, 116.2, e la miglior posizione media in gara, 6.6, ma la sua ultima affermazione risale al 2007.

Gli altri favoriti sono Greg Biffle, che è in vetta alla classifica e può contare su due vittorie e un rating di 109.7, Denny Hamlin, in un ottimo momento di forma e detentore di una posizione media al traguardo di 6.5, e Jimmie Johnson, che sul tracciato del South Carolina ha vinto due volte e ha conseguito 6 top-5 in 13 presenze.

Attenzione anche a Kyle Busch e Carl Edwards, sempre in cerca della prima vittoria stagionale, così come a Martin Truex Jr. e Dale Earnhardt Jr., che vorrà proseguire la striscia di top-10 conquistate in questa prima parte di stagione.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia
twitter: gian_138

 

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