Posts contrassegnato dai tag ‘brabham’

CIAO ELIO!

Pubblicato: 15 maggio 2012 da Depailler on Tyrrell P34 in autosport, Autosprint, back to the future, fia, formula 1, FOTA
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La F1 si ritroverà a Barcellona con una certezza…non ci sono certezze. Quattro gare,quattro vincitori,quattro podii diversi.Oggi è stato il turno della Redbull e del ritorno di Vettel…Noi di motorsportrants non l’abbiamo mai dato per morto e nemmeno gli abbiamo dato del fermo alla prima difficoltà. Anzi avevamo già detto in Cina che Seb nonostante l’auto aveva fatto una grande gara,coriacea e di sostanza.
Se riescono a sitemare la questione scarichi saranno cavoli amari ancora per tutti.

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MOLTOV IN BAHRAIN..MILITARI CON MITRA IN SPALLA NEI BOX NEL GP D’ARGENTINA 1978…

Se fosse una favola potrei iniziare questo articolo con c’era una volta, o era una notte buia e tempestosa…non è così che di solito si inizia un racconto per attirare l’attenzione del lettore vero? Qui però non parliamo di favole, ma di realtà. Difficile a credersi, ma la F1 di un tempo scendeva in pista anche a capodanno, nel 1965 in Sud Africa per il gp di East London. Oppure appena dopo l’epifania come avveniva negli anni 70, dal 72 al 1978. Oggi che viviamo in tempi di crisi,di test proibiti o limitati nei giorni e nei mezzi, ci sembra quasi una racconto preistorico, tramandato da menestrello in menestrello, eppure prima che Ecclestone strutturasse il mondiale di F1 come lo conosciamo ora, succedeva anche che un gp potesse svolgersi nel giro di 3 giorni in 2anni diversi. Alla sera del 31 del 64 si racconta di feste tutti assieme appassionatamente, meccanici, piloti e team managers, poi la mattina del primo gennaio 65 tutti in pista professionali come richiede l’impegno della F1.

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Altri tempi, oggi la progettazione e la preparazione delle F1 vive il suo momenti topico proprio tra novembre,dicembre e gennaio, con i teams che non farebbero in tempo a preparare le vetture per la prima trasferta, e probabilmente non accetterebbero di scendere in pista con i modelli dell’anno precedente (altro…)

Ron Dennis meccanico Brabham nel 1968

Bernie Ecclestone attaca l’adesivo del numero sulla Brabham..

Il bellissimo documentario di Oscar Orefici con storie ed immagini a cavallo del 1976 e 1977…da non perdere per l’incedibile quantità di video ed interviste ai protagonisti della F1 di quell’epoca!

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C’era un tempo in cui la F1 non era carbonio,kers,drs,vie di fuga aeroportuali,hospitality da mille una notte. C’era una F1 fatta di rivetti che tenevano fissati pannelli in alluminio, di caschi simpson,di balaclave e sottocaschi, di cambi manuali, di minigonne, di gomme posteriori larghissime e di piloti con le contropalle. Questo è un ducumentario sulla stagione 1979. La griglia era piena di piloti dai nomi importanti: Scheckter,Villeneuve,Andretti,Reutmann,Laffite,Depailler,Hunt,Regazzoni,Jones,Jabouille,Arnoux,Pironi,Lauda,Piquet e chi più ne ha, più ne metta.Tra i team c’erano la Ferrari,Ligier,Williams,Renault,Wolf,Brabham,Tyrrell,Alfaromeo e molti altri.

Insomma tutti gli ingredienti per rivedere questo bel documentario su di una stagione fantastica con auto bellissime: il 1979

parte1:

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Modellismo che passione!

Pubblicato: 22 agosto 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in formula 1, modellismo statico, segnalazioni
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Premessa: questo nostro nuovo filone tematico sul nostro blog per la voglia di condividere esperienze di questo fantastico hobby ed essendo anch’io alle prime armi non vuole assolutamente avere la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno.

C’è chi può permettersi di collezionare delle vere F1 in scala 1:1 e chi no. Io sono tra gli sfortunati del no, ma per quelle in scala 1:20 di F1 e auto d’endurance non ho problemi. Stiamo parlando ovviamente di modellismo da assemblare. Passione ritrovata da quasi un anno che devo dire porta molta soddisfazione quando il lavoro è terminato. Spero di trovare altri appassionati di questo hobby anche tra voi lettori del nostro blog e per questo ho deciso di condividere con voi le foto dei miei prossimi modelli che assemblerò..quelli che in gergo tecnico si chiamano WIP…work in progress. Di base io ho iniziato a lavorare con i kit da assemblare in materiale plastico della Tamiya. Ma di marche ce ne sono veramente molte. Ne avremo tempo e modo di parlarne. Io sono un modellista provetto, che sta imparando un poco alla volta, anche e sopratutto grazie ai consigli degli amici del forum di gpx. Forum e blog che consiglio di visitare perchè molto utili per imparare a migliorarsi in questa arte. Spendendo anche un bel po’ di soldini i più bravi riescono anche a fare delle vere e proprie opere d’arte in scala del tutto simili alle auto originali in ogni singolo componente grazie all’acquisto di parti speciali migliorative rispetto ai pezzi che si trovano nei kit di base. Prima regola che posso consigliare è la calma. La fretta è una cattiva compagna per il modellista. Poi raccogliere tante foto del modello che dovremmo andare a montare e leggere e rileggere, studiando bene tutti i passaggi, il libretto di istruzione per il montaggio del modellino. Io ho iniziato con una Tyrrell p34 del 1977, che mi sentirei di sconsigliare ad un novello modellista perchè è abbastanza complicato.

