Posts contrassegnato dai tag ‘Brian Vickers’

Jared Tilton/Getty Images for NASCAR

Dopo l’ottima prestazione sfoggiata a Bristol dal pilota del North Carolina, culminata in un ottimo quinto posto, la stagione di Brian Vickers aumenta di altre due gara, sempre al volante della Toyota Camry #55 del Michael Waltrip Racing. (altro…)

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Todd Warshaw/Getty Images

Dopo una settimana di tira e molla con Elliott Sadler, il Michael Waltrip ha annunciato che Brian Vickers guiderà la Toyota Camry #55 del Michael Waltrip Racing in sei appuntamenti della Sprint Cup 2012.

Il 28enne di Thomasville, North Carolina, appiedato dalla chiusura del team Red Bull, era rimasto alla finestra in attesa di un’occasione, che è arrivata quando il team di Michael Waltrip ha dovuto rinunciare all’accordo ormai raggiunto con con Elliott Sadler a causa del veto da parte del Richard Childress Racing. (altro…)

fonte immagine: speedweek.ch

Secondo quanto inizialmente riportato da Dave Moody di Sirius XM e poi confermato dallo stesso Cassill in un’intervista allo stesso Moody, un nuovo team ha acquistato il materiale dell’ex Red Bull Racing e sta lavorando incessantemente per presentare due vetture al via della Daytona 500.

La nuova struttura, di cui al momento non si conosce nemmeno il nome, sarebbe stata fondata da ex-socio di minoranze del TRG Motorsports, Ron Devine, in collaborazione con alcuni ristoranti Burger King, ed avrebbe acquistato le vetture #83 e #93 (ex #4), appartenute al defunto team Red Bull, per allestire due vetture da schierare in tutti gli appuntamenti della Sprint Cup 2012. (altro…)

Mike Ehrmann/Getty Images for NASCAR

Gli ultimi dei 150 dipendenti del Red Bull Racing verranno licenziati il 9 dicembre, ponendo fine ad un’avventura durata 5 anni e costellata da 2 vittorie ed una Chase For The Cup, raggiunta da Brian Vickers nel 2009.

A nulla sono valsi gli sforzi di Jay Frye, volti a trovare finanziatori che consentissero di disputare almeno una stagione di transizione, né tantomeno si sono presentati acquirenti disposti a rilevare il team dalle mani di Dietrich Mateschitz, nonostante le ottime prestazioni sfoderate nell’ultimo terzo di campionato da Kasey Kahne e dalla crew della Toyota Camry #4. (altro…)

Credit: Jonathan Ferrey/Getty Images

A quasi nove mesi di distanza dalla vittoria nella Daytona 500, dopo essere stato un mese lontano dai circuiti per aver contratto la malattia di Lyme, dopo essere ritornato alle corse con risultati altalenanti, Trevor Bayne ha messo la ciliegina sulla torta di un autunno molto positivo, andando a cogliere la vittoria nella O’Reilly Auto Parts Challenge, 32esima prova della Nationwide Series. (altro…)

Credit: Kevin C. Cox/Getty Images for NASCAR

La Good Sam 500, sesta prova della Chase For The Cup, è andata a Clint Bowyer, autore di un sorpasso all’ultimo giro, ai danni del suo partner di draft e di team Jeff Burton, sul rettilineo principale del Talladega Superspeedway.

Per Bowyer, in partenza il prossimo anno per il Michael Waltrip Racing, quella conquistata in Alabama è la prima vittoria della stagione, la quinta in carriera, dopo quella conquistata, sempre a Talladega, un anno fa. Il 32enne di Emporia, Kansas, ha anche regalato al Richard Childress Racing la 100esima vittoria, 28 anni dopo quella ottenuta da Ricky Rudd il 5 giugno 1983 a Riverside. (altro…)

Credit: Streeter Lecka/Getty Images

La Dollar General 300, 31esima prova del calendario della Nationwide Series, é andata a Crl Edwards, che ha preceduto in una volata di 5 giri Kyle Busch, dopo la foratura di Brad Keselowski, che aveva dominato la gara.

