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  • Due team, Herta Autosport e Dreyer & Reinbold, hanno lasciato i motori Lotus e cercano un nuovo fornitore. La Honda è stata finalmente autorizzata a montare un turbocompressore aggiornato: l’update era stato già portato a Long Beach e approvato dall’IndyCar, ma la Chevrolet aveva avanzato un ricorso costringendo i giapponesi a rimandare l’aggiornamento. Il ricorso è stato esaminato da una commissione indipendente,che ha dato ragione alla Honda.
  • Secondo quanto riportato da Autosport, la Ford starebbe considerando l’idea di sbarcare in IndyCar allargando a 4 il confronto tra motoristi.
  • E’ stato deciso che non ci saranno penalizzazioni in griglia ad Indianapolis. Il regolamento prevede che in caso di sostituzione anticipata del motore (prima cioè che questo raggiunga il chilometraggio minimo) scatti l’arretramento di 10 posizioni in griglia: eccezionalmente questo non avverrà ad Indianapolis ed eventuali penalità saranno scontate nella gara successiva a Detroit.
  • Ad Indianapolis Andretti schiererà anche Saavedra (in collaborazione con AFS Racing) e Ana Beatriz;   Ed Carpenter Racing,Sam Schmidt  Motorsports,Sarah Fisher Racing,Foyt Racing e Rahal-Letterman  si presenteranno anche con una seconda vettura: da stabilire il pilota per i primi due team, mentre gli altri tre affideranno il volante,rispettivamente, a Clauson,Cunningham e Jourdain.Proprio il messicano, con i suoi sponsor, ha portato via il sedile al nostro Filippi. Rahal non ha chiuso definitivamente le porte a Luca, non escludendo di poter schierare una terza vettura per lui, serve però un supporto economico che al momento non c’è. Sul catino dell’Indiana debutterà il team Shank con il pilota Jay Howard, mentre nell’entry list ufficiale, accanto al team Newman/Haas non compare ancora il nome di Jean Alesi, la cui presenza (più volte annunciata) non è dunque ancora ufficiale.
  • Il team KV Racing Technology è stato multato dopo che la vettura di Tony Kanaan non ha superato le verifiche tecniche a Long Beach. E’ stata riscontrata la violazione delle regola 14.7.2 che stabilisce in 18.5 galloni la capacità massima del serbatoio. Non è stata resa nota l’entità della sanzione pecuniaria.
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immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power. (altro…)

Il circuito e i precedenti. Domenica prossima il Las Vegas Motor Speedway sarà teatro dell’ultimo e attesissimo appuntamento 2011 del campionato IndyCar, che assegnerà i titoli della classifica generale e di quella dei rookie e che, in caso di vittoria di Wheldon, distribuirà il superpremio di 5 milioni di dollari.
Il circuito, appartenente alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto, fu inaugurato nel 1971 e ha subito importanti ristrutturazioni nel 1996 e nel 2006.
La lunghezza è di un 1.5 miglia pari a 2.4 km e la gara si disputerà sulla distanza dei 200 giri pari a 300 miglia (o se preferite 480 km).
Il record sul giro appartiene ad Arie Luyendyk che nel 1996 con la sua Reynard-Cosworth fermò il cronometro in 23.842 secondi,girando alla media di 362.39 Km/h.
Molto difficilmente questo record sarà battuto nel prossimo week-end:anche se la ristrutturazione del 2006 ha incrementato il banking delle curve e di conseguenza la velocità nelle curve stesse è aumentata, le Dallara-Honda attuali sono più pesanti e molto meno potenti.
Per quanto riguarda i precedenti, questa pista ha ospitato l’IRL dal 1996 al 2000 e la Champ Car nel biennio 2004-2005 e ,tranne che nel 1996 e nel 2000, la gara si è sempre corsa in notturna.
Il maggior numero di successi (2) è di Bourdais, tra i piloti vittoriosi qui troviamo anche Al Unser jr e Arie Luyendyk (entrambi due volte vincitori della Indy 500) e Sam Schimdt,attuale proprietario dell’omonimo team.
A titolo di pura curiosità vi diciamo che nel circuito ci sono cartelli che avvisano che non è permesso tenere armi: chi ne fosse trovato in possesso è invitato ad uscire e se non lascia il circuito può essere accusato di violazione di domicilio (la pista è considerata proprietà privata),viceversa se il possessore è titolare di un regolare porto d’armi non è reato introdurre armi nel circuito (ci si potrebbe chiedere quale persona sana di mente e benintenzionata vada a vedersi una corsa automobilistica con una pistola in tasca e si potrebbe notare la differenza abbissale con i nostri eventi sportivi dove, il calcio insegna, prima di entrare ormai si è iper-controllati!).
La nostra perplessità non fa che aumentare se consideriamo che il retro del biglietto d’ingresso porta la dicitura: “Con l’uso di questo biglietto, il titolare acconsente alla ragionevole ricerca di alcol,medicine e altri articoli vietati”: paese che vai… (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

La cronaca. Il leader della classifica Will Power parte in prima posizione (portando a casa il punto extra della pole) affiancato da Graham Rahal, gli altri championship contenders sono attardati: Dixon scatta settimo, Franchitti, afflitto da problemi al motore, solo undicesimo.
Al via Power prende il comando e guida autorevolmente il primo quarto di gara accumulando sino a tre secondi su Rahal (un vantaggio di tutta comodità in un ovale dove i 29 piloti sono racchiusi in qualifica in mezzo secondo e i distacchi si misurano in millisecondi).
Franchitti ,però, non è da meno: recupera sino in sesta posizione e viaggiando in scia riesce a conservare un pò di carburante.
Dopo il ritiro di Castroneves per problemi al motore,si apre la finestra della prima sosta ai box: tra i primi a fermarsi proprio Power e si verifica l’episodio che gli compromette la gara (e, forse, il campionato). (altro…)