Poi preso dalla foga e dalla passione sono passato alla Brabham del 1978, ma qui ho commesso l’errore di volerla fare troppo in fretta ed il risultato poteva essere sicuramente migliore. Occhio ragazzi, fateli sempre con calma, riguardarli dopo che non sono venuti come si avrebbe voluto mette sempre un po’ di nervosismo. (altro…)

Un giovane Jacques Villeneuve assaggia la Ferrari T3 del padre Gilles e Piquet manda segnali da bravo figliolo a casa 🙂

CIAO ELIO – 25 anni fa,ma sempre nel nostro cuore

Pubblicato: 16 maggio 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in formula 1
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Un ricordo dal sito autosport.com/plus

It was 25 years ago this week that Elio de Angelis lost his life in a testing crash at Paul Ricard. Tony Dodgins pays tribute to the popular Italian and looks back at his role in the 1980s Formula 1 story. It’s 25 years ago today, May 15, that Elio de Angelis died after a testing accident at Paul Ricard in the ‘laydown’ Brabham-BMW BT55.The rear wing failed, the car somersaulted a barrier and came to rest upside down with Elio trapped. A fire started, the marshals were inadequately equipped and the Roman was trapped in the car for almost 10 minutes. A helicopter to take Elio to hospital in Marseille took another half an hour to arrive and, although his physical injuries were limited to a broken collarbone and mild burns to his back, he died from smoke inhalation at just 28.I can still recall the shock of it. De Angelis was having a tough time. Having attracted Colin Chapman’s attention with his spirited handing of a Shadow in his debut season in 1979, Elio spent five seasons at Lotus vying for supremacy with Nigel Mansell. He beat Keke Rosberg by the narrowest of margins to win at Osterreichring in 1982 but then, in ’85, Ayrton Senna arrived. When it was evident that the Brazilian was taking over, Elio signed for Brabham at a time when the team was just starting its decline.In Monaco that year, I remember taking photographs out on the circuit with Mark Gallagher, now Cosworth’s boss of F1 business. De Angelis was having a dreadful time. After a disastrous showing at Imola, the Brabham engineers had been searching for better traction while the BMW men sought more bottom end power from the laydown four-cylinder turbo. The sidepod hardware had been moved back to change the weight distribution and BMW had discovered that many of its problems were rooted in the exhaust configuration, which was changed.The car was better and in the other one Riccardo Patrese qualified a respectable sixth. Elio though, was left to scrape onto the very last grid slot, 20th and fully 3s slower. He had a misfire which, allied to the brutal power delivery of those engines, made his BT55 a scary thing to behold amid the confines of Monte Carlo. I still have vivid memories of his head snapping back and forth as he braked for Mirabeau and then gave it a squirt of misfire-afflicted throttle to gun it down to Loews Hairpin. In the race he ran near the back until the engine gave up in the last of his 108 GPs, which had netted him three poles as well as two wins.Mark and I left on the Monday headed for the Pau Formula 3000 race the following weekend but took a detour around St Tropez as I was hoping to interview Didier Pironi who, rumour had it, was thinking about a comeback at Le Mans after countless operations on the legs he badly smashed at Hockenheim almost four years earlier, ending his F1 career. Didier’s Lamborghini Leader Offshore powerboat set-up was based in St Tropez. We went in unannounced and were told that Didier was in Paris but his helicopter was due back ‘any time.’ I eventually got my man, but not for the best part of three days…If you’ve got to be holed up somewhere, the south of France is about as good as it gets. We walked around the harbour and this being pre-internet, wandered over to a news kiosk to pick up a copy of L’Equipe to find out what had been going on at the Ricard test…”I was there that day, unfortunately,” Martin Brundle said when I spoke to him about Elio in Turkey.Brundle, into the third season of his F1 career that year, had been involved in a coming-together with Patrick Tambay at Monaco, which had led to a spectacular exit for the Frenchman which could have had nastier consequences. It was a time when, although safety was improving dramatically with carbon tubs, it was still an infinitely more hazardous business than today. The over-riding paddock feeling surrounding Elio’s accident was one of needless loss and practically everyone at Brabham was deeply affected by it, Gordon Murray even pondering whether he wanted to continue. “Elio was quite a special guy,” Brundle says. “He was very good in the car and he looked even better out of it. He was young, had class, was a true gentleman and was just everything you thought a racing driver should be. And he was always surrounded by an endless stream of absolutely stunning women.”De Angelis had the look of a young Marlon Brando and was the eldest child of a wealthy family involved in the construction industry. Father Giulio had raced powerboats, drove Ferraris and took his children to watch racing.Money was not a problem but that does not mean that Elio did not have copious talent. More in doubt, however, was his application. If it didn’t come easily, some said, he didn’t really want to know. He hated testing, for instance, which is ironic given the circumstances of his death. After the trials and tribulations of that Monaco weekend though, he’d wanted to get things sorted out.Derek Warwick, another British F1 driver to share that era, recalled: “He was just a lovely, lovely guy. The first time I came across him was at Kyalami, where we had the drivers’ strike. We all went by coach to this hotel and there was quite a bit of nervousness among some of the guys, under pressure from team bosses. He just sat down at the piano and played this fabulous classical music and everyone relaxed. It was stunning. I’d never seen anything like it.”Brabham ran just Patrese’s car in the following race at Spa and then it was Warwick who Bernie Ecclestone signed to run alongside Riccardo from Canada.”That was a strange feeling,” says Warwick, who’d been out of a drive after Renault had withdrawn at the end of 1985. “Obviously I was keen to get back into F1 but I just could not pick up the phone to Bernie. I had such respect for Elio. It just didn’t feel right.”In the end, when they did speak to me, it became clear that they were respectful of that and when I went to the factory to meet the guys they said they were pleased it was going to be me. It’s a hard business but there’d been people phoning within the hour after Elio died, which was just insulting. He was a such a lovely guy.” And then he uses that same word as Brundle, “a gentleman.”