Edwards, che ha recuperato benissimo dopo un contatto con le barriere esterne avuto al giro 32, ha cosí ottenuto l’ottavo vittoria stagionale, la 37esima in carriera su 241 presenze nella categoria, in una gara interrotta da 7 bandiere gialle e caratterizzata da 11 cambi di leadership tra 7 piloti. (altro…)

Credit: Tom Pennington/Getty Images

Brad Keselowski è stato semplicemente imbattibile al Kansas Speedway, aggiudicandosi la 30esima prova della Nationwide Series davanti a Carl Edwards ed Elliott Sadler, che recupera due punti su Ricky Stenhouse Jr., portandosi a 20 lunghezze di distacco.

Per Brad Keselowski quella ottenuta a Kansas City è la quarta vittoria stagionale, la 16esima su 164 presenze nella serie, e fa seguito ad un secondo posto a Dover ed un’altra vittoria a Chicago.  (altro…)

fonte immagine: profilo facebook Michael Waltrip Racing

Sprint Cup Series News

Annunciata il passaggio di Clint Bowyer al Michael Waltrip Racing – E’ stata presentata al Kansas Speedway la Toyota Camry #15 sponsorizzata da 5-Hour Energy, con cui Clint Bowyer prenderà parte alla prossima stagione della Sprint Cup per il Michael Waltrip Racing. L’annuncio ha posto fine ai dubbi che circondavano il futuro del nativo di Emporia, Kansas, divenuto uno dei pezzi pregiati del mercato dopo che Carl Edwards ha deciso di rinnovare con il Roush Fenway Racing. La Toyota #15 scenderà in pista per la prima volta in occasione della 500 miglia di Daytona del 2012. Per il team di Waltrip si tratta di un passo importante ed ambizioso, che oltretutto allarga il parco macchine da schierare, mentre per Bowyer le possibilità cominciavano a scarseggiare e c’è da sperare che il sodalizio con la nuova squadra non segni un passo indietro nella sua carriera. (altro…)

Credit: Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

In un finale che ha ricordato moltissimo quello del 2010, ma a parti invertite, Tony Stewart si è aggiudicato la Sylvania 300 a Loudon, New  Hampshire, scavalcando a due giri dalla fine Clint Bowyer, rimasto senza benzina come diversi altri piloti e balzando in vetta alla classifica Generale.

Stewart ha vinto la seconda gara consecutiva nella Chase For The Cup, la seconda anche nel 2011, la 41esima in carriera su 456 presenze in Sprint Cup e la terza a New Hampshire. Era dal 2008, quando ci riuscì Greg Biffle, che un pilota non vinceva le due prove iniziali della Chase. (altro…)

Credit: Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

 

NASCAR Sprint Cup Series News

Alcune opinioni sul cambio regolamentare di Talladega – Rodney Childers, crew chief della Toyota #00 del Michael Waltrip Racing, e Chad Johnston, crew chief della Toyota #56, sempre del MWR, hanno espresso la propria opinione sulle recenti modifiche regolamentari in vista della gara di Talladega, prospettando, se non la scomparsa, quanto meno la riduzione del tandem drafting. “Cambiando i restrictor plates andrà meglio” ha detto Childers. “Dovrebbe rendere il tutto più competitivo, consentendo di sorpassare, Se vogliono che i piloti non riescano a restare incollati così a lungo, dovrebbero ottenerlo. Probabilmente dopo un giro o mezzo giro dovranno staccarsi”. Johnston ha invece detto di aspettarsi comunque i tandem, ma con scambi più frequenti tra i due piloti, cosa che potrebbe risultare pericolosa, visto il numero delle vetture in pista. Per quanto riguarda i piloti, sia Ryan Newman che Jeff Gordon si sono detti convinti che le modifiche non metteranno fine al controverso stile di gara. Gordon in particolare ha detto di essere preoccupato per le implicazioni che il maggior numero di scambi potrebbe avere sulla sicurezza, pur sostenendo che potrebbe essere sufficiente, per il pilota che segue, sporgere maggiormente il muso rispetto alle fiancate di chi precede. (altro…)

Ryan Newman in qualifica a Loudon per la Sylvania 300

Credit: Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Ryan Newman partirà nuovamente davanti a tutti nella Sylvania 300, dopo qualifica che il pilota di south Bend, Indiana ha letteralmente dominato, scendendo in pista per ultimo e stabilendo il miglior crono in 28.213 secondi, pari a 135.002 miglia orarie di media.

