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McLaren M23 – Parte 1

Pubblicato: 24 giugno 2011 da davidpillgrim in formula 1
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Parlando di questa splendida monoposto, se ci soffermiamo a guardare i soli numeri delle statistiche (16 vittorie, 14 poles e 10 giri veloci  in 83 partecipazioni ufficiali) rischiamo di essere tratti in inganno. Se però iniziamo a scorrere l’elenco dei piloti che hanno corso, almeno una volta, con questa leggendaria vettura, non possiamo non rimanere a bocca aperta:  Hulme, Fittipaldi, Hunt, Scheckter e Piquet , se vogliamo citare 3 generazioni di campioni del mondo, Ickx, Villeneuve, Revson e Mass se invece vogliamo citare piloti vincenti e molto amati dal pubblico, senza per altro dimenticare il nostro Bruno Giacomelli (che debutterà con il prestigioso team Inglese), Mike “the Bike” Hailwood e lo sfortunato Tony Trimmer. Si può dire che diverse generazioni di assi del volante si sono formati, hanno perfezionato il loro stile o recitato il canto del cigno sedendo sulla McLaren M23.

Assieme alla Lotus 72, è stata una delle monoposto più longeve della storia della Formula 1 e, possiamo dirlo senza troppi pudori, ha rappresentato la sublimazione dei concetti da essa introdotti i quali, verranno spazzati via solamente con l’avvento dell’effetto suolo, avvento questo che rappresenterà anche la fine della storia sportiva di questa fantastica icona degli anni 70.

Per la genesi di questa vettura bisogna tornare indietro al 1970:  il geniale fondatore e pilota di punta del team, Bruce McLaren,  trova la morte a Goodwood, in un tragico incidente mentre collaudava  una vettura Can-Am, categoria in cui da anni, assieme al connazionale Dennis Hulme, la giovane squadra Neozelandese dominava, dando la paga a veri e propri colossi dell’automobilism, ma pur vincendo moltissimo negli Stati Uniti, il team aveva raccolto ancora poco in Eurpoa, soprattutto nel circo iridato della Formula 1

Ma come per la Lotus 72, anche per la McLaren l’idea vincente venne da una vettura nata per trionfare ad Indianapolis: nel settembre del 1970 infatti veniva presentata la McLaren M16, una vettura filante e a forma di freccia, che rappresentava la sublimazione dei concetti introdotti da Colin Champman. Tuttavia ci vollero ancora 2 anni prima che Gordon Coppuck, coadiuvato da un giovane John Barnard ebbe l’idea di adattare la vincente M16 agli standard europei, nel tentativo di poter competere alla pari con Lotus e Tyrrell.

Approntata per la stagione 1973, non mostrava molte differenze rispetto alla sorella Americana, se non nelle forme un po’ più agili e per l’alettone posteriore visibilmente ridotto,  oltre che a montare l’affidabile motore Cosworth DFV, fidato propulsore dei tantissimi team britannici.

Una volta in pista però non tardò a mostrare le sue qualità velocistiche: il debutto ufficiale avvenne al Gran Premio del Sud Africa del 1973, nelle mani dell’ex campione del mondo Dennis Hulme; un debutto col botto in quanto riuscì, alla prima uscita, ad ottenere la Pole Position. In gara però il Neozelandese non fu altrettanto fortunato, ottenendo una quinta posizione, tuttavia fu un risultato incoraggiante che convinse i vertici della squadra a puntare deciso sulla loro nuova macchina e di affidarla, oltre che al vecchio campione, anche ai compagni Peter Revson ed al giovane ed irruento Jody Scheckter.

Dopo le incoraggianti prestazioni  in Spagna e a Montecarlo, arrivarono anche le prime vittorie, con Hulme in Svezia e con Revson in Inghilterra e Canada, risultati che portarono la McLaren al terzo posto nel campionato costruttori, tuttavia non era che l’inizio…

Per il 1974 ci fu una vera e propria rivoluzione: al posto del bravo Revson, venne ingaggiato l’ex campione del mondo Emerson Fittipaldi, in rotta con Chapman e Peterson e come sponsor arrivo la Marlboro, un brand che avrebbe accompagnato le vetture di Woking per ben 22 anni!
L’inizio della stagione fu subito favorevole  con 2 vittorie nelle prime 2 gare per il duo “ufficiale”, seguita da un terzo posto in Sud Africa del terzo pilota Mike Hailwood, ma dal gp di Spagna, dominato da Lauda e Regazzoni, iniziò un’estenuante lotta fra Fittipaldi ed il duo della Ferrari. La stagione fu molto equilibrata e, fino al Gran Premio di Monza, tutto lasciava intendere che a portare a casa il titolo sarebbe stata la Ferrari di Regazzoni, tuttavia la sorte decise diversamente e, dopo aver beneficiato delle sfortune del pilota Ticinese, Fittipaldi riuscì ad avere la meglio, con un primo, un secondo ed un quarto posto nelle ultime 3 gare; con 4 vittorie,  3 secondi posti e 3 terzi posti, il team McLaren riuscì finalmente ad aggiudicarsi il titolo costruttori e ad arrivare, a 4 anni dalla tragica scomparsa del fondatore Bruce, ai vertici dell’automobilismo mondiale.

Ma non era finita qui!

Nel 1975 Fittipaldi e la McLaren poco poterono fare contro il binomio Lauda-Ferrari 312T, ciò nonostante riuscirono a portare a casa 3 vittorie (2 Fittipaldi, 1 Mass) e 7 piazzamenti a podio, per un risultato finale di un terzo posto nel campionato costruttori, poi venne il 1976…

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