PICS OF THE WEEK – FOTO DELLA SETTIAMANA

Pubblicato: 18 marzo 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in ACO, fia, formula 1, LE MANS, segnalazioni, Varie
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Fra una settiamana si farà molto parlare di ali mobili in quel di Merlburne nel circus…e come non ricordare allora quando le F1 erano velamente “alari”?

Black Jack Brabham 1969

Sono passati dieci anni dalla scomparsa del grande protagonista delle gare ensurance Bob Wollek…noi nel nostro blog vogliamo ricordarlo…gli è mancata la vittoria a Le Mans purtroppo.

PICS OF THE WEEK – FOTO DELLA SETTIMANA

Pubblicato: 25 febbraio 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in formula 1, pic of the week, williams
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Svezia 78. Questa è la pronta risposta del tema wolf all’apparizione della Brabham fan car di Gordon Murray…geniali ed ironici al 110% non c’è che dire.

Sweden 78. Wolf’s answer to the Brabham fan car…so ironical!

Nuova livrea Williams..non vi ricorda quella usata dal 94 al 97? 😉

Williams new livery…similar to the one used from 94 to 97 😉

PICS OF THE WEEK – FOTO DELLA SETTIMANA

Pubblicato: 26 gennaio 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in formula 1, pic of the week
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Continua la “rubricretta” sulle foto curiose della settimana..come le ultime edizioni, e mi sento di dire che sarà così ancora in futuro, alle foto di attualità affiancherò sempre anche un’immagine del passato…

Prima foto. Tamara, la figlia di Ecclestone che esce da una torta ad una festa londinese…Sulla mamma non ho dubbi, era una modella…ma sul papà Bernie …voi che dite?

Seconda foto. Argentina 1978..Niki Lauda guardato a vista dal militare..orami foto così non se ne vedono più… a parte nelle manifestazioni della williams in Venezuela da Chavez 😉

Questa settimana propongo questo documentario/review sulla stagione F1 dl 1978…Stagione che segnò un punto di svolta nella costruzione delle monoposto. La f1 ha sempre vissuto di momenti tecnici topici, di idee ed invenzioni che portarono nei diversi anni a diverse forme delle monoposto. Quando Chapman utilizzò l’effetto suolo nelle sue vetture (http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_suolo_nelle_auto) tutti nel giro di poco tempo dovettero adattarsi e copiare questa felice intuizione del tecnico ingelse ed  in questo documentario vediamo proprio seguendo la McLaren come i teams si prepararono per questa rivoluzione aerodinamica.

Motorsportrants ha traslocato. Vi aspettiamo QUI

 

L’idea più fantasiosa venne a Murray con il ventilare applicato al posteriore della Brabham per rissucchiare aria dal fondo vettura e farla rimanere incollata all’asfalto…MA fu poi bandita, e le future f1 dal 79 si presentarono in griglia con le idee proposte da Chapman con el sue Lotus 78 e 79. Altri tempi, bei tempi quando le invenzioni erano ancora possibili considerando anche che nel 78 esordì la Renault turbo!

La settimana prossima parleremo sempre di effetto suolo, ma dopo il 1981 quando la Fisa modificò l’altezza minima da terra.