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L’affaire motori. Tempi duri per la Lotus. Dopo essere stata abbondonata dai team Herta Autosport e Dreyer & Reinbold (passati, rispettivamente, a Honda e Chevrolet), la Lotus ha perso anche il team Dragon di Jay Penske (in procinto di accordarsi con Chevrolet). Il figlio di Roger ha citato la Lotus per gravi inadempimenti contrattuali chiedendo un risarcimento di 4.6 milioni di dollari.
A questo punto Lotus schiererà ad Indianapolis solo Simona De Silvestro e Jean Alesi (di cui parliamo più diffusamente a parte), anche perchè il team Shank (che aveva già tutto- telaio,pilota,sponsor,tecnici,meccanici- tranne il motore) ha rinuciato a partecipare non essendo riuscito ad accordarsi con Honda o Chevrolet.
“Se devo ricorrere ai motori Lotus non ho possibilità di vincere, quindi preferisco non schierare la squadra” : questo in estrema sintesi il ragionamento di Shank fondato sul fatto che (almeno finora) i propulsori Lotus si sono dimostrati i meno potenti del lotto, manifestando perdippiù anche diversi problemi di affidabilità.
Continua poi la telenovela-Honda. Riassunto delle puntate precedenti: la Honda (unico motorista che non ha scelto il twin-turbo) aveva portato a Long Beach un turbocompressore aggiornato, che era stato inizialmente approvato dai commissari.
La Chevrolet aveva presentato richiamo costringendo la Honda a non utilizzare l’update fino al pronunciamento di un panel di esperti, che ha dato ragione ai giapponesi.
La novità di questi giorni è che la Chevrolet ha presentato appello, sul quale si pronuncerà l’ex giudice della Corte Suprema Theodore Boehm. (altro…)

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immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale. (altro…)

Le origini.Daniel Clive Wheldon, per tutti Dan, è nato il 22 giugno 1978 in Inghilterra,ad Emberton, un piccolo centro nelle vicinanze di Milton Keynes (località famosa nel motorsport per il fatto di ospitare la sede della Red Bull e prima ancora della Jaguar e della Stewart).
La sua famiglia era numerosa (Dan aveva tre fratelli e una sorella) e appassionata di corse: il padre, di origini irlandesi, era stato un Kartista dilettante, la madre cronometrista in una pista locale.
Gli inizi in Inghilterra.Con queste premesse è facile immaginare come il piccolo Dan avesse sviluppato la sua passione per il motorsport: iniziò a guidare il kart a 4 anni e successivamente cominciò a competere a livello agonistico supportato economicamente dalla famiglia.
Tra il 1988 e 1990 vinse tre volte consecutivamente il Campionato inglese di Kart categoria cadetti e nel 1995,correndo per il team della leggenda del kart Tony Fullerton, vinse il Campionato del mondo FIA Formula A (per intenderci il titolo più importante a livello kartistico).
I tempi ormai erano maturi per il passaggio alle monoposto e Dan debuttò in Formula Vauxhall nel 1996 giungendo secondo in campionato,nel 1997 passò in Formula Ford classificandosi secondo e proponendosi come grande favorito per la stagione successiva (affrontata come pilota ufficiale Van Diemen) dove,però, incontrò sulla sua strada Jenson Button che si aggiudicò il campionato. (altro…)

con l’occasione consiglio a tutti il doppio dvd uscito ieri con la Gazzetta su Alex Zanardi. A modo mio 13euro…imperdibile.

Zanardi at his best: Parte seconda.

Pubblicato: 20 luglio 2011 da peppe1981 in Indycar
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Long Beach 1998.Sul circuito cittadino californiano Zanardi parte solo undicesimo,riesce ad evitare un contatto con Bobby Rahal,ma viene urtato da Scott Pruett riportando un danno alla sospensione anteriore sinistra.
Il peggio deve ancora venire:al trentesimo giro,infatti,Alex si ritrova nel bel mezzo di un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani). La pista è completamente ostruita,il pilota bolognese riesce ad evitare ulteriori contatti,ma di fatto perde un giro.
Le sue speranze di vittoria sembrano finite:è doppiato,il danno alla sospensione lo costringe a guidare con un volante tutto sfasato e per di più anche la radio si mette a fare le bizze.
Quando il gioco si fa duro,si dice,i duri cominciano a giocare e Alex sicuramente lo è.
Riesce a sdoppiarsi,recupera posizioni a suon di sorpassi.
A 5 giri dal termine piomba sulla coppia di piloti in testa,formata da Herta e Franchitti. Passa subito lo scozzese e, dopo qualche tornata di studio,al penultimo giro si inventa un sorpasso su Bryan Herta alla curva 3.
Quando si ripresenta sul rettilineo principale per iniziare l’ultimo giro Zanardi guarda negli specchietti: Franchitti (nel frattempo passato secondo) ed Herta sono già lontani!
Una vittoria da ricordare,non c’è che dire.
Riportiamo il video degli ultimi 5 giri e quello dell’intera gara.