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immagine tratta dal sito indycar.com

Prende sempre più i contorni dell’ occasione persa la vicenda del superpremio di 5 milioni di dollari associato alla “IZOD IndyCar World Championship Presented by Honda”, nome ufficiale dell’ultima gara 2011 dell’IndyCar,che si svolgerà domenica 16 ottobre in quel di Las Vegas.
Alla stesura del calendario stagionale gli organizzatori avevano avuto l’idea molto interessante di rendere ancor più avvincente l’epilogo del campionato (che anche quest’anno rispetterà la tradizione che dal 2006 vede il titolo decidersi sempre all’ultimo appuntamento) creando un evento speciale: una gara su ovale (esclusa dalla classifica specifica che assegna il trofeo A.J. Foyt come a ribadire il carattere di sfida a sè stante) da svolgersi in quella che è universalmente riconosciuta come la capitale del gioco d’azzardo,Las Vegas appunto, mettendo a disposizione il favoloso jackpot di 5 milioni di dollari per il pilota non regular del campionato che fosse riuscito a vincere la gara.
La mossa era stata evidentemente pensata per attirare piloti celebri di altre serie,gente come Zanardi,Pastrana,Hornish,Montoya, o altre stelle della Nascar (quel fine settimana non impegnate di domenica visto che corrono di sabato a Charlotte) e perfino qualche ex-F1 desideroso di ritornare in pista (Villenevue,Raikkonen,….):una presenza chiaramente occasionale,ma di sicuro appeal sportivo e mediatico,che avrebbe sicuramente aggiunto interesse e attesa nei confronti di un campionato in crescita che ambiziosamente vuole tornare ai fasti della vecchia Cart,prima che la scissione e la crescita esponenziale della Nascar le sottraessero importanza e seguito. (altro…)

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Il circuito e i precedenti. Torna in pista l’Indycar per il penultimo appuntamento stagionale: dopo sei stradali nelle ultime sette gare il finale di campionato prevede due gare su ovali,partendo domenica prossima dal Kentucky Speedway.
Relativamente recente (ultimato nel 2000),il circuito è situato a Sparta, città dello stato del Kentucky nella parte centro-orientale degli Stati Uniti, e appartiene alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto.
La lunghezza è pari a 1.5 miglia (pari a 2.4 km) e la gara si articolerà su 200 giri per la distanza complessiva di 300 miglia (cioè 480 km).
Quello del Kentucky è un appuntamento ormai classico,l’IRL prima e l’IndyCar poi vi corrono ininterrottamente dal 2000: il record sul giro in qualifica appartiene a Sarah Fisher, che nel 2002, girando in 24.0661 secondi alla media di 221.390 miglia orarie (356.293 km/h),ottenne la pole (prima di una donna nella storia dei maggiori campionati a ruote scoperte).
Nelle edizioni precedenti il maggior numero di vittorie (due a testa) è di Buddy Lazier e Sam Hornish jr,mentre il team Penske è la squadra che ha ottenuto qui il maggior numero di successi (tre).
Tra i piloti in griglia qui hanno vinto Tony Kanaan (2007), Scott Dixon (2008), Ryan Briscoe (2009) e Helio Castroneves (2010).
Proprio Scott Dixon è il pilota che vanta qui i migliori precedenti tra i tre che sono in lotta per il titolo: il neozelandese ha ottenuto,infatti, in otto partecipazioni, una vittoria, due poles e quattro arrivi nella top-five, mentre Power,in tre precedenti,è partito una volta in prima fila ed è arrivato due volte nella top-ten e Franchitti,nei sei precedenti, è scattato due volte in prima fila,ma ha ottenuto un solo arrivo nella top-five.
Tre volte è successo che il pilota vincente al Kentucky Speedway ha conquistato il titolo a fine stagione (Buddy Lazier nel 2000, Sam Hornish Jr. nel 2006 e Scott Dixon nel 2008). (altro…)