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L’affaire motori. Tempi duri per la Lotus. Dopo essere stata abbondonata dai team Herta Autosport e Dreyer & Reinbold (passati, rispettivamente, a Honda e Chevrolet), la Lotus ha perso anche il team Dragon di Jay Penske (in procinto di accordarsi con Chevrolet). Il figlio di Roger ha citato la Lotus per gravi inadempimenti contrattuali chiedendo un risarcimento di 4.6 milioni di dollari.
A questo punto Lotus schiererà ad Indianapolis solo Simona De Silvestro e Jean Alesi (di cui parliamo più diffusamente a parte), anche perchè il team Shank (che aveva già tutto- telaio,pilota,sponsor,tecnici,meccanici- tranne il motore) ha rinuciato a partecipare non essendo riuscito ad accordarsi con Honda o Chevrolet.
“Se devo ricorrere ai motori Lotus non ho possibilità di vincere, quindi preferisco non schierare la squadra” : questo in estrema sintesi il ragionamento di Shank fondato sul fatto che (almeno finora) i propulsori Lotus si sono dimostrati i meno potenti del lotto, manifestando perdippiù anche diversi problemi di affidabilità.
Continua poi la telenovela-Honda. Riassunto delle puntate precedenti: la Honda (unico motorista che non ha scelto il twin-turbo) aveva portato a Long Beach un turbocompressore aggiornato, che era stato inizialmente approvato dai commissari.
La Chevrolet aveva presentato richiamo costringendo la Honda a non utilizzare l’update fino al pronunciamento di un panel di esperti, che ha dato ragione ai giapponesi.
La novità di questi giorni è che la Chevrolet ha presentato appello, sul quale si pronuncerà l’ex giudice della Corte Suprema Theodore Boehm. (altro…)

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Il circuito, i precedenti e i record. Prima trasferta al di fuori degli Usa per l’IndyCar, che sbarca in Brasile, patria di Barrichello, Kanaan e Castroneves. Si corre sul circuito cittadino di San Paolo, una pista ricavata dalle strade che circondano il grande Sambodromo locale, del quale sono utilizzati anche gli spalti.
La pista è lunga 2.6 miglia (cioè 4.183 km),gira in senso orario e conta 11 curve (7 a destra e 4 a sinistra) e si presenta come un’ alternanza di lunghi rettilinei e curve lente di 90 gradi.
Peculiare la posizione dei box, che non sono situati accanto al rettilineo di arrivo/partenza (il Sambadrome Straight, che è in cemento anzichè in asfalto), ma in posizione attigua al rettilineo successivo alla curva 4 (cioè il Mars Straight), caratteristica questa che ritroviamo anche nel cittadino di Baltimora. La gara si svolgerà sulla distanza dei 75 giri pari a 195 miglia (cioè 313.76 km). (altro…)

Oriol Servia, quarto in classifica generale nel campionato IndyCar 2011 e rimasto senza contratto dopo la chiusura dello storico team Newman-Haas, si è accordato per disputare la stagione 2012 con il team Dreyer & Reinbold Racing (lo stesso che ha schierato lo scorso anno Giorgio Pantano in sostituzione di Justin Wilson).
Servia, 37 anni, spagnolo, dopo un 2010 sabbatico, la scorso campionato si è dimostrato estremamente consistente cogliendo 11 top ten in gara, con 2 secondi posti come migliori risultati (New Hampshire e Baltimora) e partendo in prima fila nell’edizione del centenario della Indy 500, concludendo tutte e 17 le gare in calendario e rivelandosi pertanto il pilota che nel 2011 ha compiuto il maggior numero di giri in gara.
Lo spagnolo nel 1999 vinse il titolo in Indy Lights e nel 2005 chiuse secondo in Champ Car.
Il team Dreyer & Reinbold Racing, che utilizzerà motori Lotus, intende schierare anche una seconda vettura: da questo punto di vista diverse sono le trattative in corso tra cui anche quella che riguarda il nostro Pantano, come rivelato da Autosprint.

immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale. (altro…)