Sprint Cup – Kurt Busch nuovamente al centro delle polemiche dopo la rissa tra meccanici a Darlington

Pubblicato: 14 maggio 2012 da Giannazzo in nascar
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credits: Getty Images For NASCAR

Il dopo gara di Darlington è stato animato da un’aspra polemica, sfociata in rissa, tra i meccanici del Phoenix Racing e quelli dello Stewart-Haas Racing. La causa dello screzio? Il comportamento di Kurt Busch.

Il pilota di Las Vegas, vincitore della Sprint Cup 2004, sta vivendo un inizio di stagione difficile con il Phoenix Racing di James Finch, team con un budget decisamente limitato che doveva segnare un nuovo corso per Busch, fatto di autocontrollo e di un comportamento in pista ineccepibile, dopo il licenziamento da parte del Penske Racing.

Da un punto di vista della guida, Busch ha decisamente dato il massimo, issando più volte la Chevrolet #51 nella top-10, ma tra sfortuna ed errori le prime 11 gare non sono andate nel migliore dei modi: gli sponsor scarseggiano e le due migliori occasioni per fare punti pesanti, Daytona e Talladega, sono andate in fumo producendo danni in quantità.

A Darlington, Kurt viaggiava nuovamente nella top-10 con un’auto senza marchi sulla carrozzeria, ma nel dare fondo al proprio repertorio ha finito con il chiedere troppo ed è andato ripetutamente a muro, per poi partire in testacoda e finiri contro le barriere interne della “Lady in Black”.

Alle sue spalle sopraggiungeva Newman, il quale è stato tamponato da Almirola nel tentativo di rallentare, andando a muro a pochi metri da Busch.

“Ogni f*****a domenica!” ha esclamato Busch mentre sfogava la sua frustrazione via radio con una delle sue famose tirate durante il rientro ai box.

Entrambe le vetture sono riuscite a tornare in pista, ma il modo in cui Busch è uscito dalla sua piazzola ha suscitato le ire del team di Newman, poiché la Chevy #51 sarebbe transitata, in pieno burnout, nella zona assegnata alla #39 dello Stewart-Haas Racing, mentre alcuni meccanici erano ancora oltre il muretto.

“L’abbiamo fatto rientrare per riparare qualche danno e i ragazzi della #39 erano arrabbiati perché Kurt è ripartito a razzo dalla piazzola” ha detto Nick Harrison, crew chief del Phoenix Racing. “Non c’era niente che potessimo fare a quel punto. Stavamo solo cercando di portare a termine la gara.”

“E’ già abbastanza pericoloso effettuare i pit stop normalmente” ha replicato il crew chief di Newman, Tony Gibson. “Passando a quel modo attraverso la nostra piazzola avrebbe potuto facilmente falciare 5 o 6 persone, più i commissari.”

Al termine della gara Busch ha tamponato Newman in pit road, facendo definitivamente perdere la pazienza alla squadra di “Rocket Man”: i meccanici si sono lanciati verso la squadra avversaria con Andy Rueger, il gasman, a fare la parte del più infervorato, per confrontarsi con il maggiore dei fratelli Busch. Lo scontro è stato sedato dai commissari e tutti sono tornati al proprio posto.

“Il loro gasman è venuto da noi, arrabbiatissimo, in cerca di Kurt” ha detto Harrison. “Sapevo che sarebbe successo. Kurt era un po’ frustrato ed immagino sia passato un po’ troppo vicino a qualcuno di loro, ma questa è una questione tra loro e Kurt.”

“Mi stupisce che nessuno sia stato investito, ad essere onesti” ha detto Gibson. “E’ un miracolo che nessuno si sia fatto male, ma la NASCAR si sta occupando della faccenda. Non abbiamo nulla contro i ragazzi del team. Non hanno fatto nulla di male. Non possiamo controllare quello che fanno i piloti.”

A proposito della tamponata in pit road, Busch ha detto di aver perso il controllo della vettura mentre si sfilava il casco. Nemwan non l’ha presa bene, accusando il collega di essere un bugiardo.

“Non sono sicuro di quello che è successo. Si vede che Kurt ha perso la testa un’altra volta. Non so perché l’abbia fatto e abbia cercato di investire i nostri ragazzi e i commissari della NASCAR. Kurt mi ha tamponato in pit lane e ha detto che si stava togliendo il casco e non ha visto dove andava, ma posso dire per cerco che ci sono stati 42 altri piloti che si sono tolti il casco in pit lane e negli ultimi 10 anni è la prima volta che mi succede una cosa del genere. Penso che abbia mentito e che sia così frustrato che non riesce a controllare la sua rabbia.”

Newman, Gibson e Rueger sono stati ascoltati dalla NASCAR, nella persona del Vice President of Competition Robin Pemberton, che ha detto:

“Abbiamo parlato con Newman e lui ci ha detto che Kurt ha sostenuto di non averlo fatto apposta. Per il momento questi sono i fatti di cui siamo a conoscenza. Abbiamo anche stabilito che non ci sono stati comportamenti aggressivi nei confronti dei nostri commissari.”

Raggiunto dall’emittente TV Speed, mentre era in vacanza a Key West, il patron del Phoenix Racing, James Finch, ha detto che l’incidente non pregiudica la posizione di Busch all’interno del team, che ha puntato molto sul recupero del campione.

Eventuali sanzioni disciplinari saranno decise nei prossimi giorni, ma sicuramente Kurt Busch, che ha pubblicamente detto di aver assunto uno psicologo dello sport, deve lavorare ancora molto sul suo autocontrollo.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia
twitter: gian_138

commenti
  1. […] NASCAR ha prontamente comminato diverse multe per i fatti accaduti in pit road a Darlington, che hanno visto coinvolti Kurt Busch e la crew della Chevrolet #39 di Ryan Newman e dello […]

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