Unico del gruppo a oltrepassare la barriera della 135 miglia, Newman ha preceduto Kasey Kahne per 5 centesimi, aggiudicandosi la terza pole stagionale, la sesta sul tracciato del New Hampshire, la 49esima un carriera su 360 presenze, un dato che lo colloca al nono posto di sempre, a pari merito con Bobby Isaac. (altro…)

Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Richmond

Kevin Harvick & Carl Edwards – I due pretendenti al titolo, che si erano un po’ nascosti nelle scorse settimane, soprattutto i sono tornati alla ribalta nell’ultima gara della regular season e hanno collezionato rispettivamente un primo e un secondo posto. Quale miglior viatico per la Chase For The Cup? Al Richmond International Raceway entrambi sono sempre stati tra i primi, con Edwards che addirittura non è mai uscito dalla top-15. Per Harvick si tratta di una vera e propria uscita dal tunnel di scarse prestazioni in cui tutto il team si era infilato da diverse settimane. “Beh, penso che l’hanno scorso, come ha detto Richard (Childress, ndr) siamo partiti un po’ indietro nel conto delle vittorie” ha detto il pilota della Chevrolet Impala #29. “Quindi essere primi alla pari per quanto riguarda i punti bonus e il totale delle vittorie è un buon risultato per noi. Penso che anche l’inerzia sia importante. Ovviamente, come ha detto Gil (Martin, il suo crew chief, ndr), il meeting del team di domenica mattina non è stato bello. Gran parte delle riunioni non sono state belle nell’ultimo mese o giù di lì, ma ci siamo guardati indietro e abbiamo trovato tutta usa serie di cose che abbiamo fatto in modo leggermente diverso. Ci siamo guardati in dietro e abbiamo analizzato le gare in cui siamo stati i più veloci all’inizio dell’anno e abbiamo usato quelle cose ad Atlanta e siamo stati nella top-5 tutto il giorno e siamo venuti qui e abbiamo fatto le cose che facciamo di solito e abbiamo avuto un ottimo weekend fin da quando abbiamo scaricato la macchina dal camion. L’ultimo mese è stato stressante, ma penso che, come avete visto, nelle ultime due settimane ha pagato”. Edwards si è espresso così riguardo ai prossimi appuntamenti: “Sono decisamente fiducioso in merito alle prossime gare. Questo è stata la nostra miglior prestazione su short track da un sacco di tempo, quindi anche per la gara di cui di solito dovrei preoccuparmi di più, Martinsville, sono eccitato. Non mi aspettavo di andare così bene stasera, quindi penso al mio team, stavamo andando leggermente più piano ultimamente, e lo scorso weekend siamo andati molto bene ad Atlanta e questa settimana abbiamo avuto la macchina migliore per tutta la sera, una macchina davvero veloce”. (altro…)

John Harrelson/Getty Images for NASCAR

Kasey Kahne si è aggiudicato la pole position per la Advocare 500, 25esimo appuntamento della Sprint Cup Series, che si svolgerà sul circuito di Atlanta, grazie ad un tempo di 29.775 secondi, pari ad una media di 186.196 miglia orarie.

Per Kahne si tratta della 22esima pole in carriera su 277 presenza, la seconda stagionale dopo quella ottenuta a Darlington nel mese di maggio, la seconda all’Atlanta Motor Speedway. (altro…)

Kurt Busch si è finalmente imposto, dopo un serie di buone prestazioni nelle ultime gare, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Visto lo stato di forma, per Kurt Busch era solo una questione di tempo. La prima vittoria per lui nel 2011, la numero 23 in carriera, è arrivata domenica all’Infineon Raceway di Sonoma, California, nel modo migliore, con un dominio totale: 76 giri in testa su 110, una strategia vincente e un passo a gomme usurate a cui nessuno è stato in grado di replicare.

Il pilota della Dodge #22 del Penske Racing è scattato dall’undicesima posizione ed ha rimontato subito, a suon di sorpassi, fino alla testa della corsa in appena 13 giri. Mentre tutti i rivali si fermavano per la loro prima sosta ai box, Busch ha proseguito, mostrando un ritmo inattaccabile, soprattuto a coperture usurate, cosa che gli ha permesso di gestire al meglio la strategia di gara, che lo vedeva inizialmente orientato a fare soltanto due soste, così come il compagno di team Brad Keselowski, contro le tre o quattro che avevano programmato i principali rivali.

Il campione 2004 dell’allora Nextel Cup ha abbandonato la leadership solo in occasione dei passaggi in pit-lane, presentandosi in prima posizione anche in occasione dell’ultimo restart, al giro 91, in occasione del quale ha guadagnato subito un margine di sicurezza su chi lo seguiva, tagliando il traguardo con oltre due secondi di vantaggio su Jeff Gordon, che ha sopravanzato un Carl Edwards molto calcolatore al tornante, durante l’ultimo giro. Entrambi hanno sfruttato una buona strategia, che li ha visti restare in pista con gomme usurate nel finale. per guadagnare quelle posizioni che avevano fatto fatica ad ottenere in pista e soprattutto il pilota della Ford #99 si è detto molto fortunato, visto il ritmo poco competitivo mostrato nelle libere, che lo aveva indotto a rinunciare alla gara di Road America della Nationwide Series.

Jeff Gordon ha agguantato la seconda piazza all'ultimo giro, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Al quarto posto ha chiuso un arrembante Clint Bowyer, che ha guadagnato 15 posizioni negli ultimi 19 giri, seguito da Marcos Ambrose e dal poleman Joey Logano. Alle loro spalle si sono piazzati un buon Jimmie Johnson, Martin Truex Jr, vittima di una toccata da parte di Denny Hamlin nelle fasi iniziali della gara che gli aveva fatto rivivere la delusione patita nel 2010. Kevin Harvick e Brad Keselowski hanno chiuso la top-10.

E’ stato uno di quei giorni incredibili in cui avevamo un piano e non l’abbiamo messo in discussione, pensare di arrivare al traguardo con due soste è stata una cosa molto ‘vecchia maniera’. Con il ritmo che calava bruscamente come abbiamo visto nelle libere, ci voleva una prestazione perfetta per essere sicuri che potessimo mantenere i nostri tempi durante il run in modo da farcela con due soste e non doverci preoccupare degli pneumatici oltre che della benzina” ha detto Kurth Busch in conferenza stampa “I ragazzi hanno fatto i calcoli alla grande, Risparmiare carburante è una cosa, ma avere la Shell sul cofano è un’altra. […] La macchina si è guidata da sola. Devo ringraziare tutti i miei ragazzi.”

In classifica generale, Carl Edwards torna ad allungare, portandosi a 25 punti di vantaggio su Kevin Harvick. Jimmie Johnson risale al terzo posto, a 33 lunghezze dalla vetta e Kurt Busch guadagna la bellezza di tre posizioni, attestandosi un punto dietro al cinque volte campione, al quarto posto, davanti a Kyle Busch, undicesimo a Sears point e Matt Kenseth. Scende, forse più del previsto, Dale Earnhardt Jr., afflitto da problemi di surriscaldamento al motore che lo hanno relegato in quarantunesima piazza, che ora è settimo. Salgono all’ottavo e nono posto Clint Bowyer e Jeff Gordon, il quale torna nella top-10, davanti a Ryan Newman, soprattutto ai danni di Denny Hamlin e Tony Stewart. Hamlin dalla sua ha una vittoria che lo colloca in vantaggio per la wild card, mentre Stewart a questo punto ha decisamente bisogno di una vittoria per rilamciare le proprie ambizioni e mettere un’ipoteca su un posto in Chase, visto che gli altri vincitori di questo 2011 sono tutti oltre la ventesima posizione, a partire da Brad Keselowski, che occupa la ventiduesima piazza.

La Toyota di Brian Vickers dopo la toccata rifilata a Stewart, Credit: Tom Pennington/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Sonoma

Penske Racing – dai e dai le tirate di Kurt Busch, che anche in Michigan non aveva mancato di apostrofare in modo poco garbato macchina, team e proprietario, evidentemente hanno sortito l’effetto voluto. I cambiamenti tanto auspicati dal pilota hanno prodotto risultati in crescendo, che dovrebbero garantire almeno a Kurt un posto nella Chase. Ora bisognerà vedere se sapranno mantenere l’inerzia e Daytona sarà già un test probante.

Beating and banging – Il circuito di Sonoma si presta decisamente, specie nelle fasi finali della gara, quando gli animi sono più caldi e i contatti non sono mancati nemmeno quest’anno, Logano e Kenseth, Montoya e Kahne, Vickers e Stewart, Hamlin e Truex, Montoya e Kyle Busch sono solo alcune delle coppie di piloti che sono arrivati ai ferri corti in California.

Brian Vickers & Tony Stewart – giro 39: nell’incidente che ha scatenato la seconda gialla Brian Vickers sceglie la traiettoria interna al tornante, anche per evitare di incocciare in qualche altra vettura, mentre Tony Stewart lo tocca di proposito al posteriore perché reo, a dire del pilota della Chevrolet #14, di avergli bloccato la strada nelle fasi iniziali della gara. Giro 88, Brian Vickers aspetta Stewart in prossimità del tornante, si fa sopravanzare e lo tocca al posteriore sinistro, mandandolo con mezza macchina sopra le barriere di gomme all’esterno della curva e ponendo praticamente fine alla buona gara del quarantenne dell’Indiana. Fantastiche, in pieno spirito NASCAR, le dichiarazioni di entrambi nel dopo-gara, quando tutti e due hanno detto di aver fatto apposta ma che la cosa sarebbe finita lì e che non avrebbe cambiato i loro buoni rapporti fuori dalla pista.

Montoya è stato protagonista di diversi contatti a Sonoma, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Cosa non abbiamo visto a Sonoma

Marcos Ambrose & Juan Pablo Montoya – erano i grandi favoriti ma si sono visti poco. Ambrose è stato più concreto e ha messo in cascina un discreto quinto posto, persino meglio di quanto si profilava all’orizzonte, a detta del pilota. Montoya invece si è fatto notare più che altro per le frequenti toccate che lo hanno visto protagonista, dettate forse dalla foga di cogliere un risultato in un circuito favorevole. Il pilota colombiano è stato criticato per aver lasciato poco spazio, anche nelle fasi iniziali della gara, ai rivali in fase di sorpasso. Ne hanno fatto le spese Kyle Busch e Kasey Kahne, mentre Brad Keselowski ha restituito il favore, mandandolo in testacoda. Entrambi i grandi specialisti degli stradali ora guardano al Glen, dove nel 2010 hanno lottato con il coltello fra i denti e dallo scontro era uscito vincitore Juan Pablo Montoya.

Denny Hamlin – sembrava il più efficace dei piloti del Joe Gibbs Racing ed era anche riuscito a prendere il comando delle operazioni prima che il tornado Kurt Busch travolgesse tutti, ma Denny Hamlin è stato afflitto da un problema al supporto della track bar alla posteriore sinistra, che lo ha obbligato ad una riparazione piuttosto lunga. Alla fine della giornata il pilota della Toyota Camry #11 ha rimediato un trentasettesimo posto che ha leggermente stoppato la sua rincorsa ai vertici della classifica.

Robby Gordon – reduce da un secondo posto veramente maiuscolo nel 2010, nonostante i fondi decisamente ridotti rispetto ai top team, Robby Gordon domenica ha rimediato un anonimo diciottesimo posto. Il quarantaduenne californiano si è scagliato duramente contro la Goodyear, rea a suo dire di fare figli e figliastri. Nelle fasi finali della gara, Gordon ha avuto a che fare con un set di gomme che non rendeva al meglio e ha chiesto al suo team di procurarsi un nuovo set di gomme. Gli è stato risposto che non era possibile e che si sarebbero dovuti accontentare dei set che la Goodyear aveva assegnato loro. “C’è una grossa differenza nelle gomme” ha detto Robby, alludendo al fatto che i top-team avrebbero a disposizione lotti di pneumatici più recenti “ad alcuni vengono dati codici nuovi, ad altri codici vecchi. E questo è sbagliato”.

Stay tuned!